Festa della Repubblica, Mattarella a Codogno: l’omaggio alla città simbolo della strage del coronavirus
Perché con i contagi ormai a zero da settimane e il numero dei morti che non cresce più, ricominciare è più difficile di quanto si potesse immaginare. I lutti non si cancellano e soprattutto il peso del lockdown economico sta togliendo altro fiato ai suoi 16 mila abitanti. «Anche per questo oggi la visita di Sergio Mattarella ha un valore in più. Non è il giorno delle polemiche, non quello delle accuse al governo. Saremo qui con il nostro presidente per sentire la vicinanza di tutta la nazione a questa terra».
Francesco Passerini, 35 anni, si divide nel triplice ruolo di sindaco, presidente della Provincia di Lodi, e operaio factotum per consentire che tutto sia pronto. Nel cortile del municipio, troppo piccolo e per questo limitato a sole trenta persone, al governatore Attilio Fontana, al prefetto di Lodi Marcello Cardona, ai rappresentanti delle forze dell’ordine, della protezione civile e della Croce rossa, un grande albero rigoglioso e verde quasi occupa ogni spazio. È il melo cotogno simbolo di questa città, pianta sacra che campeggia nello stemma comunale. Operai e tecnici sono costretti a sistemare un maxischermo in un angolo della corte e le sedie tutte intorno, per far sì che non intralci la vista durante il saluto del Capo dello Stato.
Quella di Mattarella sarà una visita in «forma privata», così l’ha voluta il Quirinale e non sarebbe stato possibile fare altrimenti. «Le norme anti Covid impongono una cerimonia minima — spiega il sindaco —, molti cittadini avrebbero voluto ricambiare l’affetto di Mattarella, ma dobbiamo ricordarci che la battaglia non è ancora vinta». Insieme a Passerini ci sarà Costantino Pesatori che guida la comunità di Castiglione d’Adda quella che ha avuto più vittime di tutti. E anche Alba Resemini di Terranova dei Passerini, il comune più piccolo. Pesatori è stato eletto nelle liste della Lega Nord: «La presenza di Mattarella è un segnale di unione, siamo orgogliosi che sia qui». Lo stesso appello all’unità arriva dal governatore Attilio Fontana: «A Mattarella dirò soprattutto grazie per essere qui, a nome di tutti i lombardi».
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