Sulle Borse scattano i realizzi dopo i record, timori Brexit. Milano si salva

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi

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Non ha avuto vita lunga l’ottimismo sull’accordo tra Washington e Pechino sui dazi e i rialzi di ieri hanno lasciato il passo a cali generalizzati sui listini europei, innescati dai realizzi dopo i record della vigilia e da un ritorno della tensione su una possibile «hard Brexit». Il premier britannico Boris Johnson ha fatto sapere di voler cambiare l’accordo in modo che non sia possibile un’ulteriore estensione oltre la fine del 2020 (l’attuale scadenza), rilanciando la possibilità che il Paese possa lasciare l’Unione europea senza un accordo. Tanto è bastato ad affossare la sterlina (è arrivata a cedere più dell’1,5% su euro e dollaro, il calo peggiore da luglio) e a penalizzare gli indici del Vecchio Continente, con Parigi che ha chiuso a –0,39%, Francoforte a -0,89%, Madrid a –0,6% e Londra sulla parità. Ha fatto eccezione Milano (+0,45%), sostenuta dalle utility e da Atlantia (+2,61%).
Anche Wall Street è debole, con rialzi frazionali nonostante alcuni dati macroeconomici positivi, più che altro penalizzata dal ribasso di Boeing. Sul colosso degli aerei pesa la sospensione temporanea della produzione del 737 MAX, il jet rimasto coinvolto in due incidenti mortali tra la fine del 2018 e la primavera del 2019.

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