Calenda già sogna l’inciucio. “Governo di larghe intese”

Insomma, su alcuni punti ci si può lavorare, e pure Calenda, non tenero nell’intervista con il centrodestra che sogna di spacchettare, concede l’inesistenza di un «rischio fascista» in caso di vittoria della coalizione a traino Fdi. Anzi, si scaglia contro «le vecchie e stantie battaglie di demonizzazione reciproca», contro i «tu sei fascista, tu sei comunista», e plaude il lavoro di «ministri seri» anche «della parte più responsabile della Lega» impegnati insieme a esponenti «del Pd, così come i nostri». Il tutto, per Calenda, è nel segno dell’ipocrisia: «Si fomenta odio quando c’è bisogno di una grande riappacificazione, che stava avvenendo col governo Draghi ma che purtroppo si è interrotta perché mancava una grande forza riformista e liberale». Che «ora c’è», aggiunge il leader di Azione, riferendosi ovviamente al cartello che vede insieme lui e Renzi, per concludere speranzoso: «Riprendiamo il cammino». E pazienza se al momento i numeri non sembrano affatto confortare il suo sogno, Calenda ostenta ottimismo: «A Roma siamo partiti con i sondaggi al 6% e abbiamo finito al 20».

IL GIORNALE

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