Atlantia sotto il 50% in Autostrade, la proposta al governo: round finale
Autostrade, ultimatum del governo
di Antonella Baccaro

Il Consiglio dei ministri
Del resto il premier Giuseppe Conte, ha detto ieri che senza «una proposta estremamente vantaggiosa» per l’interesse pubblico — leso negli ultimi anni a vantaggio dell’interesse privato (il copyright è della Corte dei Conti, in un rapporto del 2019) — «il governo deciderà per la revoca della concessione» martedì nel Consiglio dei ministri fissato in agenda. Palazzo Chigi ha spostato di un giorno il vertice. Qualcuno ci legge la volontà di trovare un’intesa perché «è passato troppo tempo», dice il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, invitando il governo a decidere, per evitare di trovarsi con il fallimento di Autostrade, il subentro dell’Anas nella gestione e il grattacapo di dover cancellare una parte degli investimenti: «Al Pd interessa che chi ha nuociuto non nuoccia più».
Il pacchetto
La «quadra» potrebbe essere trovata nel mezzo, in un pacchetto da 3,4-3,5 miliardi che prevede l’adozione in toto da parte di Autostrade del nuovo modello tariffario dell’Authority dei Trasporti che stabilisce un sistema di sanzioni (e di relative riduzioni delle tariffe al casello) nel caso di mancati investimenti sulla rete. I tre capi di Gabinetto presenti giovedì al tavolo — Alberto Stancanelli al Mit, Luigi Carbone al Mef e Roberto Chieppa, segretario generale di Palazzo Chigi, fedelissimo di Conte — avrebbero chiesto ai vertici di Autostrade di immaginare una curva dell’andamento tariffario che possa dare l’idea di un forte sconto a tutela «dell’interesse pubblico», come rivendica la stessa ministra ai Trasporti Paola De Micheli. Una sforbiciata del 5% all’anno per i primi cinque anni, poi lievemente ridotta nell’orizzonte dei 18 anni rimasti a titolo di compensazione dei minori flussi di cassa. Nel pacchetto che i vertici di Autostrade presenteranno oggi con una lettera al governo ci sarebbero almeno 700 milioni aggiuntivi di manutenzione rispetto a quelli programmati nel 2018. Il governo vorrebbe che questa cifra salisse al miliardo visti i problemi sul nodo ligure. Oltre ad almeno 800 milioni per Genova come compensazione per il crollo del viadotto Morandi da aggiungere ai costi di ricostruzione già sostenuti ed erogati al Commissario Bucci. Resta la necessità di un rafforzamento patrimoniale di Autostrade, con l’ipotesi di aumento di capitale e diluizione di Atlantia. Il governo chiede come condizione alternativa alla revoca il cambio di controllo di Autostrade, come sottolinea anche il viceministro allo Sviluppo, Stefano Buffagni (M5S): «Fuori i Benetton altrimenti pronti a lasciare il governo».
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