Archive for 2020

Cosa insegnano i fratelli Bianchi sul referendum

venerdì, Settembre 18th, 2020

Alessandro Sallusti

La notizia che la banda di delinquenti che ha ucciso a botte Willy godesse del reddito di cittadinanza, pur avendo un tenore di vita esibito e sostanzialmente elevato, non è solo uno scandalo che urla vendetta, è la prova di quanto sia pericolosa la demagogia grillina applicata al governo del Paese.

Ormai sono due anni che il reddito di cittadinanza è in vigore e non solo si moltiplicano e consolidano i casi di abusi, ma diminuisce pure al netto della crisi provocata dal Covid – l’occupazione giovanile e no. Segno questo che il reddito il più delle volte non funziona come paracadute per persone in cerca di occupazione, ma funge esclusivamente da sostegno a persone, giovani e no, che di lavorare proprio non ne vogliono sapere.

Il reddito di cittadinanza è la più importante e famosa riforma che Di Maio e soci si sono intestati ma non è l’unica che ha fallito. Il decreto Dignità, per esempio, che nella testa dei Cinque Stelle avrebbe dovuto stabilizzare e rilanciare l’occupazione ha prodotto sicuramente lo dicono tutti gli indicatori più danni che benefici, ingessando ancora di più il mercato del lavoro e scoraggiando quindi le aziende dal procedere con nuove assunzioni, così come il divieto di pubblicità per le aziende che operano nel campo di scommesse e lotterie contenuto nella stessa legge – ha prodotto danni ingenti al mercato pubblicitario senza scalfire minimamente il problema della ludopatia.

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Referendum 2020, taglio dei parlamentari: quali costi della politica vengono ridotti e quali no

venerdì, Settembre 18th, 2020

di Milena Gabanelli e Simona Ravizza

Il referendum sul taglio dei parlamentari (230 alla Camera e 115 in Senato) del 20 e 21 settembre riapre il dibattito sui costi della politica. Mettendo a confronto la spesa italiana con quella dei Paesi europei più simili, è possibile circoscrivere anomalie che non hanno più nessuna giustificazione. Lo facciamo con l’aiuto di Luca Verzichelli, del Centro interuniversitario di ricerca sul cambiamento politico (CIRCaP) dell’Università di Siena. Nei parlamenti delle principali democrazie europee la più rappresentativa è la Camera bassa. In Italia, con 630 deputati, la Camera costa 989 milioni. In Germania i mitglied des bundestages sono 707 e spendono 990 milioni. In Francia vi sono 577 deputes per 568 milioni di spesa dell’Assemblea nazionale. Nel Regno Unito 650 members dei House of Commons per 468 milioni. In Spagna, che ha un minor numero di abitanti, il Congreso ne spende meno di 100 con 350 deputati.

I costi e le ore di lavoro
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Recovery fund, istruzioni per l’uso. Gentiloni: “Non per ridurre le tasse”

venerdì, Settembre 18th, 2020

E ora il governo deve solo rimboccarsi le maniche e presentare i progetti e usufruire delle risorse europee del recovery fund: entro il 15 ottobre in via informale, entro aprile 2021 in via definitiva. A Bruxelles è tutto pronto per quanto riguarda le linee guida del pacchetto approvato dai leader Ue a luglio per affrontare la crisi economica da covid. Oggi la Commissione europea ha pubblicato le ‘istruzioni per l’uso’ per i governi per orientarsi nella selva di regole della ‘Recovery and resilience facility’, 672 miliardi di euro, il contenitore principale di sussidi e prestiti nel pacchetto ‘Next generarion Eu’ che ammonta a 750 miliardi. Prima regola: i soldi non devono essere usati per un taglio generalizzato delle tasse, avverte il commissario all’Economia Paolo Gentiloni. 

All’Italia, paese più colpito dal covid, è riservata la parte più cospicua dei finanziamenti, in totale 209 miliardi di euro, di cui circa 76 miliardi in sussidi: 44,72mld nel biennio 2021-22, gli altri 20,7mld nel 2023. Il governo di Roma dovrà seguire le note indicazioni contenute nelle ultime raccomandazioni della Commissione europea: riforma della pubblica amministrazione, giustizia, lavoro lotta all’evasione fiscale, equilibrio del sistema previdenziale.

Ma almeno il 20 per cento delle risorse dovrà essere destinata al digitale, 5g e reti in fibra, formazione tecnologica per tutti. Il 30 per cento invece dovrà essere indirizzato alla riconversione ecologica, ha detto ieri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel discorso sullo ‘Stato dell’Unione’ al Parlamento europeo. Che significa: rendere più ‘green’ gli edifici, i trasporti pubblici, incentivare le auto elettriche, le fonti di energia rinnovabili.

Secondo la Commissione, un’attuazione efficace del ‘Next generation Eu’ dovrebbe portare una crescita del 2 per cento del pil entro il 2024 e creare 2 milioni di posti di lavoro. Una task force di Palazzo Berlaymont si occuperà di esaminare i progetti presentati.

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Università: immatricolazioni in crescita

venerdì, Settembre 18th, 2020

di CORRADO ZUNINO

ROMA – Dice il ministro Gaetano Manfredi che il temuto crollo delle iscrizioni all’università non c’è stato. I dati completi arriveranno a metà ottobre, ma i segnali sulle immatricolazioni – le iscrizioni al primo anno – sono incoraggianti. Anche al Sud. “Abbiamo un aumento delle matricole tra il 5 e il 10 per cento nel Mezzogiorno”. In particolare si sta verificando un fenomeno inedito: “Alcuni giovani, che prima cambiavano regione, ora tentano di restare nel territorio di appartenenza. Vale soprattutto per i neo-immatricolati”. Il Covid starebbe mitigando la migrazione al Nord dei diplomati.

Il ministro dell’Universitàha dettagliato un caso: “A Catania l’incremento delle iscrizioni è del 5 per cento”. In generale, Manfredi ha attribuito la buona risposta delle famiglie italiane alle politiche di sconto attuate dal governo: “Abbiamo innalzato la No tax area nelle università al di sopra dei 20-25mila euro, quasi la metà degli studenti in corso non pagano tasse o le pagano in modo estremamente ridotto”.

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Manfredi: “Ora temo una fuga delle matricole. Meno tasse per fermarla”

di CORRADO ZUNINO  
A proposito dell’Università di Catania, il rettore Francesco Priolo ha annunciato, viste le richieste, mille posti in più nei corsi di laurea a numero programmato. L’Università della Calabria annuncia un 60 per cento di preiscritti in più, da 754 a 1.210, per un ateneo che “negli ultimi anni perdeva sistematicamente studenti iscritti”, ha detto il rettore Nicola Leone. Dal 2 settembre Unical ha incrementato i posti per le immatricolazioni in dodici corsi di laurea. Per Comunicazione e Dams, Economia aziendale, Filosofia e storia, Scienze dell’educazione “tutti i candidati che hanno partecipato al concorso hanno ora la facoltà di immatricolarsi”. L’aumento dei posti c’è stato anche per Chimica e Tecnologia farmaceutiche, Farmacia, Informazione scientifica del farmaco e dei prodotti per la salute, Lettere e Beni culturali, Lingue e Culture moderne, Scienza della nutrizione, Scienze e Tecnologie biologiche, Servizio sociale.

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Von der Leyen: “Sui migranti l’Europa sarà solidale e responsabile”

venerdì, Settembre 18th, 2020

dal nostro corrispondente ALBERTO D’ARGENIO

BRUXELLES – «L’attuale sistema europeo sui migranti non funziona più». Per questa ragione Ursula von der Leyen parlando ieri al Parlamento europeo ha annunciato che il regolamento di Dublino, la norma che lascia la responsabilità dei migranti al paese di primo ingresso, sarà cancellato. La presidente della Commissione Ue spiega il suo progetto per gestire i flussi nel corso di un’intervista con un gruppo di quotidiani europei la cui versione integrale sarà pubblicata domani da Repubblica. La proposta che presenteremo la prossima settimana sarà capace di «bilanciare solidarietà e responsabilità», assicura.

L’ex ministra della difesa tedesca spiega che il nuovo progetto di riforma tratterà tutti gli aspetti delle migrazioni, da quanto avviene nei paesi d’origine fino all’integrazione di chi avrà diritto di restare in Europa passando per controllo delle frontiere e rimpatri di chi non potrà beneficiare della protezione internazionale. Proprio grazie a questo lavoro «completo ed esaustivo», portato avanti in stretto contatto con i governi, von der Leyen spera che la riforma potrà essere approvata dai ministri dell’Interno dei Ventisette evitando di finire nel dimenticatoio come invece avvenne nel 2015 con le proposte sui migranti allora presentate da Jean-Claude Juncker.  

Von der Leyen parla a tutto campo, tocca vari scenari dello scacchiere internazionale. Sulla Russia dice che Nord Stream 2 «non ha migliorato i rapporti» con Putin. E di questo – afferma – «dovremo tenerne conto» nel disegnare le future strategie politiche europee nei confronti di Mosca. Accusa la Turchia di aver voluto «intimidire» Grecia e Cipro con le trivellazioni nelle loro acque territoriali e assicura che Atene e Nicosia hanno «la solidarietà europea» auspicando poi che il dialogo tra le parti porti a una «soluzione duratura» della disputa.

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L’Europarlamento: “Sanzioni alla Russia”. La Lega difende Putin

venerdì, Settembre 18th, 2020

emanuele bonini

Bielorussia e soprattutto Russia, europei uniti e compatti a eccezione degli italiani. Il Parlamento europeo condanna l’avvelenamento di Alexei Navalny, oppositore del presidente russo Vladimir Putin, contro il cui governo l’Aula adesso chiede sanzioni. Opzione su cui le delegazioni italiane producono tutte le risposte politiche possibili: «sì», «no», «forse». Nella risoluzione approvata a larga maggioranza – 532 favorevoli, 84 contrari, 72 astenuti – spicca la ferma opposizione della Lega, che rinnova ancora una volta la sua vocazione filo-russa, palesata anche con la decisione di non prendere provvedimenti contro il leader bielorusso Alexander Lukashenko, più vicino a Mosca che a Bruxelles.

La decisione della pattuglia del Carroccio a Bruxelles e Strasburgo è dettata dagli interessi nazionali in gioco e al doppio metro di giudizio dell’Ue. «L’ottusa logica delle sanzioni andrebbe a colpire e penalizzare anche aziende italiane», spiega a la Stampa Marco Zanni, presidente gruppo Identità e democrazia di cui la Lega fa parte. E poi «l’Europa fa affari con regimi come Cina e Turchia», e allora «perché non sanzionano il dittatore Erdogan, anziché continuare a finanziarlo coi soldi dei contribuenti?» Quindi precisa: l’avvelenamento di Navalny è «un atto che va condannato e sul quale vanno fatti tutti gli accertamenti», senza forzare la mano.

A pensarla come i leghisti anche i francesi di Rassemblement National, i tedeschi di Alterantive fur Deutschland, gli austriaci dell’FPO. Estrema destra europea ed euroscettici insieme, dunque. A dividersi sono invece Pd e 5 Stelle: i primi a favore di sanzioni contro Mosca, i secondi astenuti. A Bruxelles alleati di governo dunque distanti in politica estera, su un tema non certo irrilevante per l’agenda politica della maggioranza in Italia. Il voto al Parlamento europeo potrebbe rendere a questo punto necessari, se non verifiche, quanto meno chiarimenti tra i due partiti dell’esecutivo di Giuseppe Conte.

La coalizione giallo-rossa regge, invece, sulla Bielorussia. Nella risoluzione che non riconosce il voto delle scorse presidenziali e critica la repressione di Lukashenko (574 sì, 37 no, 82 astensioni), Pd e Movimento 5 Stelle censurano i fatti recenti e ancora attuali di Minsk, su cui invece la Lega si astiene. E dal Partito democratico non mancano critiche. «I leghisti hanno rifiutato di condannare la violazione di diritti umani e dei principi democratici fondamentali», sibila Piero de Luca, capogruppo Pd in commissione Unione europea, per il quale quella degli europarlamentari di Matteo Salvini è «una posizione vergognosa e inaccettabile».

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Terremoti: scossa di magnitudo 3.4 al largo di Reggio Calabria

venerdì, Settembre 18th, 2020

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata alle 3:16 al largo della costa sudorientale della Calabria. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 36 km di profondità ed epicentro 72 km a est di Reggio Calabria. Non si segnalano danni a persone o cose. 

LA STAMPA

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Vaccino per l’influenza, 17 milioni di dosi. Speranza: “Sono poche? No, basteranno”

venerdì, Settembre 18th, 2020

di ALESSANDRO FARRUGGIA

Roma, 18 settembre 2020 – Ministro Speranza, sono stati mesi durissimi, dolorosi, di decisioni difficili. Forse è già possibile un primo bilancio. Duecentonovantamila contagiati e 35 mila morti dopo, qual è la cosa della quale va più fiero e quale scelta non rifarebbe?

“I bilanci si faranno alla fine e purtroppo siamo ancora dentro la sfida al virus. Io credo che l’Italia abbia fatto la sua parte. Oggi i nostri numeri sono oggettivamente migliori dei principali paesi europei. La scelta di fondo di mettere la salute prima di tutto è stata corretta. Giudico fondamentale la sintonia che si è creata tra le difficili scelte del governo per contrastare il Coronavirus e la risposta dei cittadini. Senza questa sintonia non saremmo riusciti a piegare la curva dal verso giusto. Ovviamente non abbiamo la presunzione di pensare che tutte le decisioni prese siano state perfette, ma la grande lezione da imparare da questa crisi è la seguente: mai più tagli alla sanità, a cui purtroppo abbiamo assistito per troppo tempo”.

Sul piano umano cosa le sta insegnando questa esperienza?

“Poco più di 12 mesi fa ho giurato sulla Costituzione di difendere la salute di ogni individuo. Quell’articolo 32 è stato la mia guida nei momenti più difficili. Ma sono anche orgoglioso di quello che ha fatto il Paese e dell’unione e della solidarietà che abbiamo dimostrato come comunità”.

Sul piano politico come sono stati questi 12 mesi? E cosa si attende dalle regionali?

“Credo molto nel dialogo aperto tra centrosinistra e M5s. Ci siamo trovati sulle scelte per noi fondamentali che sono quelle della difesa della salute, della scuola e dell’ambiente: beni pubblici essenziali che proprio la pandemia ci ha ricordato quanto siano fondamentali. Tra qualche ora si apriranno le urne per le elezioni Regionali e io spero che gli elettori siano più bravi di noi, che raramente siamo riusciti a unire le forze che governano assieme a Roma. Spero che gli elettori arrivino dove non sono arrivati i gruppi dirigenti, con scelte intelligenti capaci di premiare che è effettivamente competitivo”.

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Lo Stato invadente e invisibile

venerdì, Settembre 18th, 2020
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di   Sabino Cassese

L’inchiesta giudiziaria in corso sulla Lombardia Film Commission per la compravendita di un immobile ha richiamato l’attenzione su questa e sulle molte istituzioni similari. La Lombardia Film Commission è stata istituita da Regione Lombardia e Comune di Milano per promuovere sul territorio la realizzazione di film, fiction tv, spot pubblicitari, documentari, al fine di «aumentare la visibilità del territorio lombardo» e «diffondere l’immagine della regione», oltre che per lo sviluppo delle imprese audiovisive e del «cineturismo». A questo fine, assiste, ospita, promuove, aiuta imprese private. Fa parte di una rete di diciannove analoghe istituzioni, create e finanziate da comuni e regioni, di dimensioni finanziarie diverse, ma con compiti assimilabili (alcune organizzano anche festival e sostengono in altro modo la produzione di audiovisivi). Tutte queste fondazioni non profit, ma costose per i bilanci regionali, pur essendo tra di loro in concorrenza, sono associate in un organismo nazionale, l’«Italian Film Commissions» e persino in un «European Film Commissions Network», che ne raggruppa 98. Queste istituzioni sono un bell’esempio del tentativo di specializzazione dell’azione dei poteri pubblici, che conduce all’«ad-hoc-crazia», ma è anche indice del sempre crescente loro interventismo e del conseguente sfarinamento dello Stato.

Perché il lettore abbia una idea concreta di questo fenomeno, ricorderò che, secondo le indagini più recenti, le partecipate pubbliche, in larghissima misura locali, sono 7.300, con oltre un milione di addetti (ma solo un quarto con più di 50 dipendenti), un quarto con più amministratori che dipendenti, molte in perdita strutturale, alcune inattive o incapaci di realizzare lo scopo sociale, molte doppioni. Su questa variopinta realtà, che ricorda l’Italia del comuni medievali, causa dell’«insigne faiblesse» (Fernand Braudel) della nostra penisola, e che sfugge a una conoscenza sistematica per la sua varietà, si sono cimentati di recente, con accurati rapporti, il Ministero dell’economia e delle finanze, l’Istituto nazionale di statistica, la Banca d’Italia, la Corte dei conti e persino il Fondo monetario internazionale. Nel 2014, Cottarelli ne fece oggetto di una analisi attenta. Nel 2016 il governo Renzi ne tentò una disciplina, con l’obiettivo di ridurre il numero di questa massa di organismi da circa 8mila a circa mille.

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Zaia: «Coi tamponi rapidi la risposta in 5 minuti: noi li abbiamo provati, vanno usati ovunque»

venerdì, Settembre 18th, 2020

di Marco Cremonesi

Zaia: «Coi tamponi rapidi la risposta in 5 minuti: noi li abbiamo provati, vanno usati ovunque»

Il governatore del Veneto Luca Zaia

«Ho parlato mercoledì con il ministro Speranza, gli ho posto la questione del tampone rapido per gli screening in luoghi come le scuole o ovunque servano risposte tempestive». Luca Zaia non fa campagna elettorale. Ma il calendario degli appuntamenti è serrato e passa la giornata tra un incontro e l’altro, con una differenza rispetto al solito: tuona contro chi gli ha hackerato il telefono e i profili WhatsApp e Instagram.

Il tampone che dà il responso in pochi minuti?

«Appunto. Credo sia da inserire in fretta nei protocolli della sanità pubblica: 5 o 6 minuti e sai se sei positivo, senza laboratorio. Tra l’altro proprio per verificarne l’attendibilità in Veneto abbiamo fatto molte prove doppie, sia con il tradizionale che con il rapido: risultati affidabilissimi. Non per nulla oggi ci sono 11 case farmaceutiche internazionali che lo propongono e il prezzo è sceso a 4,5 euro».

Ma il tampone rapido non è già utilizzato?

«Oggi il rapido, ovvero il test antigenico, è accettato per chi proviene da Grecia, Croazia, Malta e Spagna. Ma estendendone l’utilizzo si agevolerebbe enormemente la vita a famiglie e medici».

È d’accordo con il governatore del Piemonte Alberto Cirio che ha vinto la sua battaglia per far misurare la temperatura anche a scuola?

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