Coronavirus, il vaccino di Oxford genera una forte risposta immunitaria negli anziani

di Silvia Turin

Il vaccino contro il Covid sviluppato dall’università di Oxford, in collaborazione con l’azienda farmaceutica AstraZeneca, genera una forte risposta immunitaria tra gli anziani, il gruppo più vulnerabile: è quanto scrive il Financial Times, parlando di «speranze» generate dai trial. Le sperimentazioni cliniche di questo vaccino sono nella Fase 3, quella (finale) che verifica su migliaia di persone efficacia e sicurezza del candidato.

La buona notizia

Due fonti citate dal quotidiano come al corrente degli studi in corso, hanno sostenuto che il vaccino in questione genera gli anticorpi e i cosiddetti linfociti T (la prima linea di difesa del sistema immunitario) tra gli anziani. Sarebbe importante perché di solito il sistema immunitario degli anziani è meno reattivo, tanto che solitamente per loro si studiano appositamente dei vaccini «potenziati». I nuovi risultati sono in linea con i dati pubblicati a luglio che hanno mostrato «risposte immunitarie robuste», in un gruppo di adulti sani tra i 18 e i 55 anni, generate dal vaccino sviluppato dall’università di Oxford. Il vaccino di AstraZeneca è uno dei tre opzionati dall’Europa (e quindi dall’Italia). Lo Jenner Institute della Oxford University sta realizzando il vaccino in partnership con la Irbm (Istituto di ricerca di biologia molecolare) di Pomezia: «Nelle sperimentazioni di Fase 1 già pubblicate, il vaccino evidenziava un’efficacia del 90% che con un richiamo può arrivare al 95%», ha dichiarato Piero Di Lorenzo, presidente della Irbm.

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