Furti in casa: in quali giorni e orari i ladri colpiscono

Le regioni più colpite

Scorrendo i dati si nota subito che quello del furto in casa è un fenomeno concentrato principalmente al Nord: Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Toscana le Regioni più colpite. Sicilia, Sardegna e Calabria quelle più «tranquille». La capitale italiana dei furti è Pisa con 789 casi nel 2017 (l’1,7% delle famiglie), seguita da Modena (1,6%). Le realtà più tranquille Cosenza (0,1%) e Nuoro (0,05%). Per le grandi realtà metropolitane meglio Roma (0,5% delle famiglie) di Milano (0,96%).

Le «abitudini» dei topi d’appartamento

I ladri adottano comportamenti diversi a seconda della città in cui operano. A Verona, dove l’incidenza dei furti è sotto la media nazionale, si ruba più nelle zone periferiche popolate che in centro: Borgo Trento, Borgo Roma e Borgo Milano le zone più colpite. Venerdì e sabato, dalle 14 alle 20, il periodo preferito. A Torino, dove l’incidenza dei furti è superiore del 18% rispetto alla media nazionale, i mesi più caldi sono marzo, luglio, agosto e dicembre. A settembre, invece, i ladri sono ancora in vacanza. Venerdì e sabato i giorni preferiti, mentre è la domenica il giorno con meno furti. I quartieri più colpiti sono il centro, Barriera di Milano, San Donato e il Lungo Po. A Milano, 28esima città d’Italia per furti in appartamento con un’incidenza di quasi il 30% superiore alla media nazionale, i topi di appartamento entrano in azione il pomeriggio tra le 16 e le 20 con il 23,63% dei furti e la notte dalle 24 alle 8 con il 25,66%. Negli anni le abitudini dei ladri meneghini non sono cambiate di molto: anche nel 2012 agivano soprattutto tra le 15 e le 21, ma si aggiungeva come fascia prediletta quella delle 9/12. È cambiata, invece, la mappa delle zone più colpite: nel 2012 erano Città Studi, Buenos Aires e XXII Marzo. Oggi è uscita XXII marzo e sono entrate Lambrate e Forlanini. È variata anche la distribuzione nei mesi. Sette anni fa gli episodi si concentravano soprattutto nei mesi invernali, con il picco a dicembre. Oggi è il contrario, da gennaio a luglio la media è costante con circa il 10% dei casi. Poi cala e dicembre è il mese più tranquillo dell’anno.

A Milano, dove lo studio analitico dei furti è più avanzato, si hanno anche i dati sulle modalità. Nel 7% dei casi l’accesso dei ladri è avvenuto senza effrazione: i milanesi si sono semplicemente dimenticati la porta aperta. Nel 20% sono entrati dalla finestra, e nel 67% dalla porta d’ingresso forzata. Il piano più colpito non è quello a livello strada o rialzato (15,71%), ma il primo, con il 21,7% dei casi. Il secondo piano concentra invece il 13,11% delle «visite».

Le tecniche più usate

L’effrazione della porta d’ingresso avviene con danno, nei casi di porta non blindata, ed è il campo d’azione di nomadi, romeni e italiani. Ma i veri professionisti sono i serraturieri moldavi, albanesi e georgiani che riescono a entrare superando quasi qualsiasi serratura senza lasciare traccia. Lo fanno con la tecnica del «lock picking» per le serrature a doppia mappa (bloccando il meccanismo con un tensore e inserendo la cosiddetta chiave bulgara, una chiave «morbida» che prende la forma interna della serratura), o con la nuova tecnica del «key bumping» per le serrature più moderne (usando un chiave passepartout limata che viene inserita nella serratura e picchiettata con il martello). In entrambi i casi si tratta di un «lavoro» di pochi minuti. I sudamericani, più piccoli e leggeri, preferiscono invece arrampicarsi lungo le facciate ed entrare dalla finestra o dal balcone. C’è poi una nicchia di ladri italiani specializzati nell’apertura delle serrature elettroniche e nella disattivazione di allarmi. Questi ultimi, però, prendono di mira soprattutto gli esercizi commerciali e le abitazioni di prestigio.

Da dove arrivano i ladri

A livello nazionale negli ultimi tre anni è aumentata la percentuale di ladri italiani. Stando ai dati del Viminale, tra denunce a piede libero e arresti, i nostri connazionali sono passati dal 45% del 2015 al 52% del 2017. Seguono albanesi, romeni, georgiani, marocchini, serbi, montenegrini e croati. Quello dei furti in appartamento sembra, comunque, essere un fenomeno ad appannaggio dei delinquenti europei: nel 2017 il 62,4% di quelli denunciati o arrestati proveniva di Paesi dell’Unione Europea. Dato confermato da Milano, l’unica ad aver fornito la specifica informazione a Dataroom, dove nel 2018 i comunitari arrestati sono stati il 61% e quelli indagati il 65%. Seguiti da georgiani, albanesi e cileni.

Lo studio dei dati porta risultati (Milano)

Il monitoraggio e l’analisi dei dati serve ad arginare e a prevenire. A Milano hanno iniziato nel 2012, e in 6 anni il calo dei furti in casa è stato del 22,55%. A Verona in un solo anno, dal 2017 al 2018, è stato di oltre il 22% (da 990 a 770) e a Torino, nello stesso periodo, è stato dell’11,12% (da 3.958 a 3.518). E tutto questo senza che ci fosse la nuova legittima difesa. Va detto che anche i ladri hanno cambiato «organizzazione». Quello solitario è sempre più raro, mentre crescono le squadre di ladri e questo agevola il lavoro degli investigatori, perché quando ne hai catturato uno, hai più facilmente sgominato l’intera banda.

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