Di Maio, ultimo sussulto: gioca la carta anti casta. “Ma noi pronti al voto”

Prima dello strappo di Salvini, in mattinata i Cinque Stelle avevano provato a rispolverare l’argenteria, arrugginita, dell’anticasta. «C’è una riforma del Movimento 5 Stelle che aspetta l’ultimo voto il 9 settembre – ha scritto Di Maio su Facebook – il 9 settembre taglieremo definitivamente 345 parlamentari. Significa che alle prossime elezioni molti vecchi politicanti dovranno iniziare a cercarsi finalmente un lavoro». Poi la velata minaccia ai leghisti: «Manca solo l’ultimo voto e mi auguro nessuno si tiri indietro all’ultimo minuto, sarebbe gravissimo. Anzi, sarebbe un segnale al Paese. Il segnale di chi non vuol cambiare nulla». Dello stesso segno un nuovo post del capo politico, arrivato in tarda serata: «Qualcuno vuole che il governo cada oggi, 8 agosto. Bene, noi siamo pronti, della poltrona non ci interessa nulla e non ci è mai interessato nulla – ha rimarcato Di Maio – ma una cosa è certa: quando prendi in giro il Paese e i cittadini prima o poi ti torna contro. Prima o poi ne paghi le conseguenze. Ad ogni modo, c’è una riforma a settembre, fondamentale, che riguarda il taglio definitivo di 345 parlamentari». Il grillino sembra prendere atto della svolta impressa da Salvini e rilancia con un primo tema da campagna elettorale, come il taglio dei parlamentari: «Domani scadono i tre mesi necessari dall’ultimo voto già espresso alla Camera dei Deputati, quindi ogni finestra è buona per approvare la legge e rendere il Parlamento più efficiente e meno affollato. Poi ridiamo subito la parola agli italiani». E non poteva mancare la zampata di Alessandro Di Battista, nel finale della giornata più lunga: «Da Salvini spettacolo da vomito».

IL GIORNALE

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