Letta ora guarda a Fi, maggioranza Ursula per la partita del Colle

Carlo Bertini

ROMA. «Nervosa, scomposta e confusa»: con questi aggettivi Enrico Letta liquida la reazione dei partiti di centrodestra alla batosta elettorale. Una reazione a cui il Pd deve contrapporre – questo dirà il segretario martedì in una Direzione convocata (una volta tanto) per l’analisi della vittoria – l’uso della carta dell’unità. Un’unità sperimentata in questa tornata, che non deve rimanere «un precedente isolato, ma va usata per convenienza politica». Il leader è rinfrancato da una vittoria che definisce «un’onda, da nord a sud» e dai sondaggi post voto: perché mostrano il Pd primo partito, con la Lega dietro di quasi un punto; e perché per la prima volta mostrano che «il centrosinistra unito come lo intendiamo noi può farcela». Chiaro che lo schieramento che ha in mente Letta non è quello che intendono altri, come Carlo Calenda: il quale – nell’intervista di ieri a La Stampa – chiude il campo ai 5 stelle ortodossi, «dimenticando che nella maggioranza Ursula, con Fi ci sono anche loro», notano al Nazareno.

Ed è sulla «maggioranza Ursula» che il Pd punterà per la partita del Colle: eleggere un candidato con i voti di centrosinistra e della destra moderata, può segnare una svolta. Non pregiudicherebbe la tenuta del governo e potrebbe preludere ad un accordo su una legge elettorale proporzionale. Per gli strateghi dem ci sarà da attendere che Berlusconi si accorga che la sua candidatura al Colle non sarà sostenuta neanche da tutto il centrodestra. E poi potranno cadere nella rete decine di voti. Su quale candidato si potrebbe convergere, al di là di figure di cerniera come Pierferdinando Casini, è tutto da vedere: per Letta, come per Calenda, Paolo Gentiloni sarebbe un ottima scelta, insieme a David Sassoli, Walter Veltroni, Dario Franceschini e Romano Prodi. «Ma è vero pure che in questo Parlamento – ricorda uno dei dirigenti dem – il nostro partito ha il dodici per cento di rappresentanza, il che ha un peso sia per il governo che per le riforme. E lo avrà nella partita del Colle». Anche se è vero – sottolineano gli uomini del segretario – che «dentro il centrodestra ci sono le tossine della batosta e reagiscono in maniera scomposta, dando l’impressione di ricompattarsi. La photo opportunity della villa sull’Appia è uno specchietto per le allodole e la reazione dentro Forza Italia mostra che ci sono profonde divisioni».

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