Giovannini: su bus e treni capienza all’80 per cento. Orari differenziati anche per le aziende

di Gianna Fregonara

Le regole per bus e metro, pullman e treni locali sono quasi pronte: servono ancora alcuni affinamenti e la validazione del Cts, ma i punti cardine di come ci si muoverà in città al rientro dalle ferie e alla ripresa della scuola sono fissate. La capienza sarà dell’80 per cento su bus e treni sia in zona bianca sia in zona gialla, ci vorrà la mascherina chirurgica anche se è consigliata la Ffp2, potranno essere previsti orari di ingresso differenziati sia per le scuole sia per le aziende e gli uffici pubblici, sarà possibile introdurre gli scuolabus anche per gli studenti delle superiori.

Ministro Giovannini, lo scorso anno le linee guida non hanno funzionato. Che cosa c’è di nuovo quest’anno?
«Ci saranno più organizzazione e più controlli, anche perché è da aprile che stiamo dialogando con Regioni e Comuni, cui spetta la programmazione e la gestione del trasporto pubblico locale, in vista di settembre. Siamo intervenuti sia sull’offerta — destinando per la seconda parte dell’anno 618 milioni di euro agli enti locali per servizi aggiuntivi come il noleggio di pullman turistici per aumentare le corse — sia sulla domanda, grazie al lavoro dei tavoli prefettizi che dallo scorso gennaio organizzano il piano della mobilità provincia per provincia, incentivando la creazione delle figure dei mobility manager nelle imprese e nelle amministrazioni pubbliche con più di cento addetti nei Comuni con oltre 50.000 abitanti. Quest’anno ai tavoli prefettizi parteciperanno loro, in modo che si moduli il servizio pubblico per tutta la comunità, non solo per le scuole».

Anche le scuole hanno un mobility manager?
«Dovrebbero, lo prevede una legge del 2015, ma non sembra sia stata applicata in modo generalizzato. Con il ministro Bianchi stiamo spingendo gli istituti a creare questa figura oggi più che mai necessaria».

Il piano prevede che i bus siano riempiti all’80 per cento, ma nelle ore di punta il limite si può facilmente superare. Chi controlla?
«Grazie ai servizi aggiuntivi finanziati nella prima parte dell’anno, nelle ore di punta l’offerta di trasporto locale è cresciuta del 15-20%. Non a caso le scuole lo scorso maggio hanno ripreso l’attività in presenza e non c’è stato un problema trasporti. Per i controlli ritengo necessario reintrodurre i controllori. Oltre a verificare i biglietti, dovrebbero far scendere dall’autobus chi non ha la mascherina».

Si è discusso sul tipo di mascherina da indossare perché 80 per cento di capienza è un assembramento secondo i criteri dell’epoca Covid.
«Sulla base dei pareri del Cts prevediamo la mascherina chirurgica o superiore. Questo può consentire di mantenere una capienza dell’80 per cento anche in zona gialla (lo scorso anno era del 50 per cento). Certamente su queste scelte influiscono il successo della campagna di vaccinazione e il fatto che in genere i tempi di permanenza a bordo dei mezzi non sono eccessivamente lunghi. Ma abbiamo stanziato anche fondi per rafforzare la sanificazione, che dovrà essere eseguita anche più volte al giorno».

I presidi chiedono che i turni di ingresso e uscita siano previsti non soltanto per le scuole e vorrebbero servizi dedicati per gli studenti. È possibile?
«Crediamo che la presenza nei tavoli prefettizi dei mobility manager d’area, soprattutto delle grandi città, aiuterà ad avere un approccio complessivo. Le aziende e gli enti che presentano i piani entro il 31 agosto tra l’altro potranno ricevere incentivi a valere sul fondo di 50 milioni di euro. Sappiamo poi da un’indagine che l’Istat ha svolto su nostra richiesta che per l’autunno le famiglie prevedono un calo del 20 per cento circa del ricorso ai trasporti pubblici e un maggiore uso dei mezzi privati: non è una buona notizia per l’ambiente… ma rende più semplice organizzare in sicurezza gli spostamenti. Per quanto riguarda gli scuolabus per gli studenti delle scuole superiori, i fondi ci sono ma devono essere sempre i tavoli prefettizi a stabilire se e come organizzarli. Non dappertutto servono o sono risolutivi. Dipende dai casi specifici».

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