La presa in giro (bipartisan) di presenti e assenti

di Massimo Franco

La sceneggiata che si è consumata ieri in Senato ha molti padri. E avranno tutti il compito non facile di spiegare una vicenda incomprensibile ai più; e che ha visto un uso strumentale delle istituzioni. Matteo Salvini ha fatto votare i leghisti della Giunta per le immunità a favore del processo contro se stesso. Grazie al voto di cinque senatori, ha chiesto e ottenuto di essere giudicato dal Tribunale dei ministri per il sequestro della nave di migranti Gregoretti, con lo sguardo alle urne di domenica in Emilia-Romagna e Calabria: nei panni della vittima spera di ottenere voti decisivi per la vittoria. Il resto del centrodestra, FdI e FI, ha votato invece «convintamente» contro il processo, spaccando il fronte delle opposizioni e aggiungendo un tocco surreale. E la maggioranza «colpevolista» M5S, Pd e Iv ha disertato la seduta della giunta per le «gravi irregolarità» che si sarebbero consumate nella procedura. Poco importa che il vero voto sul via libera al processo contro l’ex ministro dell’Interno sarà, probabilmente, a febbraio, quando si riunirà l’aula di Palazzo Madama. L’ obiettivo salviniano era di potersi presentare da vittima della «giustizia politica» all’elettorato del 26 gennaio.

Rating 3.00 out of 5

Pages: 1 2


No Comments so far.

Leave a Reply

Marquee Powered By Know How Media.