Savona senza Savona

Alberto Bagnai è uno a cui gli schemi stanno stretti e per questo piace parecchio a Matteo Salvini. Perché il creatore dell’espressione “l’euro è insostenibile” è la stessa persona che nell’aula del Senato è stata capace di inneggiare a Enrico Berlinguer, definendolo “una figura epocale”, appena dieci minuti dopo aver frantumato a parole le regole di Bruxelles, che la sinistra italiana ha alimentato e poi inglobato nel suo dna europeo. L’ha fatto soprattutto nelle stesse ore in cui i tecnici europei decidevano di far fare un altro rapido passo avanti alla procedura d’infrazione. Ma se a Bruxelles si accelera l’iter contro l’Italia, la Lega affila le sue armi di risposta.

Per molti, dentro il Carroccio, Bagnai è l’uomo perfetto per ricoprire il ruolo lasciato vacante da Paolo Savona, quello di ministro per gli Affari europei. Un frontman duro e puro, capace di dissacrare Europa, euro e Bce, di trovarsi al posto giusto nel momento giusto, funzionale alla strategia leghista che nel giro di una settimana ha messo in fila i miniBot, l’ambizione di guidare 73 eurodeputati con dentro Marine Le Pen e appunto la sua candidatura a ministro. Dalla Lega un altro movimento burrascoso, che nel diabolico e quotidiano equilibrismo di governo mette in difficoltà il fronte moderato di Conte e Tria, riposizionato oggi su un versante remissivo e di indebolimento. 

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