Prezzi alti e redditi sempre più bassi: gli italiani non riescono più a comprare la casa ai figli

di ROSARIA AMATO

ROMA – Risparmiare per comprare la casa ai figli: è per questo che oltre il 70 per cento degli italiani vive in un’abitazione di proprietà. Ma la crisi e l’erosione dei salari hanno reso questa consuetudine sempre più difficile da mantenere. La quota dei proprietari di casa che non ha speso un euro in mutuo perché l’ha ricevuta in regalo dai genitori o dai nonni è passata dal 46 per cento degli anni ’70 al 19 per cento del biennio 2016-2018: lo attesta l’Ipsos nell’indagine “Il Welfare familiare – Un’analisi delle famiglie italiane”. La curva è inesorabilmente scesa: la percentuale era al 43 per cento negli anni ’80, al 36 negli anni ’80, ancora al 30 fino ai primi anni 2000, ma poi è arrivata la crisi, e ormai meno del 20 per cento delle famiglie italiane può permettersi di comprare la casa ai figli o di lasciarla in eredità.

Eppure i problemi dell’economia italiana si sono ripercossi anche sul mercato immobiliare, per cui, attesta un’indagine di Tecnocasa, attualmente per comprare un appartamento di medie dimensioni in una grande città occorrono 6,2 annualità, contro le 9 del 2009, quando si era ai massimi della bolla immobiliare. Ma il confronto con il passato più lontano non regge: nel 1964, accerta un’indagine del Cresme, per acquistare una casa bastavano 1,5 annualità. Se da un appartamento medio di 80-90 metri quadri in periferia si passa a uno un po’ più grande, di 110 metri quadri, in una bella zona di Roma o Milano, nel ’65 gli italiani se la cavavano con 3,6 annualità, oggi sarebbe impensabile.

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