Guido Rasi: “Omicron 4 e 5 sono un pericolo reale, rischiamo un altro autunno difficile”

PAOLO RUSSO

L’Ema ha lanciato l’allarme sulle nuove sub variante BA.4 e 5. E secondo Guido Rasi, ex numero uno dell’Ema ed ex consigliere di Figliuolo, «il pericolo è reale. Gli studi condotti in Sudafrica indicano che le due sub varianti un vantaggio competitivo lo hanno, altrimenti non avrebbero preso il posto della versione originale di Omicron. E come avremmo dovuto ormai aver appreso dalle altre versioni mutate del virus, se sono più contagiose nel giro di qualche settimana arrivano. L’estate potrebbe rallentarne la marcia ma poi potremmo ritrovarci ad affrontare il terzo autunno problematico dell’era pandemica».

Cosa si può fare per non tornare punto e a capo?

«A mio avviso è indispensabile resettare il sistema di sorveglianza e di sequenziamento del virus per monitorare bene l’eventuale diffusione di nuove varianti e sub-varianti. Mi sembra invece che almeno in periferia ci sia un po’ di rilassamento in questa fase. Poi dovremmo approfittare del periodo di bonaccia estiva per capire se il cocktail di monoclonali, autorizzati a uso preventivo in chi rischia l’evoluzione in forma grave della malattia da Covid, possano funzionare anche contro queste sub varianti. Allo stesso tempo andrebbe aumentato l’uso degli antivirali».

Che sintomi danno Omicron 4 e 5?

«Da quello che si è potuto vedere nei Paesi dove sono già diffuse, variano un po’ rispetto a quelli della versione Omicron originale. Meno colpi di tosse ma più naso che cola, meno febbre ma più spossatezza. E poi vertigini, dolore allo stomaco e all’addome, male all’orecchio. Questi sintomi non escludono però il rischio di polmoniti. Che resta elevato tra la popolazione non vaccinata».

C’è il rischio che sviluppino forme più gravi di malattia?

«Non si può escludere. Ma ora come ora non lo sappiamo. Però un po’ di ottimismo mi viene dal fatto che in genere i virus si modificano per garantirsi la migliore convivenza possibile con l’organismo che li ospita, in questo caso il nostro corpo. Quindi abbiamo buone ragioni per sperare che, pur aumentando la contagiosità, diminuisca la patogenicità».

Ma i vaccini aggiornati su Omicron in fase avanzata di sperimentazione saranno in grado di proteggerci anche da queste sotto varianti?

«Purtroppo non lo sappiamo ancora. Sappiamo però che BA.4 e BA.5 riescono a evadere la difesa immunitaria indotta dagli attuali vaccini e dal contagio con la versione di Omicron attualmente più diffusa da noi. Sarà importantissimo ora condurre dei test di immunogenicità per vedere se il siero di chi è stato vaccinato in via sperimentale con i vaccini aggiornati neutralizza anche queste sotto varianti. Se così fosse potremmo guardare all’autunno con un certo ottimismo».

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