Accise, il Governo prepara la maxi stangata da 19 miliardi di euro sul diesel

Sulla carta, Costa sostiene di voler finanziare il passaggio verso una mobilità green senza però chiarire quali siano le ipotesi sul tavolo. Di certo con una delle tassazioni sui carburati più alte d’Europa e nel pieno di una crisi economica senza precedenti, sono più evidenti i rischi dei vantaggi. Motivo per cui secondo l’Unione petrolifera la misura più efficace sarebbe quella di favorire il rinnovo del parco circolante, sostituendo i veicoli più vecchi ed inquinanti con altri a basse emissioni indipendentemente dalla loro alimentazione senza penalizzare il consumatore finale per il carburante utilizzato.

Leggi anche Le Tesla sono troppo costose

Motivo per cui l’Up propone di “ridurre o eliminare l’accisa sulla parte rinnovabile dei carburanti” sottolineando come vincolando la rottamazione dei veicoli più vecchi all’acquisto di un auto elettrica darebbe risultati “assolutamente irrisori” rispetto ai 14 milioni di veicoli ante Euro 4 in circolazione che andrebbero eliminati. In sostanza per l’Unione petrolifera l’aumento del piano rischierebbe di penalizzare ulteriormente quanti ancora oggi non possono permettersi una vettura elettrica. “Le motivazione di un incremento delle accise sul diesel – prosegue Spinaci – sono assolutamente superate dalla tecnologia” dal momento che i modelli Euro 6 di nuova generazione sono “praticamente ad emissioni zero”.

Certo c’è anche chi – come l’Ufficio valutazione dell’impatto del Senato – ritenga che la differenza del 23% tra l’accisa per la benzina e quella per il gasolio non possa essere giustificata con “la maggior efficienza energetica del motore diesel rispetto al motore a benzina”. Secondo i tecnici di Palazzo Madama la differenza di 14 centesimi più Iva “dipende dall’effettiva caratterizzazione del parco circolante auto a gasolio rispetto a quello a benzina” per questo “il mantenimento in Italia di un’accisa sul gasolio più bassa rispetto alla benzina non è giustificato sotto il profilo ambientale e rischia di provocare effetti distorsivi e indesiderati nella composizione del parco auto circolante, aumentando i costi esterni della mobilità passeggeri e favorendo il trasporto delle merci su strada rispetto alle modalità alternative più ecocompatibili”. Tuttavia, dalle parole di Costa non emerge alcun piano definito per sostenere la mobilità sostenibile, sia essa su rotaia o elettrica. C’è un semplice impegno generico che rischia di tradursi in un aumento delle tasse.

BUSINESS INSIDER

Rating 3.00 out of 5

Pages: 1 2


No Comments so far.

Leave a Reply

Marquee Powered By Know How Media.