Archive for the ‘Politica’ Category

Conte: “Ci ho sempre creduto, quando in pochi ci avrebbero scommesso”

giovedì, Maggio 28th, 2020

“Ci abbiamo creduto quando in pochi ci avrebbero scommesso”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in un colloquio con La Stampa sul Recovery fund europeo. “In molti -afferma-, anche sul piano interno, mi invitavano ad essere cauto e a non espormi dicendo che avrei sicuramente rimediato una cocente sconfitta politica. Ma sono stato sempre consapevole che una reazione europea forte e unitaria era assolutamente necessaria non solo per l’Italia ma anche per il futuro stesso dell’Europa”.

“Con i leader europei più contrari o perplessi -sottolinea- mi sono confrontato più volte, anche in modo molto franco, invitandoli a considerare che senza una risposta adeguata avremmo distrutto il mercato unico e compromesso irrimediabilmente tutte le catene di valore. Una risposta buona ma tardiva sarebbe stata inutile”.

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Riaperture, dalla Puglia alla Toscana, c’è cautela. Ma prevale la linea dell’apertura

giovedì, Maggio 28th, 2020

Fabrizio Caccia

Se è vero , come dice il governatore Giovanni Toti, che molti lombardi hanno le seconde case in Liguria e lui perciò è già pronto ad accoglierli il 3 giugno, ecco che anche in Versilia, tra Pietrasanta, Forte dei Marmi, Lido di Camaiore e Viareggio, sono tanti i milanesi con la casa al mare. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, si mostra però assai più prudente di Toti: «Sia ben chiaro che noi non vogliamo guerre regionali — premette il governatore —. Toccherà al governo, che ne ha tutti gli strumenti, decidere prima del 3 giugno. Ma poiché, mesi fa, fu un errore non chiudere in tempo realtà come la Lombardia, da cui sono partiti i focolai maggiori del virus, chiediamo adesso che non se ne commetta un altro riaprendole. Prudenza vorrebbe che prima di riaprire tutto, gli indici di contagio fossero uniformi».

Passaporto sanitario ma anche no

Rossi non chiederà ai vacanzieri un «certificato di negatività», come invece vorrebbe fare il suo collega sardo Christian Solinas. Oppure il «passaporto sanitario», che è invece l’ipotesi che sta prendendo in considerazione il governatore della Sicilia, Nello Musumeci. Di certo, però, la ripresa della libera circolazione interregionale, prevista per mercoledì prossimo salvo peggioramento dei dati epidemiologici, mette in pensiero più di qualche amministratore.

In Salento aspettando il tampone?
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Passaporto sanitario, cos’è e perché fa litigare le Regioni

mercoledì, Maggio 27th, 2020

Roma, 27 maggio 2020 – Mancano ormai pochissimi giorni al 3 giugno, il giorno della completa riapertura dopo il lockdown da Coronavirus: mercoledì della prossima settimana potremo spostarci al di fuori della nostra regione. Ma se l’ultimo vincolo cadrà in tutt’Italia o se qualche regione resterà chiusa è tutto da vedere in base all’andamento territoriale del contagio. Non bastasse questo, a rendere ancora più incandescente la settimana sono le polemiche tra Regioni (soprattutto al Sud dove la curva del contagio è fortunatamente molto bassa e dove la riapertura fa paura) su una possibile misura di cui è grande fautore il governatore della Sardegna, Christian Solinas, intenzionato a riaprire le porte ai turisti solo se sono in possesso di un passaporto sanitario che certifichi la negatività. Cosa si intende dunque per passaporto sanitario? E’ una strada percirribile? Serve davvero? E quali sono le posizioni in campo? Vediamolo insieme.

Certificato di negatività

Il governatore sardo Solinas la vede così: “Chiediamo a chi arriva in Sardegna di aver certificato prima della partenza la propria negatività sottoponendosi a test nei laboratori della propria città, che sarebbero poi validati dall’autorità sanitaria”. Detta così pare facile.

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Assistenti civici, ennesimo attentato alla libertà in attesa della polizia fiscale

mercoledì, Maggio 27th, 2020

Riccardo Mazzoni

Mancava solo il tocco folkloristico della Guardia civile che controlla il distanziamento sociale, partorita dalla fervida mente del ministro Boccia, per completare il quadro di una democrazia autoritaria sempre più incombente. Già prima della limitazione delle libertà costituzionali indotta dal Covid, il governo rossogiallo aveva già indirizzato il Paese su questa strada pericolosa con la manovra delle tasse e col decreto fiscale delle manette, varati sempre a colpi di fiducia per conculcare la volontà del Parlamento. L’Italia è in mano a quattro sinistre che vogliono uno Stato di polizia fiscale, la sovietizzazione delle imprese e che finora si sono accanite contro imprenditori, artigiani e commercianti prima con una gragnuola di tasse, poi lasciandoli senza sussidi nel disastro della pandemia. Non solo: con la scusa della lotteria degli scontrini e con i limiti all’uso del contante l’Agenzia delle entrate sorveglierà le nostre vite come un Grande Fratello fiscale, cosa del resto già avvenuta alle partite Iva che hanno usufruito della flat tax.

Bocciati, anzi no. Che pasticcio la Guardia civile

Bocciati, anzi no. Che pasticcio la Guardia civile

In questo clima non sorprende che Romano Prodi, che di queste sinistre è il padre putativo, abbia appena scritto che ridurre ai minimi termini l’uso del contante è l’unico modo per mettere al bando l’evasione fiscale e salvare così l’Italia dalla crisi dopo la pandemia. Ma l’equazione “meno contante uguale meno evasione” è troppo semplicistica, ed è peraltro contraddetta dai fatti, perché la gran parte dell’evasione avviene senza contante, attraverso mezzi molto più sofisticati e sfuggenti.

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Caro Mattarella: il Quirinale paga un milione in meno di tasse e aumenta i costi

mercoledì, Maggio 27th, 2020

Franco Bechis

C’è una buona notizia arrivata sul Colle, e a portarla è Roberto Gualtieri: in questo 2020 il fisco sarà un po’ più dolce per Sergio Mattarella e le sue truppe. Quasi un milioncino di euro di imposte in meno nel bilancio di previsione 2020 del Quirinale rispetto all’analogo documento del 2019. Per l’esattezza lo sconto fiscale è di 994.900 euro, in gran parte dovuto alla riduzione dell’Irap, che scende da 8.883.000 euro dell’anno precedente ai 7.870.000 euro previsti quest’anno. Siccome la relazione illustrativa al bilancio non ne fa cenno, non possiamo sapere se anche il Quirinale è stato ricompreso nella moratoria Irap dei decreti Covid 19.

L’Irap in ogni caso è una tassa che si applica sul personale in servizio, che un pizzico è diminuito nell’ultimo anno, passando da 745 a 731 (-14 unità), ma i suoi costi sono in realtà aumentati di 755 mila euro rispetto all’anno precedente (e quindi l’Irap avrebbe dovuto crescere). Sono aumentate di 528 mila euro le retribuzioni al personale di ruolo, di 138 mila euro quelle al personale non di ruolo, di 15 mila euro pure i gettoni per collegi e commissioni del Quirinale (in tutto 76 mila euro). In compenso scende di…

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Il gioco dei due Matteo e la strategia di Conte per arrivare fino ad ottobre

mercoledì, Maggio 27th, 2020

di Francesco Verderami

Un Matteo che salva l’altro è un classico della letteratura minore di Palazzo. Ma mentre l’attenzione era concentrata su Renzi e Salvini, ieri Conte si è mosso per garantirsi ancora qualche mese di sopravvivenza, siccome «a ottobre cado».

Sarà perché sente il rumore dei nemici, sarà perché sta costruendosi una narrazione utile a scongiurare ciò che dice di temere, ma è un fatto che da giorni il premier — racconta un rappresentante del governo — lasci cadere questa previsione nei colloqui riservati. Certo ha fatto rumore la scelta «garantista» con la quale Italia viva ha evitato(per ora) un altro processo al leader della Lega, riattizzando i sospetti su una liaison dangereuse tra l’ex presidente del Consiglio e l’ex ministro dell’Interno. Tuttavia non regge la tesi del «baratto», nemmeno dopo che il centro-destra in Lombardia ha eletto la renziana Baffi alla presidenza della commissione regionale d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria: lo scambio dei favori sarebbe a saldo negativo per Iv, che infatti — per tutelarsi — ha chiesto alla sua consigliera di dimettersi dall’incarico.

I lavori della Giunta per le autorizzazioni sul «caso Open Arms» hanno così oscurato la decisione di Palazzo Chigi di indicare il 20 settembre come data per le Regionali, le Amministrative e il referendum sul taglio dei parlamentari. Intanto la scelta sgombra definitivamente il campo dall’ipotesi che — in caso di crisi di governo — ci possano essere elezioni anticipate: «Ipotesi — sottolinea il costituzionalista pd Ceccanti — che non è mai esistita». Ma soprattutto la decisione di Conte ha un obiettivo politico: mira a congelare le manovre del partito trasversale che punta a sostituirlo. E siccome l’election day avrà una coda il 4 ottobre, per il ballottaggio delle Comunali, il premier pensa di poter stroncare il piano ostile, dato che sarebbe complicato aprire una crisi in piena sessione di bilancio.

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Riapertura Lombardia, gli scienziati frenano: «Troppo rischioso»

mercoledì, Maggio 27th, 2020

di Fiorenza Sarzanini e Monica Guerzoni

Riapertura Lombardia, gli scienziati frenano: «Troppo rischioso»

Attilio Fontana e Francesco Boccia

ROMA — Il 3 giugno si avvicina, con tutte le speranze e le paure che una data tanto attesa porta con sé. Quel giorno, stando al decreto legge che ha accompagnato l’ultimo Dpcm del presidente Giuseppe Conte, cadrà la limitazione agli spostamenti tra regioni: sempre che i dati del monitoraggio del ministero della Salute non impongano altre restrizioni. La regione in bilico è ancora la Lombardia, l’unica che rischia davvero di non poter riaprire i suoi confini

L’allarme degli esperti sulla Lombardia

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, sente la pressione dei cittadini e del mondo produttivo e si appella al governo: «Non ce lo dicano il giorno prima se non si dovesse riaprire, cosa che non mi auguro. Non ce lo facciano cadere dall’alto ma ce lo spieghino, perché sì o no». La questione è da giorni sul tavolo del Comitato tecnico-scientifico, che tra domani e venerdì dovrà fornire un parere per mettere il governo in condizione di assumere le decisioni politiche. Gli esperti del Cts sono molto preoccupati e orientati a frenare. «Attenzione, i rischi di questa corsa folle verso la normalità sono altissimi — ragionano gli scienziati —. Se la circolazione riparte, la situazione ancora difficile di alcune regioni potrebbe estendersi anche a quelle con zero contagi». Il verdetto del comitato sulla base della curva epidemiologica sarà quindi improntato alla massima cautela e conterrà tre condizioni per riaprire: un serio tracciamento dei contatti, una rigorosa sorveglianza dei casi a rischio e la quarantena senza sconti per chi ha avuto contatti con persone positive.

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“Renzi ha fatto bene, contro Salvini era una pagliacciata”. Intervista a Massimo Cacciari

martedì, Maggio 26th, 2020
ANSA/FLAVIO LO
ANSA/FLAVIO LO SCALZO

Professor Massimo Cacciari, le leggo in diretta il responso della Giunta per le Autorizzazioni a procedere: “No al processo Matteo Salvini per il caso Open Arms”. Pd, Leu e gran parte di M5S si sono espressi a favore, ma si sono fermati a 7 voti. Italia Viva non ha partecipato alla votazione. Una senatrice M5S, Alessandra Riccardi, e un senatore ex grillino oggi al Gruppo Misto, Mario Giarrusso, si sono schierati con la destra. I voti contrari al processo sono stati 13.

La interrompo. Bella figura di merda che ha fatto il Pd. I due senatori che hanno votato contro in dissenso hanno fatto bene perché è inaudito ciò che stanno facendo i grillini. Il Movimento sta sconfessando totalmente ciò che ha assecondato durante il Governo con Salvini. E dov’è finita la responsabilità collegiale di un esecutivo? Ma scherziamo, si dimettessero. Hanno un muso di tolla.

Ora però i 5 stelle non sono più al governo con la Lega.

Giusto. Ma i 5 stelle hanno fatto la crisi di Governo quando Salvini sequestrava gli immigrati a bordo della Open Arms? Della Diociotti o della Gregoretti? Non mi pare. I renziani di Italia Viva hanno fatto bene a sottrarsi a questa pagliacciata. Io avrei votato più che volentieri per la carcerazione di Salvini, ma tutto questo è una bufala. Avrei preferito che i 5 stelle facessero autocritica, pentimento, conversione e perdono, Dante me lo ha insegnato.

Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, filosofo, esponente storico della sinistra progressista è un fiume in piena quando risponde al telefono. L’accusa per l’ex ministro dell’Interno è di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio per la vicenda dei 150 migranti bloccati a largo per alcuni giorni sulla nave della Ong spagnola Open Arms, prima dello sbarco a Lampedusa, nell’agosto 2019.

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Il voto sul processo a Salvini: respinta la richiesta, Italia viva si è astenuta

martedì, Maggio 26th, 2020

di Carlotta De Leo e Virginia Piccolillo

Il voto sul processo a Salvini: respinta la richiesta,  Italia viva si è astenuta

La Giunta per le immunità del Senato ha votato sul via libera al processo a Matteo Salvini, leader della Lega, sul casodella nave della Ong Open Arms che fu bloccata dall’allora ministro dell’Interno nell’agosto del 2019 per 19 giorni al largo di Lampedusa, con 161 migranti a bordo. Il Tribunale di Palermo chiede che Salvini venga giudicato: l’accusa è di sequestro di persona e abuso in atti d’ufficio. La relazione con cui il presidente della Giunta per le immunità del Senato, Maurizio Gasparri, propone di respingere la domanda del tribunale di Palermo è passata con 13 voti favorevoli e 7 contrari . Anche l’ex del Movimento Mario Michele Giarrusso, indeciso all vigilia, ha votato per il respingimento della richiesta. La senatrice dei 5 Stelle Alessandra Riccardi ha votato in dissenso al gruppo M5S.

«Matteo Salvini non deve essere processato>». È finita 7 a 13 la votazione nella Giunta per le Immunità del Senato chiamata a decidere sul via libera ai magistrati di Palermo che accusano l’ex ministro dell’Interno di sequestro di persona aggravato e omissione di atti d’ufficio. Soddisfatto l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «La Giunta ha appena votato che ho fatto solo il mio dovere, nell’interesse del popolo italiano», ha detto su Facebook. E poi chiarisce: «Tutto il governo era d’accordo, anche i Cinquestelle, da Conte a Di Maio, che dicono non sapevamo niente.. Ma come? Era nel programma comune erano blocchi concordati per svegliare l’Europa. Io non cambio idea e non mollo, non avevo paura prima e non ho paura ora».

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Turismo, Di Maio: “Lavoriamo per riaprire tutti i Paesi Ue il 15 giugno: sarà d-day europeo”

martedì, Maggio 26th, 2020

Il governo italiano sta trattando in Europa per evitare i cosiddetti “corridoi” che escludono la circolazione in alcuni paesi e per far ripartire il turismo europeo il 15 giugno. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo alla trasmissione Frontiere, su Rai Uno.

“Serve il turismo straniero”

“Dobbiamo permettere alle nostre strutture di alta gamma di poter ricevere i turisti stranieri europei: è lavoro per i nostri operatori. Spero che gli italiani riescano ad andare in vacanza, in Italia, ma serve il turismo straniero e soprattutto quello tedesco, che rappresenta una fetta importantissima”.

“Il d-day europeo”

L’obiettivo è di far ripartire il turismo in tutta Europa il 15 giugno: “Sarà un pò un d-day europeo. La Germania punta a riaprire il 15 giugno, cerchiamo di ripartire tutti assieme”. Secondo Di Maio, però, bisogna poter assicurare ai turisti che possono venire in vacanza in Italia “in sicurezza”: per questo, è necessario che “tutte le regioni diano indicazioni omogenee ai turisti, non ci possono essere misure diverse”.

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