Governo, per ora è solo crisi di nervi. Su Salvini monta la pressione del Nord

di Manuela Perrone

Salvini, ultimatum su autonomie: “Atteso anche troppo”

Il logorio del rapporto tra gli alleati gialloverdi è vicino al livello di guardia. Ma per adesso la crisi è solo di nervi e nel Governo è guerra di tatticismi, in attesa che Matteo Salvini sciolga la riserva e sveli le sue mosse. Sullo sfondo si ergono i due dossier della settimana: il Russiagate, su cui il premier Giuseppe Conte mercoledì terrà l’informativa al Senato, e le autonomie regionali, che fanno salire la pressione del Nord sul leader della Lega. Con la mina Tav per nulla disinnescata e anzi riaccesa dal caos treni.

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Che la situazione sia ancora aperta lo prova la quantità di retroscena che si affastellano ogni giorno, tra rincorse e smentite. Due i principali. Il primo è che Salvini punti a un maxirimpasto per sostituire addirittura Conte senza ripassare dalle urne: un ricambio che sposterebbe decisamente il perno dell’Esecutivo intorno al Carroccio, ma che necessiterebbe di numeri certi da proporre subito al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che da sempre ha mostrato di non voler assegnare incarichi al buio. In breve: servirebbe che il M5S sacrificasse Conte e si gettasse anima e corpo, più di quanto ha fatto finora, tra le braccia del Carroccio. Il secondo è l’opposto: che invece i Cinque Stelle siano pronti a un’alleanza con il Pd per dar vita a un Governo insieme, magari proprio un Conte bis. Anche qui, senza elezioni, si tratterebbe di dimostrare al Colle di avere i numeri.

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