Il Mes diventa la Tav giallorossa

Luigi Di Maio - Giuseppe Conte - Nicola
Luigi Di Maio – Giuseppe Conte – Nicola Zingaretti

Il “rischio Tav” è altissimo. L’11 dicembre dovranno essere presentate le risoluzioni sul prossimo Consiglio europeo. Tra i vari punti, verrà messo ai voti in Parlamento l’argomento degli argomenti: il Fondo salva stati. E mai come oggi la maggioranza è divisa. Con 5 stelle da un lato e Pd dall’altro che oggi hanno alzato come mai prima i toni, ognuno intenzionato a non cedere di un millimetro sulle posizioni precostituite. Proprio come successe sull’alta velocità, quando l’esigenza dei gialli di affermare la propria identità su una mozione anti portò a far saltare il tappo, e condusse per direttissima al crollo del governo gialloverde.

Quando Luigi Di Maio si siederà al tavolo allestito a Palazzo Chigi per il vertice sul Mes avrà un solo obiettivo da spuntare in quella sede: rinviare la firma. “Servono modifiche sostanziali”, spiega il capo politico ai suoi, che vuole farsi accompagnare sul campo di battaglia dai deputati Alvise Maniero e Raphael Raduzzi, i due che stanno tenendo il punto tecnico sulla questione, e dalla sottosegretaria Laura Agea, che insieme a lui ha in mano il pallino politico sul Fondo salva stati.

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