Elezioni 2020, il rischio: un governo lesionato

di BRUNO VESPA

Da veterano di terremoti, non credo che palazzo Chigi crollerà dopo le elezioni di domani. Ma il tragico giorno del sisma dell’Aquila (2009) vidi perfettamente in piedi la facciata di un palazzetto del ‘700. Girai l’angolo e alle sue spalle non c’era più niente. La facciata di Chigi resterà intatta, ma da lunedì sera bisognerà controllare le condizioni dei muri portanti dell’intero edificio della maggioranza. Attualmente il centrodestra guida 13 delle 20 regioni italiane. I pronostici vi aggiungono la Valle d’Aosta (Lega) e le Marche (Fratelli d’Italia) che andrebbero a destra per la prima volta. Eppure se la sconfitta della sinistra si fermasse qui, la gioia del Pd sarebbe incontenibile. A ragione.

I muri portanti del Nazareno sono ormai la Puglia e soprattutto la Toscana. In Puglia le coalizioni si sono alternate. In Toscana mai. Susanna Ceccardi, candidata della Lega, è più forte di Lucia Borgonzoni che ha perso in Emilia. Eugenio Giani, suo avversario, è più debole di una macchina da guerra come Stefano Bonaccini. Salvini conclude stasera a Firenze una campagna elettorale unitaria più intelligente di quella fatta in Emilia.

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