Toti e il Green pass: «La libertà è evitare il lockdown. Sbaglia chi insegue i social»

Ecco, Cacciari non è un «antisistema». Alle sue obiezioni, cosa risponde?
«L’idea che si difenda la libertà non estendendo l’obbligo di green pass è frutto di un grande equivoco: l’alternativa non è tra l’obbligo di esibirlo o la libera circolazione, ma tra l’obbligo di esibirlo e un nuovo lockdown con le relative limitazioni. Limitazioni che per alcuni, penso alle attività economiche che hanno patito mesi di chiusure, significa non lavorare e non guadagnare. E per tutti si traduce in una nuova battuta d’arresto per l’economia del Paese, che non ci possiamo permettere. La ripresa ha bisogno di stabilità. Non facciamo le cicale con i dati di oggi per poi pentircene domani. È già capitato».

Salvini chiede tamponi gratis: potrebbe essere un compromesso perché l’obbligo di green pass non sia un salasso per i non vaccinati?
«I tamponi sono come il termometro: servono perché misurano la febbre. I vaccini sono come l’antipiretico: la curano, cioè, nel caso del Covid, fermano il diffondersi dell’infezione. Non c’è nesso, non facciamo salti logici. Spero il governo estenda il più possibile l’obbligo di green pass, senza contropartite».

Leghisti di razza, come Zaia e Fedriga, non seguono la linea di Salvini. Un caso che siano presidenti di Regione?
«No. I governatori vedono nelle corsie degli ospedali che effetto ha il virus sui non vaccinati».

CORRIERE.IT

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