App Immuni al via in 4 regioni, guerra del download

“Immuni è utile in questo momento di ripresa delle attività – ha aggiunto il ministro – per muoversi in sicurezza, diminuire la probabilità di nascita di focolai improvvisi e per tutelare noi stessi e le persone a noi care. Maggiore è il numero delle persone che scarica l’app e maggiore è la possibilità che si sia avvisati qualora si entri in contatto con un caso positivo”. A chi l’ha già scaricata, invece, potrà aggiungersi ora anche chi ha uno smartphone Huawei o Honor. Restano esclusi ancora una piccola parte di dispositivi messi in commercio a partire dallo scorso autunno (Huawei Mate 30, P40, Serie Y, il pieghevole Mate Xs e Honor 9X Pro), ma si è già al lavoro, dicono gli sviluppatori, per rendere compatibile la app “al più presto”.

Resta, comunque, il problema delle regole. E del distanziamento sociale, soprattutto, fondamentale come il divieto di assembramento. Perché se i numeri nel complesso non destano preoccupazione, ci sono ancora focolai attivi, come quello romano del San Raffaele-Pisana in cui si è già a 41 positivi. O ancora in Lombardia, unicum in tutta Italia. Per capire come si muova il virus in quella regione basta il dato della Ats di Bergamo: dei quasi 10 mila cittadini sottoposti a test sierologici dal 23 aprile al 3 giugno, il 57% è risultato positivo. Uno su due. Intanto, la Croce Rossa ha annunciato che l’indagine sierologica per mappare la circolazione del virus in tutta Italia è stata prorogata a fine giugno.

QN.NET

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