Apre per la prima volta al pubblico il maestoso giardino segreto della Città Proibita di Pechino

Questo parco fu costruito tra il 1771 e il 1776 in previsione del ritiro dell’imperatore di Qianlong, con l’intenzione di fungere da mini Città Proibita all’interno della Città Proibita. E’ composto da quattro cortili con elaborati giardini rocciosi incastonati fra 27 edifici a pagoda. Una architettura incredibile, adottata nel 2001 dal World Monuments Fund che l’ha descritta come «uno dei luoghi più significativi e squisitamente progettati per sopravvivere rimasti invariati dai tempi della Cina imperiale».

Gran parte del «palazzo più grande del mondo» è stato abbandonato dopo che l’ultimo imperatore Pu Yi lo lasciò dopo il colpo di stato del 1924. Per il ruolo che ha avuto nello sviluppo dell’architettura e cultura cinese, la Città Proibita è stata dichiarata patrimonio dell’umanità nel 1987, ma da allora questo è il primo grande restauro che permetterà al pubblico di accedere in aree mai viste, come ad esempio il padiglione Juanqinzhai, considerato «una delle parti più impressionanti del complesso», fra pannelli di bambù, pareti di seta e affreschi trompe-l’oeil.

Ad oggi già si possono visitare il belvedere Fuwangge, il lodge di bamboo Zhuxiangguan e il pergolato Yucuixuan. Il restauro degli interni e degli esterni degli edifici nel primo, secondo e terzo cortile è attualmente in corso e le aree apriranno man mano che i lavori verranno terminati, sino alla grande inaugurazione prevista il prossimo anno.

LA STAMPA

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