Giornata della memoria, gli ebrei: “In Italia al sicuro ma dal resto d’Europa fuggiamo”


Oggi non succederebbe?
“No. Oggi gli ebrei sono totalmente rispettati e tutelati nel loro credo e nella loro identità. Possiamo uscire con la kippah in testa senza sentirci minacciati. Altrove non va certo così”.
In Germania e negli Usa monta il suprematismo bianco.
“Purtroppo sì. Quando quel pazzo nazista ha assaltato la sinagoga di Halle riprendendosi sul web, la polizia ci ha messo mezz’ora ad arrivare. In Italia sarebbe andata diversamente”.
In Francia, nel 2019, 1.142 episodi di razzismo, 687 a carattere antisemita.
“Infatti gli ebrei dalla Francia fuggono a Miami o in Israele perché non si sentono sicuri. Del resto è lo Stato a dire: non uscite con la kippah in testa, non fatevi riconoscere. I giovani ebrei sono bullizzati anche a scuola. Radicalismo islamico e antisemitismo si espandono. L’Italia al confronto è un’isola felice”.
Come lo spiega?
“Non è questione di governi. Più semplicemente l’Italia è da anni in prima linea a fare esercizio di memoria. In più, ha un’intelligence straordinaria di cui tutti dobbiamo essere fieri”.
Nella sua percezione l’antisemitismo nel nostro Paese è destinato a crescere o a restare episodico e sotto controllo?
“La guardia non va mai abbassata, ma al tempo stesso gli allarmi vanno dosati e la comunicazione orientata anche alla conoscenza di chi sono gli ebrei oggi. Siamo una comunità viva, non solo i custodi di una terribile parentesi della storia”.

QN.NET

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