Renzi a Huffpost: “Conte, Letta, Meloni, Salvini. Ecco chi vuole votare nel 2022”

Matteo Renzi, se ho ben capito sarà una Leopolda sulla giustizia o meglio contro i giudici. 

Lei vuole capire male, caro De Angelis. E comunque è un rischio che non ci sarà: sarà una Leopolda molto politica. Non possiamo non dedicare un piccolo spazio a Open, domani: non mi tiro indietro rispetto ad Open, perché Open è la Leopolda. Ma voglio che sia la Leopolda della politica, non della giustizia. Del resto la Leopolda trasforma le idee in progetti e le porta dal palco di una stazione alla Gazzetta Ufficiale. Pensi ad esempio al fisco 2.0 di Ruffini o al family Act della Bonetti. Tuttavia parleremo anche di politica vecchio stile. Anche perché, se continua così, si rischia di andare a votare nel 2022. Quindi mostreremo qualche documento su Open, certo, domani pomeriggio. Ma il grosso sarà dedicato alla politica. 

Che cosa vuole dimostrare, con questi documenti?

Che i pm hanno violato la legge e la Costituzione, non io. Ma questo lo illustrerò mercoledì prossimo in Giunta per le autorizzazioni ai colleghi senatori. Magari se ne accorgeranno anche i miei silenziosi amici del Pd, che sulla giustizia hanno abbandonato la svolta garantista impressa col nostro governo e si sono buttati tra le braccia dei manettari. È chiaro il punto? Quelle comunicazioni non hanno alcun rilievo nel processo. Ma sono acquisite in modo illegittimo violando l’articolo 68 della Costituzione e vari articoli di legge.

Lei dice acquisite in modo illegittimo. È il suo punto di vista.

Certo che è il mio. Sono due anni che ascoltiamo il punto di vista dei giustizialisti, un paio d’ore per ascoltare anche me non mi sembra un dramma. Mi segua però. La questione, a questo punto, non riguarda più me. Il mio conto corrente è di dominio pubblico, le mie comunicazioni telefoniche con i miei amici comprese “che pizza comprare” e “a che ora si va alla messa” sono in rete e non le toglierai mai più. Io sono trasparente. La domanda è se possiamo accettare che qualche pm violi la separazione dei poteri cancellando le guarentigie che tutelano non il singolo parlamentare ma l’autonomia e l’indipendenza del Parlamento. Non di me si discute, ma della separazione dei poteri. Io alla mia privacy ho detto addio. Ma io non ho violato nessuna legge: gli investigatori possono dire altrettanto?

Sta lanciando una crociata garantista, in nome delle prerogative del Parlamento. Si sta sottraendo dal processo?

Suvvia, non ci crede nemmeno lei. Io mi chiamo Matteo Renzi, si figuri se scappo dal processo. Non vedo l’ora di essere in aula con un pm che dovrà giudicare se la Leopolda era una corrente di partito. In un Paese civile cosa sia un partito e cosa non sia un partito lo decide il Parlamento, non un pm. Ma se vogliono discutere di quello, mi troveranno pronto. Si figuri se fuggo: andrò in aula e rilascerò dichiarazioni spontanee alla fine di ogni udienza. Questo processo è talmente uno scandalo che si rivelerà un boomerang. Ma siccome io non ho violato alcuna legge, sono curioso di vedere se il pm potrà dire la stessa cosa. Si metta comodo, è una vicenda che durerà anni. Se non fossi così tranquillo non risponderei colpo su colpo.

Non voglio aprire una discussione sul tema del finanziamento alla politica, ciò che è lecito e ciò che non lo è. Stiamo al punto politico, anzi etico-politico, di questa storia, a proposito di Parlamento: si possono prendere soldi da regimi autoritari e stare nelle Aule parlamentari, si possono scalare i partiti con i soldi delle lobby?

Lei sposta il campo dalla questione giudiziaria a quella morale. Dalla giustizia all’etica. Io la seguo. Vogliamo parlare di collaborazioni con istituzioni non pienamente democratiche? Ci sono. Me lo organizza lei un confronto etico con il professor Romano Prodi su questo? Lei vuole parlare di lobby e finanziamento? Ci sono. Me lo organizza un confronto etico con D’Alema e Bersani su questo? La doppia morale di una certa sinistra è più noiosa che irritante. Quando Vasco Errani è stato condannato in appello, io l’ho difeso e mi sono schierato al suo fianco, non ho strumentalizzato politicamente perché apparteneva alla minoranza. Comunque faccio dibattiti con tutti sull’opportunità: lei organizzi, io vengo.

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