Letta, campo riaperto

ALESSANDRO DI MATTEO

ROMA. Il «passo avanti» c’è, l’incontro tra Enrico Letta, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli è andato abbastanza bene, ma l’intesa non è ancora chiusa e tutto dipenderà dalla discussione che in queste ore si svolgerà dentro Sinistra italiana e dentro Europa verde. Da tre giorni il leader democratico è al lavoro per cercare di contenere la rivolta dell’ala sinistra della coalizione per l’accordo tra Pd e Azione-Più Europa, i continui proclami di Carlo Calenda sull’agenda Draghi – e i tanti collegi ottenuti dai centristi – hanno rimesso in discussione un’intesa che con Si ed Europa verde praticamente era già fatta e adesso si cerca in tutti i modi di evitare una rottura che aprirebbe un serio problema a sinistra al Pd.

Letta è consapevole del disagio di Fratoianni e Bonelli. Il segretario di Sinistra italiana – in particolare – deve fare i conti con una opposizione interna che si era manifestata anche in direzione al momento del via libera alla linea dell’alleanza con il Pd. Un’opposizione che – racconta un parlamentare che parla spesso con i vertici di Si – è animata soprattutto dai dirigenti di Toscana e Campania ed è anche alimentata anche dagli ammiccamenti che starebbero arrivando da Giuseppe Conte. Del resto, la prospettiva di una lista “alla Melenchon”, il leader della sinistra francese, è molto in auge da qualche settimana e il protagonismo di Calenda – spiega un parlamentare Pd – ha dato fiato a chi contesta la scelta di Fratoianni di allearsi con Letta.

Il segretario Pd, ieri pomeriggio, verso le 15 ,ha chiamato Bonelli e Fratoianni, dandogli appuntamento per le 18.45 alla Camera. L’incontro è durato quasi due ore e – appunto – non è andato male. Letta, dicono fonti del Nazareno subito dopo l’incontro, «ha confermato la forte volontà e determinazione del Pd a stringere un’alleanza e costruire e rafforzare una coalizione larga e plurale con l’obiettivo di essere competitivi e battere la destra sovranista, per evitare di consegnare il Paese a Meloni».

Una versione confermata anche da Si e Ev. «Abbiamo ascoltato e registrato la volontà molto forte di arrivare alla costruzione di un’intesa», ha detto Fratoianni al termine. Ma, appunto, «nelle prossime ore la nostra alleanza si confronterà, non siamo proprietari dei nostri partiti. Poi, ci auguriamo, faremo una valutazione definitiva entro massimo 48 ore». Di sicuro, hanno insistito entrambi, «le intese che il Pd stabilisce legittimamente con altre forze non possono essere in nessun modo vincolanti per noi e per il nostro programma». Tradotto, niente agenda Draghi, quella vale per il Pd e per Azione. Anche perché, dice Bonelli, quell’agenda «appartiene al passato, il governo Draghi non c’è, dobbiamo costruire una nuova agenda. Penso questa dovrebbe una consapevolezza di tutti».

Letta su questo ha ribadito le assicurazioni già date: primo, gli accordi con Azione e Più Europa vincolano solo il Pd. Secondo, il patto siglato con Calenda va già oltre l’agenda Draghi, parla di transizione ecologica, non cita il nucleare, propone la riforma del patto di stabilità, dice «mai pi austerity»… Insomma, una piattaforma assolutamente di centrosinistra. «È mio dovere personale continuare a insistere», ha sottolineato Letta. «Assumo il ruolo del mediano, prendo anche i calci, pur di arrivare al risultato, cioè creare le condizioni per battere le destre».

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