Lost in translation (e un po’ di mercato)

di Concita De Gregorio

Seconda e ultima parte del glossario utile a decifrare lo spettacolo che sta per cominciare, aggiornato agli sviluppi. Breve memento del postulato iniziale: otterrà più voti chi avrà meno veti. Vince, cioè, chi dispiace di meno: chi si mostra più utile ad ottenere il risultato che ciascun gruppo di votanti pretende per sé. (Esempi: una legge elettorale proporzionale, un posto al Viminale, andare al voto subito, non andare al voto affatto, una nomina a senatore a vita, un paracadute per quando in Parlamento i posti saranno la metà, altro).

LO SPECIALE Il tredicesimo Colle

Lost in translation. “Una volta rimossi i veti” significa: in quinta votazione. La quarta (prima a maggioranza semplice) servirà a sistemare gli ultimi do ut des dopo aver pesato il valore dei voti che mancano. È il piccolo mercato dell’ultim’ora in cui colossale diventa “l’utilità marginale”: saranno anche due, i voti che ti servono, ma senza non vai da nessuna parte. “Un passo indietro” vuol dire decidete voi. “Un passo di lato” è: decido io, gli altri nomi ve li impallino tutti. “Blitz a Gemonio” sta per vai a controllare che il fondatore non abbia da ridire, chiedigli di Giorgetti. “Patto di legislatura”, detto da Enrico Letta: il governo deve restare questo o fotocopia di questo. Detto da Matteo Renzi: sì, ma solo se fa la riforma proporzionale.

Rating 3.00 out of 5

Pages: 1 2


No Comments so far.

Leave a Reply

Marquee Powered By Know How Media.