Marcegaglia: “Sì a una transizione energetica con gas e nucleare. Lo smart working? Se solo per donne è ghettizzazione”

Carlotta Scozzari

Un pacchetto di proposte «concrete, ambiziose e misurabili per la ripresa globale post pandemia in vista del vertice G20 di fine ottobre». È quello che il B20 Italy, “engagement group” che rappresenta il mondo delle imprese e degli affari organizzato da Confindustria, si appresta a consegnare al governo Draghi, al motto di “Riplasmiamo il futuro: inclusione, condivisione e azione”, in occasione della due giorni in calendario a Roma il 7 e l’8 ottobre, presso l’Auditorium della Tecnica. Per l’occasione, la presidente Emma Marcegaglia si farà portavoce delle raccomandazioni elaborate in questi 12 mesi di lavoro dalle nove “task force” internazionali del B20 a guida italiana, dedicate alle principali sfide globali, dalla salute alla transizione energetica, dal commercio internazionale alla trasformazione digitale, dalla sostenibilità al rafforzamento del ruolo delle donne (women empowerment).

Presidente Marcegaglia, è stato difficile lavorare a un progetto così ambizioso in tempi di pandemia?

«È stato un lavoro molto affascinante e complesso, anche perché gli incontri sono avvenuti tutti da remoto e mai in presenza. Certo, il vantaggio è che ha partecipato anche chi avrebbe avuto difficoltà a farlo di persona. Sono soddisfatta e ritengo l’esperimento riuscito, come penso emergerà dalla ricca documentazione che abbiamo preparato a supporto del nostro lavoro. Il mondo del business in questi momenti mostra capacità di condivisione anche superiori rispetto a quelle della politica. C’è voglia di coordinarsi e di chiedere una maggiore cooperazione tra pubblico e privato».Tra i numerosi temi che avete affrontato, ce ne sono alcuni che sono emersi con più urgenza?

«Ci siamo soffermati soprattutto sulla questione climatica e sul women empowerment. E per quanto riguarda il primo tema, sottolineiamo l’importanza della lotta ai cambiamenti climatici ma chiediamo che la transizione energetica sia gestita non con semplicismo e ideologia, bensì in modo pragmatico e fissando obiettivi raggiungibili e omogenei per tutti. La sostenibilità non può essere solo ambientale ma deve essere anche economica e sociale. E per centrare l’obiettivo di zero emissioni inquinanti al 2050 occorrono finanziamenti sia pubblici sia privati e occorre utilizzare tutte le tecnologie nella fase di transizione».

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