Lo spiraglio di Draghi

L’autunno sarà durò, Draghi non nasconde la preoccupazione, anche perché sul futuro gravano «un’incertezza politica» (che maggioranza di governo?) «e geopolitica» (guerra in Ucraina e venti di guerra a Taiwan). Il premier può contare sull’ampio perimetro che ha concordato con il Quirinale sugli affari correnti. Fino a quando resterà a Palazzo Chigi avrà il potere di «di proteggere la ripresa». Tratterà sul tetto al prezzo del gas, al prossimo Consiglio europeo. Ma andrà anche personalmente a New York, per rassicurare la grande finanza sulla tenuta dell’Italia e sugli investimenti. In occasione del summit Onu, a quattro giorni dalle elezioni, dal 19 al 21 settembre Draghi ha previsto una serie di incontri importanti. Sarà a Wall Street – dove sarebbe dovuto andare a maggio dopo la visita alla Casa Bianca -, e avrà una serie di bilaterali al Palazzo di Vetro. Probabile che vedrà l’amica Janet Yellen, segretario al Tesoro, e non è da escludere un colloquio con Biden. In ballo c’è anche un invito della Clinton Foundation. Pochi giorni dopo l’Italia andrà al voto. L’inflazione continuerà, il prezzo del gas non è previsto che diminuisca. «Non so quale formula politica richieda tutto questo, ma di certo servirà coesione sociale, consapevolezza delle difficoltà. Questo dovrebbe ispirare l’azione del governo». Proprio quello che ha chiesto Guido Crosetto, braccio destro della presidente di Fdi, la candidata numero uno a succedere a Draghi. Quella che da giovane si faceva chiamare online «draghetta».

LA STAMPA

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