Archive for the ‘Salute’ Category

Coronavirus, continua il leggero calo dei contagi ma salgono i morti: +1.941 malati in più e altre 636 vittime

lunedì, Aprile 6th, 2020

Torna a crescere il numero dei morti nel bilancio quotidiano fornito dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli: 636, domenica erano stati 525. Migliori gli altri dati con i nuovi contagiati a 1.941 contro i 2.972 di ieri. Il trend dei contagi è quindi in lento calo. In Lombardia le persone positive sono in tutto 51.532 con una crescita nelle ultime 24 ore di 1.079 casi (di cui 112 a Milano). I deceduti sono 297 in più (nel complesso sono 9.202 le vittime da inizio emergenza). “Situazione in lento ma costante miglioramento”, ha detto l’assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera.

Morti altri due medici: il bilancio sale a 89

Altri due medici sono morti per l’epidemia di Covid-19. Sono Adelina Alvino De Martino, cardiologa in pensione, e il medico penitenziario Salvatore Ingiulla. Il bilancio, secondo quanto si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici, sale a 89 dottori deceduti.
  06 apr 18:32

Membro Comitato tecnico scientifico: “Non ridurre il livello d’allarme”

“I dati che vediamo sono meno allarmanti e l’andamento che vediamo ci deve essere di conforto, ma non ci deve far ridurre il livello di allarme” poiché anche oggi si segnalano duemila malati in più e 600 morti. Così il membro del Comitato tecnico scientifico Luca Richeli ha risposto a chi gli chiedeva quando fosse possibile ridurre le misure. “I risultati delle misure di contenimento e dei nostri sforzi sono sotto gli occhi di tutti. Le decisioni dopo il 13 aprile saranno a livello politico”.  06 apr 18:31

Oms: forniremo ai Paesi parametri precisi per fase 2

L’Oms fornirà ai Paesi dei “parametri precisi” da applicare per uscire dal lockdown e avviare la fase due. Lo ha annunciato il dottor Mike Ryan nel consueto briefing dell’Organizzazione sul coronavirus.  06 apr 18:29

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Coronavirus, mascherine ‘altruiste’, ‘egoiste’ e ‘intelligenti’: il tutorial del chirurgo Gasbarrini

lunedì, Aprile 6th, 2020

Di mascherine – come ormai tutti sapranno – ne esistono vari tipi, anche molto diversi fra loro e destreggiarsi fra tutte le tipologie può diventare complicato per i non addetti ai lavori. Può risultare dunque d’aiuto questo breve e schematico tutorial pubblicato su Fb dal dottor Alessandro Gasbarrini, direttore della Chirurgia vertebrale a indirizzo oncologico e degenerativo dell’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna.

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Coronavirus, Pesenti: «Pochi due giorni per parlare di trend. Vedo aumentare il numero di malati tra 40 e 50 anni»

lunedì, Aprile 6th, 2020

di Cesare Giuzzi

Coronavirus, Pesenti: «Pochi due giorni per parlare di trend. Vedo aumentare il numero di malati tra 40 e 50 anni»
Antonio Pesenti, primario di anestesia al Policlinico di Milano
Antonio Pesenti, primario di anestesia al Policlinico di Milano

Professore, i numeri sui ricoveri nelle terapie intensive della Lombardia sono in calo da due giorni. Sabato 55 in meno, ieri meno 9. È iniziata la fase meno acuta?
«I dati ci dicono che c’è una diminuzione della pressione sulle terapie intensive. Bisogna capire come si sta evolvendo la situazione».
In che senso?
«Due giorni di calo possono significare molte cose. Anche, semplicemente, che siamo in una fase dove i malati sono meno gravi. Oppure che la situazione è quantomeno stabile. Lo capiremo tra qualche giorno». Antonio Pesenti è il direttore dell’Unità operativa complessa di Anestesia ed Emergenze del Policlinico di Milano. Uno dei settori più sotto pressione in queste settimane di emergenza coronavirus in Lombardia. Sarà proprio il Policlinico a gestire il nuovo ospedale realizzato in Fiera per i pazienti Covid-19.
Come sono state queste settimane?
«Diciamo che abbiamo moltiplicato i pani e i pesci. Questa è stata la settima domenica dall’esplosione dell’emergenza. Ogni giorno abbiamo aperto nuovi letti di terapia intensiva. Abbiamo fatto addestramenti molto rapidi per il personale. C’è stata grande collaborazione dei medici, dei colleghi».

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Coronavirus, così funzionano i test sierologici per ottenere la «patente di immunità»

lunedì, Aprile 6th, 2020

di di Silvia Turin

I test sierologici sono eseguiti a partire dal sangue e ci dicono se (ora o in precedenza) siamo venuti a contatto con il Sars-CoV-2. Cercano gli anticorpi che l’organismo produce in risposta a un virus specifico e non sostituiscono gli ormai famosi «tamponi» che servono a capire se una persona è infetta e contagiosa. Gli anticorpi che i test cercano sono essenzialmente di due tipi: IgM (Immunoglobuline M), che si manifestano entro 7 giorni circa dalla comparsa dei sintomi e permettono di confermare la diagnosi di infezione con grande precisione e IgG (Immunoglobuline G), prodotti dopo 14 giorni, che sono la nostra «memoria immunitaria» e ci proteggono anche se, nel caso del Sars-CoV-2, non sappiamo bene per quanto tempo e in quale misura.

Le tipologie di test

A oggi sono disponibili tre tipi di test sierologici: due «quantitativi» da laboratorio con due tipologie di metodo diverse (in chemiluminescenza e in EIA) e uno «qualitativo» ad immunocromatografia, definibile «rapido» (con tempi di risposta di circa 15 minuti). I test rapidi hanno una minore precisione. Nella fase attuale dell’epidemia utilizzare solo questi test comporterebbe un problema importante: la diagnosi non rileverebbe un’infezione nelle sue fasi iniziali e la prima settimana spesso è quella in cui le persone rilasciano il virus nella massima concentrazione. Avere prodotto gli anticorpi, infatti, non significa non essere contagiosi. «Ecco perché questi test vanno bene per valutare gruppi di popolazione, ma sono pericolosi su una singola persona — sostiene Pregliasco, virologo dell’università Statale di Milano —: se ho un falso positivo, il soggetto penserà di essere immune e potrebbe infettare altre persone. Anche se si parla del 3% è comunque un rischio: non può essere l’unico paramento per programmare la ripartenza».

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Coronavirus, mascherine obbligatorie anche in Toscana. Le regole nelle altre Regioni

domenica, Aprile 5th, 2020

di Fiorenza Sarzanini

Coronavirus, mascherine obbligatorie anche in Toscana. Le regole nelle altre Regioni

Anche la Toscana renderà obbligatorio l’uso di mascherine per uscire di casa. E lo farà appena saranno distribuite le tre mascherine a testa già previste. Ad annunciarlo su Facebook è il governatore Enrico Rossi: «Leggo sui giornali che sono ripresi troppi comportamenti sbagliati da parte dei cittadini e che ci sono troppi assembramenti. Per questo oggi stesso voglio fare un’ordinanza che rende obbligatorio l’uso della mascherina all’esterno delle abitazioni. La mia intenzione è che l’ordinanza diventi esecutiva comune per comune a partire dalla data nella quale il Comune stesso ci comunicherà di avere effettuato la consegna a domicilio dei dispositivi, tre a testa».

Il governo nei provvedimenti finora emanati non ha previsto l‘obbligo di mascherine se non per coloro che effettuano lavori aperti al pubblico e per chi si occupa della consegna dei pasti a domicilio. Ecco quali sono le regole nelle altre Regioni.

Lombardia

L’ordinanza firmata 4 aprile 2020 «introduce anche l’obbligo per chi esce dalla propria abitazione di proteggere sé stessi e gli altri coprendosi naso e bocca con mascherine o anche attraverso semplici foulard e sciarpe». E «gli esercizi commerciali al dettaglio già autorizzati (di alimentari e di prima necessità) hanno l’obbligo di fornire i propri clienti di guanti monouso e soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani»

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Coronavirus, troppi in giro: la stretta sui controlli. Più pattuglie e posti di blocco

domenica, Aprile 5th, 2020

di ALESSANDRO FARRUGGIA

Roma, 5 aprile 2020 – Sono più di un milione – per la precisione 1.034.796 – i controlli delle forze negli ultimi tre giorni contro i ’furbetti’ della pandemia. Superiori a 245 mila al giorno (ieri 246.959) i controlli sulle persone, ai 93 mila quelli agli esercizi commerciali (ieri 93.064). Complessivamente dall’11 marzo al 3 aprile i controlli alle persone sono stati 4.630.538, quelli agli esercizi commerciali 2.040.055. La rete stesa a protezione delle misure di distanziamento sociale ha portato negli ultimi tre giorni a 22.836 denunciati, ben dei quali 8.187 ieri. Tra questi anche cittadini che in quarantena, scesi in strada come se nulla fosse contando di non essere beccati. Scommessa pagata cara per 94 di loro negli ultimi tre giorni. 

Questo fine settimana di temperature miti e la consapevolezza diffusa che il picco sia ormai raggiunto ha fatto preoccupare molti sindaci, che in vista della Pasqua hanno rinnovato l’invito a stare a casa. “C’è più gente in giro – ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel consueto videomessaggio ai suoi concittadini –. Stamattina (ieri per chi legge, ndr) ho convocato il capo della polizia locale alle 9 e gli ho chiesto di fare più controlli. La stessa richiesta l’ho fatta al prefetto. Però mettiamoci d’accordo, non è che il gioco del momento è diventato guardie e ladri. Anche perché le guardie non sono sufficienti per controllare i comportamenti di 1,4 milioni di persone. Ognuno deve fare più che mai il proprio dovere”. La parola d’ordine è responsabilità. Ma da lunedì saranno disposti sul territorio milanese circa 180 agenti in più, di cui 64 nuove reclute. 

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Coronavirus, il fisico Vespignani: «Impossibile il ritorno alla normalità a giugno o luglio»

domenica, Aprile 5th, 2020

di Giuseppe Sarcina

Dal nostro corrispondente
WASHINGTON —«L’Italia si sta avvicinando a un punto di inversione, ma dobbiamo avere pazienza e usare queste settimane per programmare il futuro che non potrà che essere emergenziale». Alessandro Vespignani, 55 anni, nato a Roma, fisico informatico, è il direttore del «Laboratory for the modeling of biological and Socio-technical Systems», alla Northeastern University di Boston. Da circa dieci anni è uno dei massimi esperti di «epidemiologia computazionale». Lo abbiamo sentito al telefono sull’asse Washington-Boston.

In questi giorni l’Italia sembra aver raggiunto il picco dei positivi, ma l’incremento dei casi continua a restare alto e la discesa non arriva, come era nelle attese…
«Bisogna stare sempre molto attenti a fare questi calcoli. Non dobbiamo seguire i numeri giorno per giorno, ma almeno su base settimanale. Può darsi che il dato sia ancora alto perché ci sono Regioni che stanno facendo più tamponi. È chiaro che occorre pazienza. In ogni caso la curva dell’Italia è in frenata e sta cominciando la discesa, come si vede dai dati che arrivano dagli ospedali, dove si stanno liberando posti. E questa è la cosa importante».

Ma quando verrà il momento, la discesa verso il livello zero sarà più veloce?
«Dipende da come ci comporteremo tutti quanti. Ho visto immagini di città affollate in questi giorni, magari dove il contagio non si è ancora diffuso. Sbagliato, non è il momento di rilassarsi. Dobbiamo, invece, insistere. Abbiamo davanti l’esempio della Cina. Lì il “lockdown” è durato tre mesi».

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Ilaria Capua: «Il virus non andrà via con l’estate ma ne usciremo»

domenica, Aprile 5th, 2020
Le parole della virologa Ilaria Capua che dirige l’One Health Center of Excellence all’Università della Florida in diretta Instagram con il sindaco di Firenze Dario Nardella | CorriereTv
Ci sono «zero possibilità» che il Coronavirus scompaia con l’estate, «questo è un fenomeno di portata epocale. Siamo di fronte ad una emergenza sanitaria, ma non è un tunnel senza fine. Ne usciremo» anche se «saremo tutti diversi». Lo ha detto, nel corso di una diretta Instagram con il sindaco di Firenze Dario Nardella, la virologa Ilaria Capua che dirige l’One Health Center of Excellence all’Università della Florida.
Capua, in riferimento al virus della Sars, ha ribadito che in quel caso «è scomparso con l’estate ma non per il caldo. La Sars è stata fermata da un contenimento, non dal caldo». Tra i problemi che hanno portato alla diffusione del Coronavirus anche la globalizzazione, la possibilità di spostarsi rapidamente da una parte all’altra del mondo: «La pandemia spagnola – ha spiegato – ci ha messo due anni a fare il giro del mondo perché è `andata´ a piedi, con le navi». Il Coronavirus, ha aggiunto, «non è un virus super resistente, anzi è fragile» ma si trasmette con grande facilità».

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Coronavirus, ordinanza Lombardia: in giro con protezione sul volto

domenica, Aprile 5th, 2020

In Lombardia si dovrà andare in giro indossando la mascherina o comunque con una protezione su naso e bocca. E’ quanto prevede la nuova ordinanza contro il coronavirus del governatore Attilio Fontana che entrerà in vigore domani fino al 13 aprile. Il provvedimento “introduce l’obbligo per chi esce dalla propria abitazione di proteggere sé stessi e gli altri coprendosi naso e bocca con mascherine o anche attraverso semplici foulard e sciarpe”.

Obbligo per gli esercizi commerciali di fornire guanti e igienizzanti “Gli esercizi commerciali al dettaglio già autorizzati (di alimentari e di prima necessità) – si legge nell’ordinanza – hanno l’obbligo di fornire i propri clienti di guanti monouso e soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani”. In particolare, poi, il documento regionale, come la precedente ordinanza, “conferma la chiusura degli alberghi (con le eccezioni già in vigore), degli studi professionali, dei mercati e tutte le attività non essenziali”.

Tornano acquistabili gli articoli di cartoleria Inoltre, ora “sarà possibile acquistare articoli di cartoleria all’interno degli esercizi commerciali che vendono alimentari o beni di prima necessità, già aperti” e sarà “anche possibile la vendita di fiori e piante solo con la consegna a domicilio”. Infine, spiega la Regione, “ai sensi del decreto legge del 25 marzo scorso che vieta alla Regione di intervenire sulle attività produttive è stato chiesto al governo di confermare con un dpcm specifico, la chiusura dei cantieri edili e di permettere, invece, le attività legate alla filiera silvopastorale (come, ad esempio, il taglio della legna)”.

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Coronavirus, Arcuri: battaglia non è vinta, non si torna alla normalità | Morto un poliziotto della scorta di Conte

sabato, Aprile 4th, 2020

Non bisogna abbassare la guardia, dato che ci sono ancora troppe vittime e il numero dei contagi da coronavirus, per quanto stabilizzato, non accenna a diminuire sensibilmente. E’ questo il messaggio di Protezione civile e scienziati, che chiedono alla popolazione ancora uno sforzo e il rispetto del lockdown. Per questo motivo in questi giorni, soprattutto ora che ci si avvicina alla Pasqua, vengono intensificati i controlli. Il Viminale: “Per ora 173mila denunciati“.

  • 04 apr 15:24 Sileri: “Convivere con virus fino a vaccino” La data di inizio della ripresa “dopo Pasqua solo se calano i contagi” ma “bisognerà convivere con il virus e con il distanziamento sociale fino al vaccino”. Così il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri. “Dovremo investire in educazione, abituarci all’uso delle mascherine, che sono in arrivo. Ne serviranno milioni”, dice Sileri. Finché non sarà disponibile un vaccino, conclude, “è ipotizzabile il verificarsi di nuovi focolai, ma sicuramente saranno più controllabili”.
  • 04 apr 14:56 Da lunedì primi pazienti a Coverciano In arrivo i primi pazienti al Centro tecnico di Coverciano, messo a disposizione della Figc per l’emergenza Covid-19: da lunedì 6 aprile inizieranno i trasferimenti. La struttura ha avuto l’ok a ospitare persone clinicamente guarite, dimesse dall’ospedale, ma ancora positive al tampone, che devono stare in isolamento domiciliare ma sono impossibilitate a risiedere nella la propria abitazione. Sono 54 le camere che potranno esser utilizzate, insieme a tutti gli spazi comuni della Casa delle Nazionali, famosa all’estero come l’Università del calcio.
  • 04 apr 14:24 Roma, morto poliziotto che aveva fatto parte della scorta di Conte E’ morto al Policlinico Tor Vergata, in seguito alle complicazioni di una polmonite da coronavirus, Giorgio Guastamacchia, sostituto commissario della Polizia che aveva fatto parte della scorta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il poliziotto si era ammalato a metà marzo.
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