Autocertificazione, il nuovo modulo del ministero dell’Interno



Secondo la disposizione del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, «il nuovo modello prevede anche che l’operatore di polizia controfirmi l’autodichiarazione, attestando che essa viene resa in sua presenza e previa identificazione del dichiarante. In tal modo il cittadino viene esonerato dall’onere di allegare all’autodichiarazione una fotocopia del proprio documento di identità».

Come per i moduli precedenti (che non possono più essere utilizzati), il nuovo modello deve essere portato con sé quando si esce di casa; se ne si può compilare uno solo per giustificare un percorso che si effettua in modo ripetuto (ad esempio, quello casa-lavoro). Se ci si trova nell’impossibilità di stampare il modulo – perché non si ha, ad esempio, una stampante — o lo si dimentica, e si viene fermati dalle forze dell’ordine, si può rilasciare loro una dichiarazione verbale, che sarà trascritta e sulla quale potranno poi essere effettuate verifiche. Chi viola i divieti può avere pesanti conseguenze: si rischia un’ammenda fino a 206 euro e l’arresto fino a tre mesi e una denuncia per reati dolosi contro la salute pubblica.

È bene ricordare che il decreto del governo impone di restare in casa a meno che non ci siano «comprovate esigenze lavorative» o gravi esigenze familiari o sanitarie. È possibile uscire anche per altre ragioni, come la necessità di andare a fare la spesa o in farmacia (qui la guida per sapere cosa si può fare e cosa no), ma bisogna minimizzare i contatti sociali (una nota del governo spiegava l’interpretazione corretta da dare alle norme – che è quella di uscire solo per motivazioni indifferibili – e qual è la motivazione delle richieste agli italiani – quella di fermare la diffusione di un virus che ha fatto oltre 2mila morti, in Italia).

CORRIERE.IT

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