Un appello ai medici. Siete i nostri eroi ma attenti ai WhatsApp


Ora, la situazione è già (appunto) talmente grave che non c’è bisogno di aggiungere “fake news“ – a proposito di “fake“ – tipo i dati sulle morti dei ventenni. L’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso l’altro ieri tutti i dati e la prima mortalità (0,1 percento) si registra nella fascia 40-49 anni; fra i 50 e i 59 anni il tasso di letalità è dello 0,2, fra i 60 e i 69 del 2,5 e così via, fino a salire con l’aumento dell’età.

E qui vengo al punto. Certi messaggi inducono a credere che l’Istituto Superiore della Sanità (e la Protezione Civile) raccontano quindi delle balle, che lo Stato ci imbroglia: e questo è gravissimo. E pericoloso, perché semina un altro virus davvero letale: quello della sfiducia e del terrore. Anche tanti politici stanno facendo dichiarazioni assurde, come quella che ha fatto il sindaco di Bergamo (che poi si è scusato) sui pazienti lasciati morire.
È vero che siamo in guerra. Ma proprio per questo deve parlare una voce sola: istituzionale, ferma, efficace, che dica la verità senza mandare il popolo in confusione. Spiace dirlo, ma in guerra funziona così.

QN.NET
 

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