Mattarella sceglie il silenzio per non ostacolare Draghi

Poi, certo, se il Parlamento finisse davvero per impantanarsi farebbe fatica a tirarsi indietro davanti ad un appello corale. È la ragione per cui nelle ultime 48 ore avrebbe messo da parte l’idea di dimettersi se al 3 febbraio ancora non ci sarà il successore. È vero che risolverebbe un complicato groviglio costituzionale – dopo la scadenza del mandato presidenziale non c’è una regola che normi chiaramente se c’è la prorogatio o la supplenza del presidente del Senato – ma darebbe anche un pericoloso segnale di drammatizzazione della situazione. Certificando, peraltro, l’incapacità della politica di farsi carico del suo ruolo.

IL GIORNALE

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