L’asse tra Conte e il Pd e la spinta di Grillo: M5S, così finisce una stagione

di Massimo Franco

L'asse tra Conte e il Pd e la spinta di Grillo: M5S, così finisce una stagione

Se ci sarà, si dimostrerà un lungo, tormentato passo indietro. Più che una svolta, la certificazione che una stagione del M5S è finita. Ma è finita da tempo. E il fatto che Luigi Di Maio, incarnazione del grillismo vincente e «governista», si prepari a lasciare non la Farnesina ma la leadership politica, sembra nascere dalla determinazione di Beppe Grillo a puntellare ancora di più l’esecutivo di Giuseppe Conte. La sua uscita di scena è figlia solo in parte delle sconfitte elettorali.

Non basta a spiegare quanto accade nemmeno il rosario di insuccessi locali degli ultimi mesi: scenario che promette di essere confermato alle Regionali di domenica in Emilia-Romagna e Calabria. L’elemento decisivo appare più profondo. Il M5S guidato da lui ormai è in caduta libera a tutti i livelli. Il passaggio quotidiano di parlamentari pentastellati nel limbo del gruppo misto, unito alle accuse di «autoritarismo», sono diventati una miscela tossica. E a Di Maio non basta più la strategia del muro di gomma per evitare una resa dei conti nel segno di Beppe Grillo. Può darsi che finisca per apparire il tipico capro espiatorio di un Movimento a caccia di colpevoli per la sua crisi di identità. E tuttavia è un ruolo che ha finito per costruirsi da solo, nella convinzione di non avere alternative come leader. Su questo punto probabilmente non ha tutti i torti: non si vede ancora chi possa prendere il suo posto, se non un «reggente» in vista di equilibri futuri.

Rating 3.00 out of 5

Pages: 1 2


No Comments so far.

Leave a Reply

Marquee Powered By Know How Media.