Archive for the ‘Salute’ Category

Covid, i rari casi di reinfezione in chi è vaccinato e il ruolo delle varianti

lunedì, Maggio 3rd, 2021

di Silvia Turin

Uno studio della Rockfeller University, pubblicato il 21 aprile sul New England Journal of Medicine ha descritto due casi di reinfezione da Covid in due persone precedentemente vaccinate con due dosi, rispettivamente di Moderna e Pfizer, con la seconda dose somministrata più di due settimane prima del test positivo.

La storia delle due reinfezioni

I ricercatori hanno effettuato un monitoraggio periodico all’interno della comunità dell’università su 417 persone vaccinate. Sono stati due i casi di reinfezione: la paziente 1 era una donna sana di 51 anni senza fattori di rischio per Covid-19 grave, che ha ricevuto la prima dose di vaccino il 21 gennaio 2021 e la seconda il 19 febbraio. 19 giorni dopo aver ricevuto la seconda dose di vaccino, la donna ha sviluppato mal di gola, congestione e mal di testa ed è risultata positiva per SARS-CoV-2. I suoi sintomi si sono gradualmente risolti in un periodo di 1 settimana. La paziente 2 era sempre una donna, di 65 anni, sana, senza fattori di rischio, che ha ricevuto la prima dose di vaccino il 19 gennaio e la seconda il 9 febbraio. Il 16 marzo ha lamentato affaticamento, congestione sinusale e mal di testa. Il 17 marzo è risultata positiva per SARS-CoV-2 RNA, 36 giorni dopo aver completato la vaccinazione. I suoi sintomi si sono stabilizzati e hanno iniziato a risolversi il 20 marzo.

Mutazioni resistenti

La prima donna aveva sviluppato titoli estremamente elevati di anticorpi neutralizzanti indotti dalla vaccinazione e nonostante questo si è reinfettata: questo dato suggerisce l’importanza, per la nuova infezione, della presenza di varianti del coronavirus. Il sequenziamento del genoma di entrambe le persone ha infatti rivelato mutazioni multiple, che non hanno indicato una variante tra quelle conosciute, ma mutazioni note, tra cui la E484K, identificata per la prima volta in Sud Africa e Brasile (che conferisce una certa resistenza a una classe comunemente indotta di anticorpi neutralizzanti) e la variante S477N, che si è diffusa a New York da novembre. Esiste una piccola probabilità di reinfezione, ma entrambi i soggetti sono guariti a casa e questo fatto supporta le prove che suggeriscono che la vaccinazione sia efficace nel prevenire malattie gravi, ma è importante sapere che gli individui vaccinati possono continuare a diffondere il virus. Ovviamente si tratta di pochissimi casi a livello statistico, ma è importante sapere che ci sono.

Malattia lieve ma potenzialità di diffusione

«L’idea che potremmo non avere più necessità di test nel mondo post-vaccino probabilmente non è accettabile in questo momento.

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“Non ha senso scientifico la limitazione agli under 60 del vaccino AstraZeneca”

domenica, Maggio 2nd, 2021

Edoardo Izzo

«Sono d’accordo con l’ok dell’Aifa alla somministrazione della seconda dose del vaccino AstraZeneca agli under 60. In realtà, a livello scientifico, una limitazione all’uso non ha senso. Tanto più che anche l’Ema (Agenzia europea del farmaco) ha ribadito che il vaccino è utilizzabile dai 18 anni in su». Non ha peli sulla lingua Enrico Bucci – Ph.D. in Biochimica e Biologia molecolare, professore aggiunto alla Temple University di Philadelphia – che in un’intervista a La Stampa parla di vaccini e di scelte non sempre coerenti da parte delle agenzie regolatorie. «Mettere un ‘freno’ alla vaccinazione degli under 60 con Vaxzevria (nome commerciale del prodotto di AstraZeneca) può essere accettabile per dare priorità a quelle categorie che sono le più colpite dal Covid-19 grave, ovvero gli anziani. Questo a maggior ragione se, come sembra, non avremo problemi con l’arrivo di altri vaccini. Invece se i tentennamenti su AstraZeneca portassero a perdere tempo nelle vaccinazioni, questo sarebbe un errore». Esitazioni, molto spesso ingiustificate, ma che potenzialmente potrebbero ritardare la campagna di vaccinazione del commissario straordinario, Francesco Paolo Figliuolo, che ha annunciato di voler iniziare una vera e propria somministrazione di massa da fine maggio, quando saranno tolti i limiti di età. La speranza, tra le altre cose, e che non tardino le consegne di Pfizer e Moderna. Proprio sulla tecnologia utilizzata dalle due case farmaceutiche statunitensi, Bucci, tira dritto e si dice favorevole. Sempre controllando gli effetti collaterali, trattandosi di un prodotto nuovo. «I vaccini a mRna come Pfizer e Moderna, – spiega Bucci – se non emergeranno controindicazioni, rappresentano il futuro non solo per i vaccini, ma più in generale per i farmaci.

Basti pensare al cancro». «Ovviamente sono molto favorevole a questa tecnologia, perché è eccezionale, ma richiede vigilanza. – spiega il professore – Sembrerebbe di grande efficacia, ma vanno seguiti gli effetti collaterali che al momento bisogna dire non sembrano preoccupanti». Parlando di vaccini e, leggendo la rubrica sul “Foglio” che il professor Bucci tiene regolarmente, si passa ad un argomento spinoso: il vaccino tutto italiano ReiThera. «Su questo vaccino sono state fatte scelte difficilmente comprensibili, tanto è vero che ora si sta pensando di cambiare il prodotto riconvertendolo in un mRna», spiega il professore. «A mio parere c’è un conflitto di interessi dell’Aifa, – afferma Bucci – che era presente con il direttore generale, Magrini, alla conferenza stampa del 5 gennaio dove si illustravano i risultati di uno studio di fase 1 e si decretava già l’efficacia del prodotto». Era il periodo del Governo Conte 2 e a guidare la “Macchina” c’era l’ex commissario, Domenico Arcuri. «Non vedo invece conflitti di interessi nello Spallanzani, – dice Bucci – ma c’è interesse politico della Regione. Usano l’ospedale Spallanzani per promuovere cose che la politica decide».

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Variante indiana, misure di sicurezza negli aeroporti e tracciamento: il confronto Roma-Milano

domenica, Maggio 2nd, 2021

di Andrea Camurani e Margherita De Bac

Variante indiana, misure di sicurezza negli aeroporti e tracciamento: il confronto Roma-Milano

Cosa succede quando arrivano passeggeri provenienti dall’India ? Quali sono i controlli e le procedure messe in atto negli aeroporti e nei Covid hotel per evitare il diffondersi della variante indiana? Ecco un confronto di come viene applicata l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza nei due scali principali del Paese, Milano Malpensa e Roma Fiumicino.

La ricerca di 300 indiani sbarcati a Fiumicino

«Oggi, primo maggio i nostri operatori sono al lavoro per rintracciare, con la collaborazione delle comunità sikh, i cittadini rientrati in Italia nei 14 giorni precedenti l’ordinanza del ministero della Salute che ha permesso l’ingresso solo ai passeggeri con cittadinanza italiana. Ne stiamo rintracciando circa 300, per sottoporli a tampone. Pochi rispetto ai tanti che è probabile siano tornati dal loro Paese per riprendere l’attività sui campi soprattutto nel territorio pontino». Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione è molto allarmato. C’è il rischio serio che centinaia di viaggiatori di nazionalità indiana siano sbarcati a Fiumicino positivi al coronavirus e siano sfuggiti alla sorveglianza prima che siano state alzate le barriere per contrastare il diffondersi della variante indiana, come viene chiamata la mutazione del virus Sars-CoV-2 sequenziata per la prima volta da ricercatori indiani. Nel Lazio risiede la più numerosa comunità sikh italiana, circa 30mila esponenti, distribuiti soprattutto nelle aziende di zootecnica, la metà senza regolare permesso di soggiorno. D’Amato ritiene improbabile che si presentino spontaneamente ai controlli. E lamenta la mancanza di un coordinamento nazionale da parte dell’Usmaf, gli uffici di sanità aerea, marittima e di frontiera: «Gli interventi non possono riguardare le singole Regioni. Noi non abbiamo gli elenchi dei passeggeri rientrati con i voli diretti dall’India, il sistema è un colabrodo». Sono risultati positivi il 9% dei 220 arrivati con l’ultimo volo dall’India non soggetto a restrizioni, compresi alcuni membri dell’equipaggio e il comandante. Per loro è scattata la quarantena fiduciaria in due strutture, allo Sheraton e in un centro militare della Cecchignola. Fiduciaria significa non obbligatoria e sorvegliata, come avviene in Usa e Australia. La situazione è critica a Bella Farnia, dichiarata zona rossa, dove è stato localizzato un focolaio di Sars-CoV-2, importato.

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Viaggi e tamponi, come fare con i bambini? Le regole (diverse) dei Paesi in Europa

domenica, Maggio 2nd, 2021

di Leonard Berberi

Paese (europeo) che vai, regole d’ingresso (diverse) che trovi. Alle porte di quella che sarà la seconda estate in compagnia del coronavirus e in attesa che il passaporto sanitario digitale europeo diventi realtà, le famiglie italiane che vogliono programmare una vacanza al di fuori dell’Italia, ma entro i confini del Vecchio continente, devono fare attenzione ai requisiti d’ingresso previsti dal singolo Stato. Per scoprire che almeno per qualche settimane tocca fare il tampone pure ai propri figli. E che bisogna stare attenti alla destinazione perché l’età minima è diversa.

Il «green pass» europeo

Ma prima un passo indietro (e in avanti): il «green pass» europeo, il documento digitale pensato per facilitare gli spostamenti e dove inserire i propri dati (tampone negativo al coronavirus o avvenuta vaccinazione), dovrebbe debuttare ufficialmente all’interno dell’Ue il 30 giugno dopo circa un mese e mezzo di test. I Paesi sono stati suddivisi in tre gruppi sulla base di quanto sono preparati tecnologicamente ad «emettere» queste certificazioni. Nel gruppo 1 — quello dei più «avanzati» — ci sono l’Italia, la Spagna, Malta, la Grecia, la Bulgaria, l’Estonia e il Lussemburgo: toccherà a questi Stati provare per primi il «green pass».

Quante ore prima dell’ingresso va fatto il tampone per ogni Paese (per alcuni è riconosciuto solo quello molecolare)

Quante ore prima dell’ingresso va fatto il tampone per ogni Paese (per alcuni è riconosciuto solo quello molecolare)

I diversi requisiti

Ma per le famiglie che non faranno in tempo a vaccinarsi prima dell’estate e, soprattutto, per chi ha figli minori alcuni requisiti di ingresso potrebbero restare. Uno in particolare: la negatività a un tampone molecolare o rapido dipende dal singolo Paese. Come dipende dal singolo Paese non soltanto la tempistica — c’è chi chiede che il test venga eseguito entro 72 ore dallo sbarco e chi entro 48 ore —, ma anche a che età un figlio deve fare il tampone o quando non è richiesto alla frontiera. Su quest’ultimo aspetto le regole sono le più varie anche all’interno dell’Europa e cambieranno a seconda della campagna vaccinale e dell’ondata epidemiologica (per cui sempre meglio informarsi qualche giorno prima del viaggio).

Il documento europeo

Un documento dello scorso dicembre del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) suggerisce agli Stati — attraverso delle semplici linee guida — di esentare dal tampone d’ingresso i bimbi con meno di 24 mesi. Per quelli dai 2 anni in su, invece, lascia libertà di decisione, aggiungendo però che «gli Stati membri potrebbero considerare metodi alternativi».

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Variante indiana, sul volo da Delhi a Roma con i tamponi falsi pagati 20 euro

sabato, Maggio 1st, 2021

di Mauro Evangelisti

ROMA «Ma il tampone non l’ho fatto, ho pagato e mi hanno rilasciato un timbro, un falso certificato. E così sono salito sull’aereo». Tra i 223 passeggeri dell’aereo proveniente da Nuova Delhi e atterrato a Fiumicino mercoledì sera, in molti hanno spiegato che per imbarcarsi hanno pagato una falsa dichiarazione di negatività. In linea teorica serviva un tampone negativo per prendere l’aereo diretto in Italia, ma con l’equivalente di 20-30 dollari hanno raccontato alcuni dei viaggiatori (in gran parte indiani con residenza e occupazione nel nostro Paese) il controllo si poteva aggirare.

Queste testimonianze, raccolte dai medici e dai funzionari della Regione Lazio che hanno effettuato i test agli arrivi, spiegano come sia stato possibile che il 9 per cento, cioè 23 compresi 2 membri dell’equipaggio, siano sbarcati a Fiumicino positivi, come dimostrato dai tamponi a raffica organizzati dalla Regione Lazio, dallo Spallanzani con l’ausilio di Aeroporti di Roma. Solo in queste ore sapremo se, come molto probabile, siano tutti stati contagiati dalla variante indiana. Ma la storia dei tamponi falsi ricorda un film già visto, quello dell’estate del 2020 per chi tornava dal Bangladesh. Anche i media indiani stanno scrivendo del caso dei tamponi falsi. 

Ha scritto Quartz India: «Il primo aprile, il governo dello stato occidentale del Gujarat ha chiuso un paio di laboratori dopo aver scoperto che vendevano risultati falsi negativi al Covid-19. Questo non è un evento isolato. Ci sono stati diversi casi in cui i cittadini indiani hanno eluso le regole di quarantena o viaggiato liberamente senza fare un test molecolari che diversi stati hanno reso obbligatorio. Un falso rapporto negativo da un laboratorio patologico costa solo Rs2.000 ($ 26,8) a Noida, alla periferia di Delhi, secondo una persona che lo ha chiesto e non voleva essere nominato». Indiatoday raccontava ieri: «La polizia di Ernakulam, in Kerala, ha arrestato i componenti di una banda coinvolta nell’emissione di falsi risultati negativi ai tamponi molecolari». Il titolare di un’agenzia di viaggi vendeva biglietti aerei insieme al referto di falsi test negativi. Sono solo due esempi di un fenomeno conosciuto e la decisione del Ministero della Salute, con due differenti ordinanze (la prima meno restrittiva perché consentiva di partire dall’India e arrivare in Italia a chi qui ha solo residenza, permesso di lavoro o per ricongiungimento familiare, la seconda più rigida, perché permette solo il rientro di chi ha la cittadinanza italiana) è forse arrivata troppo tardi.

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Vaccino Covid, le date per le prenotazioni: a giugno tocca ai 40-50enni

sabato, Maggio 1st, 2021

di Fabio Savelli

Un percorso a tappe condizionato da un’unica incognita: la consegna delle dosi nei tempi e nei quantitativi previsti. A maggio sono destinate all’Italia 17 milioni di fiale, a giugno altre 30. Ora che la macchina è appena andata a regime rispettando alla lettera il programma del commissario Figliuolo500mila somministrazioni al giorno (508.158 il 29 aprile, ieri poco meno secondo le stime) — non resta che sperare che le forniture arrivino puntuali, da «orologio svizzero» descrivendo quello che è diventato il modello Pfizer. Dosi regolari, a cadenza settimanale, consegnate negli hub vaccinali secondo la propria rete logistica: una modalità che permette di ridurre di almeno 24 ore l’utilizzo delle fiale da parte delle regioni che altrimenti si perdono nel transito da Pratica di Mare, punto di arrivo degli altri sieri.

I dubbi riguardano AstraZeneca di cui sono attese 7 milioni di fiale in due mesi. Necessarie anche per i richiami da effettuare ad un milione e mezzo di italiani, prevalentemente personale scolastico e militare. Ieri Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute, ha confermato che «nulla è cambiato»: i richiami verranno effettuati col siero Vaxzevria, anche per gli under 60 di cui l’Ema ne ha solo raccomandato l’uso per quelli oltre questa soglia non vietandolo per gli altri.

(Qui lo speciale del Corriere sui dati della campagna vaccinale)

La tempistica per età

Se questa velocità di crociera dovesse essere rispettata senza pesanti riduzioni nelle forniture ci potremmo trovare di fronte all’avvio della campagna massiva a partire tra il 15 e il 20 maggio. Il condizionale è d’obbligo, ma le proiezioni della struttura commissariale — confermate da quasi tutte le regioni — segnalano che una volta messi in sicurezza la gran parte degli over 65 si aprirà la «fase in parallelo» pensata dal commissario Figliuolo.

Si comincerà con la campagna di vaccinazione aziendale perché i lavoratori devono avere una corsia preferenziale per far ripartire il Paese. Si aggiungeranno almeno 732 punti vaccinali all’attuale rete coinvolgendo tutte le grandi aziende che hanno già contattato la struttura commissariale e le regioni, di cui una gran parte aderisce a Confindustria che ne ha stilato il programma. Alcune — le più equipaggiate — potranno persino diventare dei centri asl per vaccinare non solo i propri addetti ma anche la comunità territoriale. In quegli stessi giorni verranno vaccinati la gran parte degli over 60 rimasti e prenderà l’avvio la copertura della fascia 55-59 anni di cui molte regioni stanno aprendo in questi giorni le prenotazioni.

La copertura dei fragili

Saranno i giorni decisivi per «coprire» soprattutto tutti gli italiani in categoria 4 secondo le raccomandazioni dell’istituto superiore di Sanità: cioè i fragili under 60 di cui sono appena partite le prenotazioni in gran parte delle regioni. Le adesioni per la fascia 50-54 anni si apriranno invece realisticamente attorno al 17 maggio, segnalano alcune regioni come Veneto, Piemonte e Lombardia. Di solito lo scostamento tra prenotazione poi somministrazione è quantificabile nell’ordine di 20-25 giorni. Uno scarto temporale che permette di dare una proiezione puntuale della curva vaccinale ove non dovessero verificarsi punti di rottura, cioè consegne mancate o sospensione precauzionale di qualche vaccino. A scalare con l’età avverranno le prenotazioni successive.

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Coronavirus in Italia, il bollettino di oggi 30 aprile: 13.446 nuovi casi e 263 morti

venerdì, Aprile 30th, 2021

di Paola Caruso

Coronavirus in Italia, il bollettino di oggi 30 aprile: 13.446 nuovi casi e 263 morti

Sono 13.446 i nuovi casi di coronavirus in Italia (ieri sono stati +14.320, qui il bollettino). Sale così ad almeno 4.022.653 il numero di persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2 (compresi guariti e morti) dall’inizio dell’epidemia. I decessi odierni sono 263 (ieri sono stati +288), per un totale di 120.807 vittime da febbraio 2020. Le persone guarite o dimesse sono complessivamente 3.465.576 e 15.621 quelle uscite oggi dall’incubo Covid (ieri +18.088). Gli attuali positivi — i soggetti che hanno il virus — risultano essere in tutto 436.270, pari a -2.439* rispetto a ieri (-4.062 il giorno prima), in calo dal 6 aprile.

I tamponi e lo scenario

I tamponi totali (molecolari e antigenici) sono stati 338.771, ovvero 8.696 in più rispetto a ieri quando erano stati 330.075. Mentre il tasso di positività è 4% (l’approssimazione di 3,969%): vuol dire che su 100 tamponi eseguiti, 4 sono risultati positivi; ieri era 4,3%. Qui la mappa del contagio in Italia.

Meno contagi in 24 ore rispetto a ieri. Dal confronto, lo scorso venerdì (23 aprile), quando sono stati registrati +14.761 casi con un tasso di positività del 4,7%, si vede un miglioramento: meno positivi e un rapporto di casi su test del 4%. Secondo l’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità nessuna regione è a rischio elevato: l’incidenza scende a 146 per 100 mila abitanti (era 152 la settimana prima), ma cresce leggermente l’indice Rt nazionale che diventa 0,85 (era 0,81). «Il lieve aumento dell’Rt rientra nel quadro di stabilità», precisa Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute.

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«In Italia mezzo milione di vaccinati in un giorno»: l’annuncio di Speranza

venerdì, Aprile 30th, 2021

di Claudio Del Frate

«In Italia mezzo milione di vaccinati in un giorno»: l'annuncio di Speranza

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Per la prima volta da quando a gennaio è cominciata la campagna anti Covid, l’Italia ha superato la fatidica soglia del mezzo milione di vaccinazioni in un giorno. Lo ha confermato questa mattina il ministro della salute Roberto Speranza con un post su Facebook: «Ieri in Italia sono state somministrate oltre 500 mila dosi di vaccino. Grazie alle donne e agli uomini del Servizio Sanitario Nazionale e a tutte le istituzioni per il gran lavoro di squadra. Il vaccino è la vera strada per uscire da questi mesi così difficili» scrive il responsabile del dicastero confermato una previsione formulata giovedì sera dal commissario Francesco Figliuolo.

Un dato da consolidare

Il dato ufficiale fornito dal ministero della Sanità, relativo alla giornata del 29 aprile, per la verità è leggermente sotto il mezzo milione (497.993, per le precisione) ma è in attesa di essere consolidato.Di sicuro la campagna di vaccinazione ha conosciuto un colpo di acceleratore: mercoledì erano state somministrate 397.000 dosi, il giorno precedente 365.000. Si tratterà di vedere, adesso se il ritmo verrà mantenuto in modo da arrivare al traguardo stabilito sempre da Figliuolo del 60% di italiani immunizzati entro la fine di luglio.

Svolta in tutta Europa

Ma la svolta pare essere arrivata in tutta Europa. Ieri il ministro della Salute tedesco Jens Spahn ha annunciato che la Germania ha superato il «muro» del milione di vaccinati in un giorno (1,1 milioni per la precisione). Anche la Spagna ha registrato una giornata record con oltre 460.000 dosi. La ragione sta nel cambio di passo a cui si è assistito in questi giorni nelle forniture da parte delle case farmaceutiche. Nei frigoriferi in Italia ci sono ora circa 5,5 milioni di dosi. Con i 2 milioni di «shot» di AstraZeneca e il mezzo milione tra Moderna e Johnson&Johnson arrivati in 48 ore e in distribuzione alle Regioni l’obiettivo delle 500 mila somministrazioni al giorno è a portata di mano. Tanto più considerando che a maggio sono attesi 15 milioni di vaccini – forse 17 secondo il commissario Francesco Figliuolo (a fronte dei 9 di aprile) – e a giugno addirittura 31 milioni, più di un milione al giorno in media.

Lo «spread» con la Germania (anche sui vaccini)

Nonostante tutto ciò, l’Italia rimane in coda tra i grandi Paesi europei per la percentuale di adulti che hanno ricevuto almeno una dose. Secondo il rapporto settimanale dell’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), aggiornato al 25 aprile, l’Italia ha iniettato almeno una dose di vaccino al 24,8% della popolazione adulta, contro il 28,1% della Germania, il 26,7% della Francia, il 27,6% della Spagna e il 24,9% della Polonia.

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Il Garante della Privacy: “Molti rischi per i dati sensibili. Così il pass vaccinale non va”

venerdì, Aprile 30th, 2021

Flavia Amabile

ROMA. La norma del governo che istituisce il pass vaccinale non è chiara e non tutela la privacy dei cittadini, va modificata, insiste Pasquale Stanzione, presidente dell’Autority per la protezione dei dati personali.

Che cosa contesta alla norma? «Così com’è, la norma non circoscrive sufficientemente l’ambito di utilizzo dei pass, con il rischio di interpretazioni, magari in buona fede, che però abbiano l’effetto di estenderne indebitamente il perimetro. Non vi è una chiara definizione dei protagonisti del trattamento (titolare e responsabile in particolare) necessaria invece, a tacer d’altro, per l’esercizio, da parte degli interessati, dei diritti loro riconosciuti dalla disciplina privacy. Inoltre, la previsione di due modelli diversi di pass a seconda che siano tampone negativo o da guarigione o, invece, da vaccino andrebbe sostituita dall’indicazione della sola scadenza temporale del certificato. Vanno poi introdotte garanzie adeguate alla natura dei dati trattati, che sono sensibili».

Il governo non l’ha consultata quando ha scritto il decreto che prevede l’introduzione dei pass. Se l’aspettava?

«È una questione di osservanza di norme, come quelle che impongono il parere obbligatorio, ancorché non vincolante, del Garante, a tutela tanto di un diritto di libertà, quale è appunto la privacy, quanto della stessa efficacia delle misure di contrasto della pandemia. Norme dall’ambito applicativo non ben definito, prive di una chiara indicazione dei soggetti responsabili e delle misure idonee a prevenire indebiti trattamenti dei dati, rischiano infatti di complicare, anziché agevolare l’azione di contrasto della pandemia».

Secondo Fratelli d’Italia l’Autorità non aveva mai contestato in modo così diretto un atto del governo.

«Laddove è apparso necessario, il Garante è intervenuto sempre, anche in passato, a sottolineare le criticità di provvedimenti proposti o approvati, come per l’obbligo della conservazione fino a sei anni dei tabulati o l’imposizione della rilevazione biometrica della presenza dei dipendenti pubblici. In ciascuno di questi casi l’intento del Garante è sempre stato costruttivo, volto cioè a indicare quali aspetti rivedere e perché, alla ricerca del miglior equilibrio possibile tra i vari interessi in gioco».

Forza Italia, invece, denuncia che con il suo intervento lei mette a rischio la funzionalità del pass.

«La funzionalità del pass rischia di essere pregiudicata non già dalle richieste di modifica del Garante, ma dalle lacune della norma che auspico possano essere colmate, almeno in sede di conversione del decreto legge».

In molti l’accusano di aver già affossato l’app Immuni con i suoi rilievi…

«Con Immuni si è scelto un sistema che, pur garantendo un tracciamento efficace, non ci condannasse a forme di biosorveglianza invasive come sarebbe stata la geolocalizzazione obbligatoria. I limiti che ne hanno contrassegnato l’applicazione non sono diversi da quelli che hanno caratterizzato il contact tracing digitale negli altri Paesi europei, dovuti probabilmente a una percezione scorretta del reale funzionamento del sistema».

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Fiumicino, variante indiana: trovati 23 Covid positivi (il 9%) ai tamponi su volo proveniente dall’India

giovedì, Aprile 29th, 2021

di Clarida Salvatori

Sono in totale 23 i passeggeri del volo, atterrato a Fiumicino ieri sera alle 21,15 e proveniente dall’India, risultati positivi al tampone per la ricerca del Covid-19. Tra loro anche due dipendenti della compagnia aerea. Una percentuale che si attesta al 9%. «A bordo 213 passeggeri e 10 componenti dell’equipaggio – ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato -. Alle 22 sono iniziate le operazioni delle Uscar che sono andate avanti fino a tarda notte».

Alle Unità speciali di continuità assistenziale regionale, che da inizio pandemia affrontano le situazioni più complesse, entrando nel cuore del contagio,e agli operatori che hanno consentito lo screening sui passeggeri, sono andati i ringraziamenti del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: «Grazie alle unità Uscar, alla Protezione Civile e alle Forze dell’Ordine. Bene il Ministro Speranza che ha bloccato i voli, ora ribadiamo che l’Europa deve attivare azioni coordinate per scongiurare il peggio #varianteindiana». Queste le sue parole in un post su Facebook.

Le operazioni di screening nello scalo della Capitale erano state allestite dopo l’allarme lanciato ieri da Zingaretti e lo stesso assessore D’Amato, anche in virtù dell’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, datata 25 aprile, che vieta i voli provenienti dall’India e impone la quarantena a chi era tornato in Italia nei 14 giorni precedenti, nel tentativo di arginare la diffusione della variante indiana.

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