La crisi dei 5Stelle e le scelte del Pd

  La seconda è decidere in prospettiva cosa fare dell’alleanza con i 5S, o meglio con quale dei due tronconi negoziare qualcosa. Quando Letta rende nota l’intenzione di “parlare al telefono sia con Conte sia con Di Maio” si presume che si riferisca alla volontà di proteggere la stabilità del governo. Viceversa, se il problema resta ancora il fatidico “campo largo”, occorrerà ben altro spirito creativo. Il Pd oggi è accreditato del 21-22 per cento: quanti sono i voti aggiuntivi che un segmento o l’altro dei 5S sono in grado di portare? E a prezzo di quali ambiguità? Forse, prima di pensare al piccolo cabotaggio delle alleanze, il Pd dovrebbe preoccuparsi di trasmettere al paese un messaggio riformista, una visione del futuro. Su questo potrà aggregarsi un nuovo centrosinistra, con l’obiettivo di andare ben oltre il 22 per cento. Quali che siano le trappole e i limiti dell’attuale legge elettorale.

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