Dl scuola, bagarre e ostruzionismo in Aula. Il voto in extremis

Una scelta, quella dell’ostruzionismo, criticata dalla maggioranza, con Vito Crimi che ha definito «irresponsabili» e «incoscienti» le opposizioni che con l’ostruzionismo farebbero saltare gli esami: «capricci di forze politiche miopi e assetate di potere», ha rincarato la dose. «Faremo di tutto per impedirlo, ma è giusto che gli italiani sappiano che livello di incoscienza si sta toccando alla Camera», ha detto Gianluca Vacca (M5s).

Ma la preoccupazione che gli esami saltino davvero e che una vittoria parlamentare si risolva in una sconfitta politica ha raggiunto le opposizioni. Pur ribadendo la contrarietà al complesso delle norme, il vicecapogruppo di Fdi Tommaso Foti, in Aula, ha preso le distanze dalla linea dura della Lega («se avessimo voluto fare ostruzionismo ora saremmo ancora alla discussione generale»), sollevando però il tema di un decreto rimasto per 53 giorni in Senato e che la Camera si è trovata a dover ratificare in poche ore. Una critica che diversi esponenti della maggioranza hanno espresso lunedì durante l’esame del decreto in Commissione.

Anche gli ambasciatori del patito di via Bellerio hanno detto alla maggioranza di essere stati disposti a porre fine all’ostruzionismo, se per esempio fosse stata concessa la diretta televisiva per le dichiarazioni di voto finali. Ma a questo punto è stata la maggioranza a irrigidirsi: fatti i calcoli, il sì al decreto arriva comunque nella mattinata di sabato, in tempo per la visione  da parte di Sergio Mattarella e la sua promulgazione in Gazzetta. Ma il fatto che tutti i decreti siano esaminati alternativamente da una sola Camera e ratificati dalla seconda ormai è apertamente criticato anche da molti esponenti della maggioranza.

LA STAMPA

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