Estrema destra, chiusa la sede di Casapound a Bari: 30 indagati per aggressione e ricostituzione del partito fascista

fatti partono dalla manifestazione del 21 settembre scorso quando, al termine di un corteo di protesta contro il ministro degli Interni, Matteo Salvini, organizzato dai ragazzi e le ragazze dell’ex Caserma Liberata nel quartiere Libertà, quattro persone furono aggredite da alcuni militanti di Casapound che si erano dati appuntamento proprio per la manifestazione nella loro sede di via Eritrea.

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Trenta militanti del movimento di estrema destra rispondono invece di ‘riorganizzazione del disciolto partito fascista’ e ‘manifestazione fascista’ e dieci di loro di aver materialmente compiuto l’aggressione. A incastrare i militanti di Casapound sono state le immagini delle telecamere di sorveglianza. E quanto ritrovato nelle perquisizioni: dai manubri da palestra al busto di Benito Mussolini, dalla bandiera della X Mas al Mein Kampf di Adolf Hitler. A casa degli indagati sono stati trovati libri su Hitler e lo squadrismo, cartoline raffiguranti Mussolini e altre bandiere con l’aquila fascista.

Secondo la ricostruzione il 21 settembre dieci militanti di CasaPound, dinanzi alla sede di via Eritrea, “in esecuzione di un medesimo disegno criminoso giustificato dalla ideologia fascista” con “sfollagente, manubri da palestra, manganello telescopico, cintura dei pantaloni” e con premeditazione, hanno causato lesioni personali ad almeno quattro manifestanti.

Quella sera nella sede barese di CasaPound, “solitamente frequentata da poche persone” erano giunti militanti da tutta la regione, da Foggia, da Lecce e da Brindisi. Si sarebbero dati appuntamenti “nel luogo e all’orario coincidente con il transito del corteo”, per poi “schierarsi a braccia conserte di traverso alla via” come ad attendere i manifestanti. Il gip Marco Galesi nel provvedimento di sequestro preventivo parla di “spedizione punitiva”, “azione violenta unilaterale”, di “feroce esplosione di violenza ai danni di persone inermi e del tutto incapaci di qualsiasi reazione”.

Dopo l’aggressione squadrista la risposta della città non si è fatta attendere. Prima con una manifestazione antifascista convocata nei giorni immediatamente successivi, con 3mila persone in piazza, alla quale è intervenuto anche lo studioso e filologo di fama mondiale Luciano Canfora.

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Condividi   “L’indole violenta e aggressiva legata a ragioni di estremismo ideologico e politico” dei militanti di CasaPound fa “ritenere concreto il pericolo che, ove si presentino occasioni analoghe, legate a manifestazioni di pensiero a loro ‘sgradite’, possano tornare a usare la sede come base operativa per sferrare simili aggressioni organizzate”. Lo scrive ancora il gip Galesi nel decreto di sequestro preventivo della sede barese di Casapound, che era aperta dal maggio 2016.

I militanti di estrema destra identificati e indagati sono 30, di cui due donne, due minorenni e il 41enne Giuseppe Alberga, responsabile della sede di Casapound sequestrata. Altri cinque indagati (e non sette come si era appreso in precedenza), accusati di minaccia e violenza e pubblico ufficiale, sono militanti del centro sociale ‘Ex Caserma Liberata’.

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