La sinistra fa solo propaganda, il centrodestra continua ad eleggere donne

Francesco Boezi

L’elezione di Roberta Metsola, esponente del Partito popolare europeo, a presidente del Parlamento europeo contribuisce a squarciare un velo d’ipocrisia che risultava già di per sé compromesso. Il centrodestra, tanto quello italiano quanto quello continentale, continua, su base meritocratica, a proporre donne per i vertici politico-istituzionali, mentre il centrosinistra ha fatto della “questione femminile” un aspetto puramente propagandistico.

La tendenza diviene evidente, per il Belpaese, con il dibattito attorno alla successione del presidente Sergio Mattarella: il centrosinistra ventila da mesi la necessità di proporre una donna per il Colle ma non fa nomi. Il dibattito verte sul genere ma non su una personalità specifica. E questo contribuisce a rivelare la natura strumentale dell’impostazione del “campo largo” guidato da Enrico Letta, Giuseppe Conte, Roberto Speranza e così via.“Donna al Colle? Irritante senza nomi”. Rivolta rosa nei giallorossi

In merito a tutto questo, si è pronunciato anche il direttore del Tg La7 Enrico Mentana quando, attraverso un post apparso sui social, un ragionamento successivo all’elezione della Metsola, ha posto il tema senza troppi fronzoli. Mentana ha ricordato i casi della Metsola, di Ursula Von der Leyen e di Christine Lagarde. Tre donne molto diverse tra loro per provenienza politica e competenze settoriali ma accomunate dall’essere associabili al centrodestra. La Lagarde è una tecnica, certo, ma è anche stata capo di Dicastero in due governi repubblicani in Francia. Le altre due esponenti politiche, ad oggi, ricoprono due diversi ruoli apicali a Strasburgo e Bruxelles, essendo espressione del Ppe.

Poi c’è lo schema partitico italiano che prevede un solo leader femminile di grande rilievo: Giorgia Meloni che guida Fratelli d’Italia sin dalla sua fondazione e che è arrivata, in specie negli ultimi mesi, a poter contendere il primato elettorale nella coalizione di centrodestra (ma pure rispetto al quadro partitico nel suo insieme). Fatti che lo storytelling progressista non può smentire.

Il dibattito propagandistico per il Colle

Sin da quando si è iniziato a ragionare di chi avrebbe potuto prendere il posto del presidente Sergio Mattarella, il centrosinistra tutto, con consueti toni moralistici, ha decantato la necessità di eleggere una donna. Ipotesi che, in questo momento preciso, appare del tutto archiviata. Giuseppe Conte, il “capo grillino”, ha proposto una donna per il Quirinale ma non ha fatto nomi. Massimo D’Alema, attraverso un’intervista al Manifesto, ha detto che i partiti sarebbero dovuti entrare nell’ordine d’idee di avanzare candidature femminili. Ma pure in questo caso non sono emersi nominativi e figure precise. Siamo, insomma, alla pura propaganda fine a se stessa.“Dire ‘una donna al Quirinale’ è offensivo. Serve il merito”

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