Un miliardo al reddito di cittadinanza: i ristori copriranno le perdite di un anno

Luca Monticelli

Un miliardo in più per il reddito di cittadinanza e una proroga di due o quattro mensilità del sussidio di emergenza. Il menu del Decreto Sostegni si allunga e arrivano nuove risorse per aiutare le persone in difficoltà economica. Possibile anche un bonus speciale per chi esce dalla Naspi, l’indennità di disoccupazione.

Ma nell’esecutivo si respira un clima di sospetti e accuse tra le varie anime della maggioranza. Il rifinanziamento della norma bandiera dei 5 stelle è stata oggetto di un incontro nei giorni scorsi tra il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, e il titolare del Tesoro, Daniele Franco.

Esulta il Movimento che in un post su Facebook ricorda come durante la pandemia il reddito di cittadinanza abbia garantito «protezione sociale a tantissimi cittadini in difficoltà». Ora, si legge sui social, «tutti riconoscono la sua importanza e nei mesi scorsi la Commissione europea ha affermato che questa misura può mitigare l’effetto della crisi». Infatti sono più di 1,2 milioni le famiglie (pari a 2,8 milioni di persone coinvolte) che, attualmente, ne beneficiano. Secondo gli ultimi dati dell’Inps, inoltre, in quasi 213 mila nuclei vivono 509 mila individui con disabilità. Cresce il malessere nel centrodestra. Da fonti del ministero dello Sviluppo economico filtra la notizia che il provvedimento allo studio del governo stabilirà per imprese e partite Iva ristori calibrati sui danni economici effettivamente subiti, prendendo a riferimento un’intera annualità e non singole mensilità. Nella bozza del Decreto Sostegni di venerdì scorso, però, era emerso che per accedere ai contributi è necessario un calo del 33% del fatturato calcolato su gennaio e febbraio 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019. A supportare il ministro Giancarlo Giorgetti, scende in campo il Dipartimento economico della Lega. I parlamentari del Carroccio si scagliano contro il Mef: «La diffusione di una bozza risalente al Conte II ha innescato inutili polemiche e riproposto un metodo di comunicazione politica da cui ci dissociamo». Il meccanismo dei ristori legati ai risultati del primo bimestre «reintrodurrebbe di fatto i codici Ateco, escludendo un gran numero di attività stagionali». La Lega propone «un criterio basato sul fatturato annuale e l’estensione degli indennizzi ad aziende con ricavi superiori ai 5 milioni di euro».

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