Illeciti nella gestione dei migranti, Mimmo Lucano condannato: “Nemmeno a un mafioso”

Riace, condannato l'ex sindaco Mimmo Lucano

“Nemmeno a un mafioso”. Così Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, commenta la condanna di 13 anni e due mesi di reclusione nel processo “Xenia”, svoltosi al tribunale di Locri, sui presunti illeciti nella gestione dei migranti. “Oggi sono morto dentro. Non c’è più giustizia” ha aggiunto. “Questa è una vicenda inaudita. Sarò macchiato per sempre per colpe che non ho commesso. Mi aspettavo un’assoluzione”.  

Una sentenza pesantissima – L’ex sindaco di Riace ha poi ringraziato i suoi legali per il lavoro svolto. “Io, tra l’altro, non avrei avuto modo di pagare altri legali, non avendo disponibilità economica” ha spiegato. Lucano, tra l’altro,  secondo la sentenza di primo grado, dovrà anche restituire 500mila euro riguardo i finanziamenti ricevuti dall’Unione europea e dal governo. “Ho speso la mia vita per rincorrere ideali, contro le mafie, dalla parte degli ultimi, dei rifugiati, ho immaginato di poter contribuire al riscatto della mia terra. È stata una esperienza indimenticabile e fantastica, ma oggi è finito tutto” ha sottolienato. “È una sentenza pesantissima, non so se per i delitti di mafia arrivano sentenze simili“.

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