Governo, Conte: «Buon clima di lavoro». La proposta di Franceschini: «Via i due vicepremier»

La proposta di Franceschini: «Via i vicepremier»

Il clima disteso e costruttivo è condiviso da entrambi i partiti. Conte torna anche sull’appello lanciato da Beppe Grillo sul suo blog — basta pensare a poltrone e punti di programma, ha scritto ai suoi — definendolo «condivisibile». «In quella carrellata fantastica ha disegnato il futuro e ci invita a guardare in avanti. È una impostazione molto bella», ha aggiunto. Sul punto è intervenuto successivamente via Twitter anche Dario Franceschini, tra i candidati del totoministri del nuovo governo: «Per una volta Beppe Grillo è stato convincente. Una sfida così importante per il futuro di tutti non si blocca per un problema di «posti». Serve generosità. Per riuscire a andare avanti allora cominciamo a eliminare entrambi i posti da vicepremier». Poltrona che poteva essere occupata proprio da lui. Apprezza il segretario del Pd Nicola Zingaretti: «Un altro contributo del Pd per sbloccare la situazione e aiutare il Governo a decollare», ha commentato.

Conte: «Non sono iscritto a M5S»

Dopo la sintesi sul programma, Giuseppe Conte ha proseguito raccontando le prossime tappe: «Inviterò le forze politiche che sostengono il governo a sedersi intorno a un tavolo e a darmi suggerimenti, non indicazioni secche ma aperte, in modo da potermi consentire di scegliere la migliore squadra». E ha poi specificato: «Definirmi M5S è una formula inappropriata. Non sono iscritto a Movimento, non partecipo a loro vertici». Il candidato premier è tornato sul tema della discontinuità evocata da Nicola Zingaretti, segretario del Pd: «Cosa significa discontinuità? Aprire un’ampia stagione riformatrice per il Paese, mettere in primo piano una visione del Paese di economia sostenibile, economia circolare. Fare cose non stratosferiche ma che andavano fatte e non siamo riusciti a farle, e farle con la massima determinazione. È la più grande sfida». E sull’ex alleato: «Salvini? Sono proiettato al futuro».

«Non sono un premier per tutte le stagioni»

Conte ha sottolineato anche che il suo non è accanimento per la poltrona: «L’ho dimostrato con i fatti che non sono un premier per tutte le stagioni, quando al Senato è stata ritirata la mozione di sfiducia, quindi concretamente mi è stata proposta una rinnovata stagione, l’ho rifiutata». Fondamentale, secondo lui, più che la scelta dei ministri in questo momento è la definizione di «linee strategiche», da cui poi si passerà alla scelta della «migliore squadra». Conte ha anche aggiunto di aver ricevuto messaggi di apprezzamento dai leader che ha conosciuto nei 14 mesi in cui ha guidato l’Italia: «Lo considero un ottimo auspicio per avviare un’esperienza di governo in cui l’Italia può giocare da protagonista in questa nuova legislatura».

CORRIERE.IT

Rating 3.00 out of 5

Pages: 1 2


No Comments so far.

Leave a Reply

Marquee Powered By Know How Media.