Archive for the ‘Politica’ Category

“La società alle Bahamas di Fontana per evadere il fisco”

domenica, Agosto 2nd, 2020

“Quello alle Bahamas non era un trust, ma una società commerciale fantasma. Creata col solo scopo di evitare di pagare, sul conto svizzero, l’ “euro-ritenuta”, l’imposta al 15 per cento sui capitali degli italiani detenuti nelle banche elvetiche”. Repubblica ha intervistato il tributarista Sebastiano Stufano, uno dei maggiori esperti del settore, il quale ha spiegato per filo e per segno perché il governatore abbia aperto un secondo conto ai Caraibi, oltre a quello della mamma. E soprattutto perché sarebbe stato impossibile non saperlo.

Racconta a Fabio Tonacci di quello che i Fontana fecero nel 2005:

“Aprono un secondo conto, dove riversano i soldi che erano nel primo, e lo intestano alla Montmellon Valley, una società fantasma di Nassau. Tecnicamente si tratta di una international business company. Le banche svizzere ne hanno costituite a iosa nel 2005, per proteggere i capitali dei loro clienti dall’euro-ritenuta. Non è un caso che la Montmellon abbia sede legale presso la società di servizi della Ubs alle Bahamas”

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In Sicilia il resto (560 milioni) è mancia

domenica, Agosto 2nd, 2020
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di   Aldo Grasso

Essere in ferie significa non avere niente da fare e avere tutto il giorno per farlo.

Alla Regione Siciliana «almeno l’80% dei lavoratori si gratta la pancia». Così pare, stando alle lamentele del presidente Nello Musumeci, irritato con buona parte dei suoi 13 mila dipendenti, «assolutamente improduttivi». Ma Felice Cavallaro ha raccolto per il Corriere uno sfogo ancora più grave: «Il servizio che io dirigo — ha confessato il dirigente dell’assessorato all’Energia, l’ingegnere Salvatore D’Urso — ha fondi comunitari da distribuire per 560 milioni. Che facciamo? Restiamo immobili su una montagna di denaro disponibile?». E così ha provato a richiamare in servizio i dipendenti in ferie.

L’immobilità deriverebbe dal fatto che dopo i «faticosi» mesi dello smart working molti impiegati hanno pensato bene di andare in ferie, a riposarsi. In ufficio non c’è nessuno (o quasi), impossibile sbrigare le pratiche, anche se di mezzo ci sono parecchi milioni che potrebbero far ripartire l’economia della regione, a «statuto speciale».

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La strage di Bologna, il 2 agosto 1980: cosa è successo e i misteri irrisolti

domenica, Agosto 2nd, 2020

di Giovanni BIanconi

La strage di Bologna, il 2 agosto 1980: cosa è successo e i misteri irrisolti

È anche una storia di ragazzi del secolo scorso, la strage di Bologna avvenuta quarant’anni fa, quando alle 10,25 del 2 agosto 1980 una bomba fece esplodere la stazione centrale.

Giovani o giovanissime molte delle vittime, così come gli assassini condannati. Tra i morti, Angela Fresu stava per compiere 3 anni, sua madre Maria — contadina della provincia di Sassari — ne aveva festeggiati 24 a febbraio. Sonia Burri aveva 7 anni, sua sorella Patrizia 18; venivano da Bari. Roberto Gaiola, vicentino, era uno studente di 14 anni come il tedesco Eckhard Mader (il fratello Kai ne aveva 8). Antonella Ceci, diciannovenne di Rimini, era fidanzata con Leoluca Marino, operaio, 24 anni, siciliano come le sorelle Domenica e Angelina, 26 e 23 anni.

Bambini, ragazzi o poco più.

(Qui le immagini della strage: ieri e oggi)

Chi mise quella bomba, a Bologna

Delle 85 persone dilaniate dalla bomba (ma forse furono 86, come vedremo), circa la metà non aveva trent’anni. Giovani vite che transitavano per caso da quei binari, spezzate da altrettanto giovani attentatori che avevano imbracciato le armi per scelta politica e ribelle, stando alla sentenza che ha individuato tre colpevoli: Valerio Fioravanti, 22 anni all’epoca; Francesca Mambro, 21; Luigi Ciavardini, nemmeno 18: è stato processato a parte, dal tribunale dei minorenni. Terroristi-ragazzini che sotto la sigla neofascista dei Nuclei armati rivoluzionari hanno commesso e rivendicato omicidi di poliziotti, carabinieri, magistrati, avversari politici e «camerati» accusati di tradimento, ma per la strage si proclamano innocenti. Nonostante le condanne ormai definitive.

Un quarto esecutore materiale è ancora presunto, si chiama Gilberto Cavallini, altro estremista nero dell’epoca: il 2 agosto ’80 non aveva ancora compiuto 28 anni, ma per lui la giustizia è andata molto a rilento e la condanna di primo grado è arrivata solo a gennaio del 2020.

Un quinto ipotetico attentatore, già inquisito e prosciolto ma ora nuovamente imputato, di anni ne aveva 27: Paolo Bellini, neofascista pure lui ma di un’altra banda, Avanguardia nazionale; gli inquirenti ne hanno appena chiesto il rinvio a giudizio, e chissà quando arriverà – se ci sarà un processo – la prima sentenza. (Nel podcast Corriere Daily trovate una intercettazione, inedita, nella quale si sentono la moglie e il figlio di Bellini parlare, a riguardo di un video della strage nella quale la moglie sembra riconoscere il marito).

I condannati, già liberi. E i mandanti, già morti
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Treni, la telefonata (furiosa) di Speranza a De Micheli: come avete potuto farlo senza neanche avvisarmi

domenica, Agosto 2nd, 2020

di Maria Teresa Meli

Due giorni ad alta tensione per il governo, con una lite telefonica tra Roberto Speranza e Paola De Micheli, la rivolta del Comitato tecnico scientifico istituito per il Covid e qualche ora di silenzio (ufficiale e imbarazzato di Giuseppe Conte). La miccia esplode l’altro ieri, quando l’Huffington Post dà notizia dell’email che è arrivata a tutti gli affezionati clienti del Frecciarossa: dal 31 luglio sui treni ad Alta velocità è possibile occupare il cento per cento dei posti a sedere. La polemica si scatena sul web. E Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Speranza si indigna a suon di twitter. La titolare del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti è a Palermo. Tra un aereo e l’altro viene a sapere del pandemonio che è scoppiato. Prima cerca di ottenere un quadro esaustivo della situazione. Poi tenta di calmare Ricciardi al telefono: «Stai tranquillo, guarda che non cambia molto, sono le direttive del Dpcm del 14 luglio che prevedono alcune deroghe».

Già, in realtà Trenitalia ha semplicemente recepito con troppo entusiasmo e un pizzico di eccesso pubblicitario le indicazioni del decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. In quel testo c’è scritto che in alcuni casi specifici si può non prevedere nei trasporti il distanziamento di un metro. Ma Ricciardi è preoccupatissimo. Parla con Speranza, gli spiega i pericoli di un allentamento delle regole. Il ministro, che dell’ex attore ora medico si fida ciecamente, capisce i timori dell’ interlocutore. Del resto, sono anche i suoi.

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Intervista a Gianni Cuperlo: “Le Commissioni? Il Tempio si è riempito di mercanti”

sabato, Agosto 1st, 2020

Cuperlo, per le sue abitudini lei ha scritto un post quasi telegrafico dove commentando le nomine ai vertici delle commissioni parlamentari ha chiesto alla politica di non scomodare più la parola meritocrazia. Con chi ce l’aveva?

Con un metodo e una concezione della politica che antepongono il potere a ogni altra cosa.

Effettivamente è andato in scena un suk. Critica anche il suo partito?

No, mi lasci dire. Non mi strappo i capelli perché si discute su questo o quel nome, la politica è anche direzione o se preferisce potere. Ciò che trovo grave è la modalità che in generale nel nostro paese pervade la selezione delle classi dirigenti in ogni contesto e livello. So che la decadenza viene da lontano, almeno da quando a destra si è imposto un partito clonato da un’azienda, ma questi sono problemi degli altri. Il punto è se una logica di affiliazione condiziona la nostra parte. Questo produce i guasti che abbiamo sotto gli occhi.

Posso intuirli, ma me li indica per nome e cognome?

Non si parte dal merito, dalle competenze, dall’esperienza, insomma dalla politica, ma dalla fedeltà. Non conta chi sei, cosa hai fatto, ciò che pensi. Conta chi ti battezza. Il percorso dei singoli prescinde da una identità frutto del confronto nella comunità. La sorte individuale si aggancia alla parabola di un capofila, a volte un capobastone, e alla sua capacità contrattuale nell’occupare il più alto numero di caselle e posti, ma così la politica si estingue e tutto si riduce a rapporti di forza e prove muscolari.

Usiamo una parola impegnativa: moralità.

Usiamola. La nuova questione morale può incunearsi qui. Non c’entra il settimo comandamento, quello diamolo per scontato. C’entra la deformazione dei partiti in assenza di culture consolidate.

Va bene, potrei dirle nulla di nuovo, ma perché gridare “al lupo” solo ora?

Veramente sono cose che alcuni di noi cercano di sollevare da tempo.

Evidentemente con scarsi risultati.

Guardi, non è che non veda le eccezioni virtuose che ci sono, ma è il quadro d’insieme che mi preoccupa. Dalla formazione del governo alla compilazione delle liste sino alla scelta di molti dirigenti, la prassi che si vorrebbe imporre porta con sé il limite di una lunga tradizione italica che lei conosce bene e si chiama trasformismo.

Abbia pazienza Cuperlo, ma se questa è la fotografia forse qualche domanda lei dovrebbe porsela e soprattutto dovrebbe porla al suo Segretario.

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Matteo Salvini, propaganda con uso di minore

sabato, Agosto 1st, 2020
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“Per amore dei nostri figli, per il bene dell’Italia, in difesa dei nostri valori e del nostro futuro. Possono anche processare un uomo, ma non potranno mai arrestare le nostre idee e la nostra voglia di Libertà. Grazie Amici, io non mollo”. Con enfasi eccessiva e maldestro patriottismo, Matteo Salvini ha postato questo messaggio su twitter il giorno dopo il voto con cui il Senato lo ha mandato a processo per il caso Open Arms. Il tono della sua comunicazione social è il solito, la tendenza al vittimismo che lo induce a sovrapporre il suo destino a quello del Paese pure. Quello che stona nel messaggio consegnato ai social è la fotografia allegata: l’ex ministro dell’Interno insieme alla figlia sorridente (e non pixellata) come parte integrante del messaggio politico da veicolare agli elettori. Insomma, classico caso di propaganda con minore.

L’intento comunicativo – si presume –  è quello di scatenare un coinvolgimento emotivo dell’utente dopo che l’aula di Palazzo Madama gli ha aperto le porte del tribunale con l’accusa di plurimo sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. D’altronde, “possono anche processare un uomo, ma non potranno mai arrestare le nostre idee e la nostra voglia di libertà, amici”, scrive Salvini. Forse la figura della bambina può servire – presumendo sempre di essere nella testa di consiglieri e spin doctor – a rafforzare il rapporto con i suoi follower, a renderlo più vicino, umano, quasi simbiotico in un momento di difficoltà del leader. Lo scatto, del resto, si inserisce nel fiume di foto di vita personale, di pranzi e cene, di momenti persino intimi che il leader leghista posta in continuazione sui suoi canali social. Una strategia comunicativa basata sul suo incessante monologo rivolto alla pancia del paese, innescato da una viscerale brama di consenso nel deliberato ma velleitario tentativo di abbattere tra sé e i suoi elettori il muro che separa il pubblico dal privato, gli affetti dai follower.

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Il monito di Mattarella sulle mascherine: “Libertà non è far ammalare gli altri”

venerdì, Luglio 31st, 2020

Francesca Galici

Come tradizione, anche quest’anno si è tenuta la cerimonia del Ventaglio, un rituale fisso che prevede la consegna di un ventaglio decorato da parte dell’Associazione stampa parlamentare al Presidente della Repubblica, della Camera e del Senato.

Il Covid-19 non ha fermato l’evento che si è svolto questa mattina con la consegna del ventaglio a Sergio Mattarella al Quirinale. Inevitabile che il discorso del Capo dello Stato sia stato incentrato sul momento politico, economico e sociale particolare del Paese, stretto tra la morsa della crisi economica e dello spettro di una nuova ondata di contagi dopo lo tsunami di febbraio e marzo.

Sergio Mattarella ha dribblato con abilità la possibilità di ricevere domande in merito a quanto accaduto ieri in Senato col via libera al processo per Matteo Salvini in relazione alla vicenda Open Arms. Il Presidente della Repubblica, fedele al suo ruolo garantista delle istituzioni, si è dichiarato super partes in questa vicenda: “Non entro nel dibattito politico, come è dovere di chi ricopre ruoli di garanzia“.

Sergio Mattarella si sarebbe aspettato maggiore prudenza da parte del Paese dopo quanto accaduto nei mesi precedenti: “C’è la tendenza a dimenticare e a rimuovere esperienze sgradevoli. Forse non era immaginabile che la rimozione affiorasse cosi presto mente nel nostro Paese continuano a morire persone per il virus”. Da qui il suo monito a “non abbassare le difese”, anche nel ricordo dei sacrifici fatti dagli italiani durante il lockdown, che hanno permesso il contenimento dell’epidemia.

Nel suo lungo discorso, il Presidente della Repubblica ha ricordato la morte, quattro mesi fa, di 800 italiani in un solo giorno a causa del Coronavirus. Ha preso come esempio la situazione di altri Paesi, dove “il rifiuto o l’impossibilità di quei comportamenti ha provocato o sta provocando drammatiche conseguenze“. Proprio facendo leva su questo, il Sergio Mattarella ha richiamato il Paese alla responsabilità, spingendo sull’utilizzo delle mascherine laddove necessario perché “libertà non è far ammalare gli altri”.

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Esclusivo: i cinque milioni di Attilio Fontana offshore, ecco i documenti dalle Bahamas

venerdì, Luglio 31st, 2020

di Vittorio Malagutti

Esclusivo: i cinque milioni di Attilio Fontana offshore, ecco i documenti dalle Bahamas

La grande banca internazionale, lo studio legale del Liechtenstein, la società di servizi alle Bahamas, i contabili delle British Virgin islands: tutti al servizio del tesoretto di famiglia di Attilio Fontana. I documenti che l’Espresso ha potuto consultare, e pubblicati qui, dimostrano che il conto svizzero da 5 milioni di euro intestato alla madre del presidente della Lombardia ha ricevuto per anni un trattamento di prim’ordine, da hotel di lusso della finanza offshore.

Le carte che arrivano dai Caraibi mal si conciliano con il racconto del politico leghista, che nei giorni scorsi ha descritto quei soldi come una sorta di salvadanaio dimenticato in soffitta, un conto «non operativo da decine di anni, almeno da metà degli anni Ottanta».

In realtà il deposito all’Ubs di Lugano, su cui Fontana ha avuto fin da subito una delega a disporre operazioni, risale al 1997.

La svolta arriva nel 2005, quando entra in scena il trust Montemellon valley delle Bahamas, che di fatto serve da schermo per coprire il reale proprietario di quel patrimonio, cioè Maria Giovanna Brunella, la mamma, una dentista in pensione, dell’allora presidente del consiglio regionale lombardo. Quest’ultimo viene designato come erede beneficiario del trust. Di fatto quei soldi non si spostano dalla Svizzera, restano in deposito all’Ubs, ma dal giugno 2005 battono bandiera delle Bahamas, paradiso fiscale tra i più impenetrabili al mondo.

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Salvini torna al Papeete, ma l’umore è nero: «Contro di me processo politico». L’ira verso Renzi

venerdì, Luglio 31st, 2020

di Marco Cremonesi

Salvini torna al Papeete, ma l'umore è nero: «Contro di me processo politico». L'ira verso Renzi

Il cielo di Milano Marittima è sempre più blu, ma l’umore di Matteo Salvini è di tempesta. Nemmeno il ritorno al Papeete, la disco spiaggia dell’amico ed europarlamentare Massimo Casanova, riesce a riconciliarlo. Non con i giornalisti, certamente: «Segretario, ci parla un minuto?». «Assolutamente no». In realtà, a corruscare il cipiglio del leader leghista non è la certezza, dopo il voto in Senato di ieri, di dover essere processato per i fatti della nave Open arms. In realtà, Salvini era certo almeno da mercoledì che i 160 voti che sarebbero stati necessari a risparmiargli il processo non sarebbero arrivati. E forse, il motivo dell’umor nero è proprio quello. Magari Salvini in un aiutino renziano ci sperava. Magari non sarebbe stato sufficiente a evitargli il processo. Ma un voto clamoroso e lo scompiglio tra le fila della maggioranza, come dice un salviniano, «non avrebbe avuto prezzo».

Ma l’aiutino non è arrivato. E così, per tutto il giorno, le parole più fiammeggiati Salvini le riserva proprio a Matteo Renzi. A partire proprio dall’aula: «Preferisco l’imbarazzato “bel tacer” del M5S alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia. Lui è passato dall’avere come modello De Gasperi al comportarsi come uno Scilipoti qualunque». Un refrain che ricorre più delle altre due parole chiave della giornata: «Processo politico».

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Regione Sicilia, la sfuriata del dirigente: «Qui non lavora nessuno, basta ferie fino a Ferragosto»

venerdì, Luglio 31st, 2020

di Felice Cavallaro

Regione Sicilia, la sfuriata del dirigente: «Qui non lavora nessuno, basta ferie fino a Ferragosto»

Una disposizione che ha per oggetto «prima il lavoro, poi le ferie» alla Regione siciliana non s’era mai vista. Effetto dei nervi saltati al dirigente dell’assessorato all’Energia, l’ingegnere Salvatore D’Urso, stanco di sentirsi ripetere da due settimane che i moduli per i fondi europei non si possono caricare per assenza di personale, che le richieste contributi dei Comuni vanno rinviate a ferie concluse, che sono sospesi gli arretrati Ape, Paesc, Poc, Pac e così via lungo le ermetiche sigle di ogni pratica. «Ma allora è vero che qui non vuole lavorare nessuno», è sbottato dando eco alla recente battuta del governatore Nello Musumeci, a sua volta irritato con buona parte dei suoi tredicimila dipendenti: «Qui l’80 per cento dei lavoratori si gratta la pancia».

BLOCCO FERIE FINO A FERRAGOSTO

Uno sfogo legato alla polemica sullo smart working che nella versione sicula si sarebbe tradotto in un dolce far niente. Almeno, stando alla autorevole interpretazione del datore di lavoro, appunto il presidente della Regione. Al quale adesso arriva la conferma del disastro intercettato dall’ingegnere D’Urso. Dopo settimane in giro per corridoi deserti, scrivanie vuote e telefoni che squillano invano, l’ingegnere ha buttato giù la circolare dello scandalo. «Al fine di sostenere la critica situazione economica regionale attraverso lo smaltimento arretrato delle pratiche in corso di istruttoria, si dispone, con decorrenza immediata, la sospensione per il personale tutto di tutti i congedi ordinari concessi ed in itinere, demandandosi la fruizione a far data dal 15 agosto 2020».

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