Archive for the ‘Politica’ Category

Alto Adige, l’ordinanza dopo il Dpcm: aperti ristoranti (fino alle 22) cinema, teatri e impianti sciistici

martedì, Ottobre 27th, 2020

di Valentina Santarpia

Partono in maniera più «soft» da oggi le restrizioni in Alto Adige: scatta infatti da stasera il coprifuoco tra le 23 e le 5 ma la chiusura anticipata per i bar è alle 20 e per i ristoranti alle 22 (anziché alle 18 come sul resto del territorio nazionale), e da mercoledì il 50% degli studenti delle scuole superiori userà la didattica a distanza. «Il numero delle persone positive al Covid-19 stanno rapidamente aumentando in tutta Europa, in tutta Italia e in tutto l’Alto Adige- ha spiegato il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, annunciando la misure- Dobbiamo intervenire subito con misure più incisive per fermare la catena dei contagi e ridurre la pressione su ospedali e strutture sanitarie, cercando comunque di salvaguardare il più possibile scuole e attività economiche». L’esecutivo di Palazzo Widmann ha deciso di elaborare un’ordinanza che sarà in vigore in tutto il territorio provinciale fino al 24 novembre: «Di fatto – spiega Kompatscher – recepiremo gran parte del nuovo Dpcm nazionale con alcuni adattamenti alla realtà locale in virtù dei margini di manovra che ci sono concessi dalla nostra autonomia e dalla legge provinciale sulla fase 2 dello scorso maggio». Attualmente in Alto Adige (si legge dal sito ufficiale della Provincia Autonoma di Bolzano) ci sono stati complessivamente 6755 positivi al Covid (+321), mentre attualmente i positivi sono 3501 (+314), 2955 le persone guarite (+4), 299 deceduti (+3). I tamponi effettuati sono 114559.

Dalle 18 consumazioni solo al tavolo

Ma come funzionerà quindi con le consumazioni? Dalle 18, ora in cui scatta la chiusura dei bar e dei ristoranti in tutto il resto d’Italia, la somministrazione di cibi e bevande potrà avvenire solamente al tavolo, con posti assegnati ed un massimo di 4 persone per tavolo, eccezion fatta per i familiari conviventi. Vi sarà, inoltre, il divieto tassativo di consumazione in piedi, sia nei pressi dei locali, sia sul suolo pubblico. «Comportandoci in maniera responsabile possiamo tenere la situazione sotto controllo dal punto di vista sanitario, evitare misure ancora più drastiche e tornare in tempi più rapidi ad una vita il più possibile normale», sottolinea Kompatscher. I servizi di trasporto pubblico di linea proseguiranno secondo gli orari previsti, ma con una capienza massima pari all’80% dei posti.

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Renzi: chiederemo a Conte di modificare il Dpcm

lunedì, Ottobre 26th, 2020

Roma, 26 ottobre 2020 – Anche nel governo cominciano a levarsi critiche contro l’ultimo Dpcm. A farle è il leader di Italia Viva Matteo Renzi: “Mentre si chiedono (ancora) sacrifici, sarebbe molto utile, secondo me, che il Governo chiarisse questi punti. E ci spiegasse quali sono i dati scientifici e le analisi sui quali si prendono le decisioni: i dati scientifici, non le emozioni di un singolo ministro”, attacca Renzinella e-news in cui annuncia che Iv chiederà al premier Giuseppe Conte di modificare il dpcm “nella parte su ristoratori, luoghi di cultura e attività sportiva”.

Su twitter replica immediata del vicesegretario del Pd Andrea Orlando: “Ricordo nitidamente i giorni nei quali i ministri, finito il Cdm, andavano in piazza a manifestare contro il governo. Tempi assai più semplici di questi eppure non andò bene allora, per il governo ma ancor più per il Paese”. 

In tutto ciò il premier Giuseppe Conte riferirà al Parlamento giovedì prossimo sulle misure contenute nell’ultimo Dpcm per ridurre i contagi del coronavirus. Conte sarà prima alla Camera, alle 9.30, quindi al Senato.

Bollettino Covid del 26 ottobre, dati di oggi e tabella

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Oggi scatta il nuovo Dpcm

lunedì, Ottobre 26th, 2020

Giuseppe Marino

Un Dpcm dietro l’altro, senza valutare l’efficacia del precedente (ci vorrebbero giorni e dati che non vengono raccolti). L’importante è dimostrare che «stiamo facendo qualcosa», cancellando la vita notturna e a spese di poche categorie.

Con il paradosso che si fa pagare il conto ai privati di ristorazione e cultura mentre per il trasporto pubblico, nonostante gli assembramenti, non c’è alcuna misura. Il Dpcm notturno di Conte non accoglie le osservazioni delle Regioni.

IL COPRIFUOCO

Il governo ha saggiamente scelto di evitare una misura ansiogena già nel nome, dalla dubbia utilità e invisa al Viminale ma ha inserito in una norma (con raccapriccio dei giuristi) una «forte raccomandazione» a limitare gli spostamenti serali e notturni, mentre potranno essere chiuse piazze troppo affollate. Il Dpcm però consente alle Regioni di essere più severe, perciò restano in vigore le limitazioni agli spostamenti imposte da Lazio, Lombardia, Calabria, Campania, Sicilia, Piemonte.

MASCHERINE

Resta l’obbligo di averle sempre con sé e indossarle laddove possano crearsi assembramenti. Ma anche qui c’è un quadro frammentario tra le diverse Regioni.

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Conte sul nuovo Dpcm: la conferenza stampa sulle misure anti-Covid

domenica, Ottobre 25th, 2020

di Marco Galluzzo e Redazione Online

Conte sul nuovo Dpcm: la  conferenza stampa sulle misure anti-Covid

Tre Dpcm in 11 giorni, l’accusa delle opposizioni, che il governo stia inseguendo il virus e non lo stia prevenendo e controllando, ma Giuseppe Conte respinge le critiche e annunciando le nuove misure di chiusura e contrasto alla pandemia, cerca anche di lanciare un messaggio di tenue ottimismo: «Prendiamo questi provvedimenti oggi per riuscire a tornare ad avere una situazione sotto controllo fra qualche settimana, non mi ritengo infallibile, ci possono essere state sottovalutazioni, ma non errori. Abbiamo lavorato su tutti i fronti, ma quando si affronta una guerra, non si può dire non hai fatto abbastanza per vincere. Gli stessi italiani lo capiscono, probabilmente sono più stanchi e frustrati rispetto alla prima ondata, i conti li faremo alla fine, ma ce la faremo anche questa volta, riusciremo a venire a capo anche di questa seconda ondata, anche per passare un Natale più sereno» (qui il documento definitivo).

«L’Italia nei momenti difficili riesce a dimostrare coesione»

Asciutto, puntuale rispetto all’orario comunicato per la conferenza, a tratti molto sincero, senza nascondere la preoccupazione, il capo del governo si rivolge agli italiani chiedendo ulteriori sacrifici, garantendo ristori e risarcimenti per le categorie economiche colpite da queste nuove misure, mostrandosi comprensivo verso «la stanchezza, l’ansia, la rabbia, la frustrazione, la sofferenza che sono naturali in queste ore fra i cittadini», ma anche offrendo un orizzonte possibile: «L’Italia proprio nei momenti difficili riesce a dimostrare coesione e forza, se tutti rispetteremo le misure in novembre riusciremo a tenere la curva epidemiologica sotto controllo, e ad affrontare dicembre e le festività natalizie con maggiore serenità, ricordiamo che la Ue ha già stabilito contratti che potrebbero far arrivare i primi vaccini già alla fine dell’anno».

«Già pronti indennizzi»
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Dpcm, salvo il pranzo della domenica al ristorante. Ma la chiusura resta alle 18

domenica, Ottobre 25th, 2020

L’ultima novità del Dpcm che dovrebbe essere varato tra qualche ora sulle misure anti-Covid riguarda la domenica. In un primo momento si prevedeva lo stop totale alle attività come bar e ristoranti. L’orientamento emerso è che non cambierà nulla tra giorni feriali e giorni festivi. Ovvero la serrata ci sarà alle 18, anche se le Regioni sono contrarie e hanno chiesto la chiusura alle 23. Quindi, sarebbe salvo il pranzo della domenica. Non ci dovrebbe essere il blocco degli spostamenti tra regione e regione.

L’HUFFPOST

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Nuovo Dpcm Covid ufficiale, ristoranti e bar chiusi alle 18. Il provvedimento in vigore fino al 24 novembre

domenica, Ottobre 25th, 2020

di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm che entra in vigore lunedì 26 ottobre, fino al 24 novembre. Rimane fissata alle 18 la chiusura dei locali pubblici. La domenica e i giorni festivi bar e ristoranti potranno dunque rimanere aperti. Su questo ha pesato il parere del Comitato tecnico scientifico consegnato al governo perché secondo gli esperti «l’apertura domenicale dei ristoranti può essere utile per limitare le riunioni familiari». E proprio sulla base di queste considerazioni si è deciso di accettare la richiesta della Regioni. Sarà il premier Giuseppe Conte a illustrare nel pomeriggio le norme.

I dubbi degli scienziati

Gli scienziati hanno espresso perplessità anche rispetto alla raccomandazione di limitare lo spostamento tra i Comuni, anche perché i dati dimostrano che i focolai sono soprattutto nelle aree metropolitane. Riserve forti anche rispetto alla scelta di autorizzare le fiere internazionali. Per il resto hanno condiviso il testo del governo.

La scuola

«L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza. Per contrastare la diffusione del contagio, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari almeno al 75 per cento delle attività, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9».

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Nuovo Dpcm sul Covid: i dubbi, la firma slittata e la linea di Conte: «Il Paese è spaccato ma non si può cedere»

domenica, Ottobre 25th, 2020

di Monica Guerzoni

Nuovo Dpcm sul Covid: i dubbi, la firma slittata e la linea di Conte: «Il Paese è spaccato ma non si può cedere»


Il malessere dei cittadini, le proteste dei commercianti e gli attacchi delle opposizioni che invocano un governo di unità nazionale il premier li ha messi nel conto. Sa bene che il Paese è «spaccato a metà», sente che la frustrazione e la rabbia montano e che il timone può sfuggirgli di mano. «Ma chi governa non può lasciarsi influenzare», è il mantra di Giuseppe Conte nelle ore più difficili del suo secondo mandato a Palazzo Chigi: «Dobbiamo stringere ancora, con questi dati rischiamo di non reggere. Le prossime settimane si preannunciano molto complesse, non possiamo abbassare la guardia». E non si può più sbagliare, sembra dire nel video messaggio del mattino alla Cna: «Siamo consapevoli che non tutte le misure adottate hanno agito con la tempestività necessaria».

Complessa a dir poco è stata anche la stesura del Dpcm, congegnato in corsa, in un clima di grave emergenza, per rincorrere il virus al galoppo. A metà pomeriggio il testo sembrava pronto e così il discorso per spiegare agli italiani la nuova, dolorosa stretta, cui ha dovuto arrendersi per le pressioni del Pd e delle Regioni. Ma poi la firma è slittata a domenica e così la conferenza stampa, che era fissata per le 20.30. Troppe tensioni dentro la maggioranza, divisa tra il Partito democratico che invoca misure ancora più dure, Italia Viva che le vorrebbe più morbide e il M5S che si oppone a chiudere le frontiere territoriali.
Troppo aspro il confronto con le Regioni, nonostante il nuovo appello del presidente Sergio Mattarella a una «leale e fattiva collaborazione tra le istituzioni della Repubblica».

Per condividere il peso delle scelte in un momento tanto grave Conte illustra la bozza ai leader delle opposizioni. Ma poi i governatori, guidati da Stefano Bonaccini, scrivono all’«illustre presidente» e ai «gentili ministri» Speranza e Boccia. Chiedono tavoli di confronto in cui discutere «adeguate forme di ristoro» per le attività danneggiate. Vogliono la didattica a distanza per i licei «fino al 100%» e spingono per lasciare aperti i confini tra Regioni. Ma il punto su cui ci si scontra fino a notte è il destino dei ristoranti. «Se li chiudete alle 18 la metà rischia di non aprire nemmeno a pranzo», attacca il presidente Bonaccini. La controproposta è che i bar abbassino le saracinesche alle otto della sera e i locali con il servizio al tavolo chiudano alle 23. E niente serrata domenicale. Per la soluzione più morbida si batte la capo delegazione di Italia Viva, Teresa Bellanova: «Chiudere alle 18 avrebbe ricadute pesantissime sulla filiera agroalimentare». E Conte, nel tentativo di mediare: «Non ho problemi a decidere la stretta, ma sulle 18 ho anch’io forti dubbi».

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Salta il lockdown in Campania, De Luca sul dpcm: “Ristoranti non chiudano alle 18 ma alle 23”

domenica, Ottobre 25th, 2020

“Continueremo a seguire la nostra linea di rigore, senza cambiare di una virgola, come è nostro dovere fare”. Tira dritto il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, dopo gli scontri di ieri sera a Napoli, ma nel pomeriggio l’esito della Conferenza Stato-Regioni lo costringe a rinviare l’annunciato lockdown della Campania. Primo motivo: il Governo non intende “assumere drastiche misure restrittive a livello nazionale, quindi diventa improponibile realizzare misure limitate a una sola regione, al di fuori quindi di una decisione nazionale che comporterebbe anche incontrollabili spostamenti al di fuori dei confini regionali”. Secondo, l’assenza al momento di un piano socioeconomico di ristori, che De Luca ha sempre detto di considerare essenziale prima di varare drastiche chiusure.


Intanto il governatore si differenzia su due questioni cardine del nuovo dpcm: la didattica a distanza a suo avviso deve rimanere al cento per cento, con l’eccezione dei soli asili, e i locali pubblici vanno chiusi alle 23 invece che alle 18 come previsto dal nuovo giro di vite nazionale. In assenza di chiusure complessive ”è inutile penalizzare intere categorie”.


L’annunciata ordinanza-lockdown di domani non ci sarà, anche se è non è escluso un provvedimento che introduca nuove misure di contenimento dell’epidemia che in Campania continua a correre veloce. Dopo il pauroso balzo in avanti di ieri (2.280 contagi, nuovo record regionale, su 15.801 tamponi) i dati di oggi fanno segnare una frenata con un incremento di ‘soli’ 1.718 casi.
Poiché c’è stato anche un considerevole calo nei tamponi (12.530) la situazione resta in pratica invariata, “a un passo dalla tragedia” come l’aveva definita ieri il presidente della Regione ribadendo l’assoluta urgenza di misure drastiche.

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Coronavirus, nuovo Dpcm: stretta su locali, film e palestre. Lo scontro con i governatori

domenica, Ottobre 25th, 2020

di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini

Bar, ristoranti e locali pubblici chiusi alle 18. Serrata per cinema, teatri, palestre e piscine, vietate le feste e i banchetti. Raccomandazione a non lasciare il proprio Comune e a non accogliere in casa amici e parenti. Spostamenti dei cittadini consentiti fino all’ora di coprifuoco imposta dai governatori e dopo soltanto per «comprovate esigenze». Di fronte ai nuovi numeri del contagio da Covid 19 è questa la bozza del nuovo Dpcm del governo per blindare l’Italia. Ma le Regioni si oppongono e lo scontro va avanti fino a notte. La prima stesura, che prevedeva la chiusura dei locali la domenica e i festivi viene corretta, ma a nome dei governatori Toti e Bonaccini chiedono di chiudere i ristoranti alle 23 e i bar alle 20 e intanto ottengono il via libera all’apertura nel fine settimana. Protestano contro i divieti anche le associazioni di categoria: «Così moriamo». L’entrata in vigore del provvedimento è prevista per lunedì e la durata è fissata fino al 24 novembre, ma il braccio di ferro rischia di portare a nuovi aggiustamenti e alla mediazione per la chiusura dei locali pubblici alle 20.

Covid e scuola, battaglia sulla chiusura delle superiori: Dad al 75 per cento. Ma le regioni non ci stanno

A tavola in quattro

Secondo il governo l’attività di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie è consentita dalle 5 alle 18». A tavola si può stare «massimo in quattro persone». Dopo le 18 «è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico». Rimane invece consentito «senza limiti di orario negli alberghi per i clienti», ma anche «la consegna a domicilio e fino alle 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze». Una scansione oraria che i governatori contestano.

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Incarichi a 800 euro l’ora e l’ad che assume se stesso: le poltrone d’oro (statali)

domenica, Ottobre 25th, 2020

di Mario Gerevini, Gian Antonio Stella

Incarichi a 800 euro l'ora e l'ad che assume se stesso: le poltrone d'oro (statali)

Vincenzo Atella, amministratore delegato di Sose

«Qui mi serve un direttore generale di assoluta fiducia», pensò dopo la nomina (tutta politica in una società tutta pubblica) l’amministratore delegato di SoseVincenzo Atella. Pensa e ripensa, assunse sé stesso. Al triplo dello stipendio che aveva come docente universitario. Cattedra che comunque decise di tenere (di riserva: non si sa mai…) mettendosi in aspettativa. Il tutto, agli esordi del «governo del cambiamento» giallo-verde. Con un contorno di consulenze a stagionati ottantenni da 650 euro al giorno e incarichi a colleghi docenti da 800 euro l’ora…
Ma partiamo dall’inizio. Cioè dalla Sose (Soluzioni per il Sistema Economico), una società con 160 dipendenti controllata interamente dal ministero dell’Economia (88%) e dalla Banca d’Italia (12%), che si occupa di analisi strategica dei dati in materia tributaria (come lo sviluppo degli Indici Sintetici di Affidabilità che hanno sostituito gli Studi di settore o la determinazione dei Fabbisogni Standard) e fattura praticamente il 100% (21,1 milioni nel 2019) al suo principale «proprietario»: il Mef. Per capirci: una S.p.A. con concorrenza zero, posti blindati, rendite sicure, niente competitività sul mercato. Men che meno rischi anche in caso di smottamenti finanziari. Ripianati, ovvio, con soldi pubblici. Lo scossone arriva a maggio 2018. Giorni roventi. Che andranno a chiudersi con la formazione dell’esecutivo grillo-leghista guidato da Conte, annunciato da Luigi Di Maio come il «governo del cambiamento» perché «prima si è discusso di temi e poi di nomi» e nel contratto sono previsti «sistemi realmente meritocratici».

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