Accise, il Governo prepara la maxi stangata da 19 miliardi di euro sul diesel

Giuliano Balestreri

Quella che il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha definito a Radio24 una “riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi” è in realtà una stangata da 19 miliardi di euro a carico dei consumatori italiani. Al netto dei costi indiretti derivanti dagli aumenti legati al caro gasolio: portare il prezzo del diesel allo stesso livello di quello della benzina, come promesso dal governo, non solo colpirebbe oltre il 54% del parco auto circolante in Italia, ma aumenterebbe i costi di tutti gli autotrasportatori con un impatto – a cascata – sui prodotti acquistati, dalla frutta alle scarpe. Secondo uno studio di Assopetroli un aumento delle accise “colpirebbe duramente le nostre imprese e con esse settori vitali dell’economia italiana tra cui logistica, trasporti, agricoltura, marina. L’aumento si trasferirebbe immediatamente sul prezzo dei beni con effetti depressivi sulla domanda”. Tradotto, secondo i petrolieri, un aumento delle accise rischia di contrarre le entrate fiscali. Proprio come accadde nel 2012 quando il governo Monti fu costretto ad aumentare le accise, i consumi subirono una forte contrazione. E oggi, nel pieno di una crisi senza precedenti, il rischio di un impatto negativo è ancora più alto.

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Foto Presidenza del Consiglio dei Ministri

“Dalle parole ministro – ha replicato ai microfoni di Radio24 il presidente dell’Unione petrolifera, Claudio Spinaci – mi pare di capire che il governo abbia già deciso. Oggi, chi utilizza i sussidi non paga i 19 miliardi di cui parla il ministro: se, invece, si pagheranno è evidente che ci sarà un aumento delle accise. Il risultato è che il pieno a gasolio costerà di più. Di certo noi, non siamo d’accordo”.

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