Archive for the ‘Salute’ Category

Covid, Abrignani: «Picco a gennaio, per i vaccinati sarà come l’influenza»

giovedì, Gennaio 13th, 2022

di Margherita De Bac

L’immunologo Sergio Abrignani: «Omicron non è come il raffreddore, il raffreddore non uccide. La nuova normalità? Alcuni Paesi ci stanno pensando, in Italia bisogna domandarsi se siamo pronti ad accettare altri morti»

Il Covid diventerà leggero come un raffreddore?
«Non scherziamo. Il virus del raffreddore non uccide», respinge l’accostamento Sergio Abrignani, immunologo dell’università Statale di Milano (leggi qui un’opinione diversa).

Allora diventerà un’infezione simile all’influenza?
«Questo è probabile però dobbiamo distinguere tra vaccinati e non vaccinati. Solo per i primi essere contagiati dal Sars-CoV-2 potrebbe essere come prendere l’influenza che infetta ogni inverno milioni di persone, è letale in circa lo 0,1% (1 per 1.000) dei casi ed è pericolosa sopratutto per gli ultra 70enni con patologie croniche importanti».

Chi all’inizio della pandemia, nel gennaio 2020, paragonava il Covid all’influenza si è dovuto rimangiare le sue affermazioni. Non teme che possa succedere anche a lei azzardando il paragone?
«No, i numeri parlano. Fino alla primavera del 2021, prima dell’uso estensivo dei vaccini, il Covid in Italia era letale nel 2-3% dei casi, avevamo al picco ogni giorno 30-40 mila infezioni e 700-900 morti . Oggi 12 gennaio, con circa il 94% della popolazione ultra60enne vaccinata con almeno due dosi e molti con tre, e con la variante Omicron che ha preso il sopravvento, la media settimanale è di 172.500 casi e 216 morti al giorno, quindi una letalita dello 0,12% ».

La Lombardia e altre Regioni vorrebbero cambiare il sistema di conteggio dei dati separando i pazienti ricoverati per Covid da quelli ricoverati per altre patologie che poi risultano positivi, un terzo del totale. È d’accordo?
«Non mi pronuncio perché non so quanto sia semplice cambiare i codici dei ricoveri. So però che l’impatto del numero dei malati Covid in area medica con una modalità di conteggio diversa si ridurrebbero del 30%. I passaggi di colore di una Regione dipendono dalla percentuale dei posti occupati da questi pazienti qui e in terapia intensiva».

I pazienti infettati da Omicron, oltre che meno gravi, se vaccinati, vengono dimessi prima rispetto ai contagiati dalla variante Delta?
«Come numero assoluto i pazienti colpiti da Omicron sono tanti di più perché questo virus è molto, molto più trasmissibile di Delta, ma sembrerebbe che sia causa di una malattia meno aggressiva. Non possiamo dare la risposta definiva in quanto i dati sono preliminari (leggi qui l’intervista al virologo Palù)».

Si sta facendo largo tra gli scienziati occidentali un ripensamento sulla politica di contenimento. Al presidente Usa Biden viene suggerita una strategia nuova, orientata a condurre una vita normale col virus anziché tentare di spazzarlo via.
«Anche Spagna, Portogallo e la Gran Bretagna stanno andando verso questa direzione. Molti Paesi, chi più chi meno, stanno razionalizzando la possibilità di un ritorno a una nuova normalità di vita con meno restrizioni e un certo numero “accettabile” di morti. Siamo pronti in Italia, dopo il picco atteso per fine gennaio (quando la curva dei contagi dovrebbe scendere), a tollerare 3-4mila decessi per Covid al mese per 4-5 mesi l’anno in cambio di una vita di nuovo “normale”?».

Israele sta vaccinando con la quarta dose tutti gli ultra 60enni e alcuni parlano di un richiamo vaccinale ripetuto ogni pochi mesi, che ne pensa?
«Sulla base delle conoscenze immunologiche scaturite dallo studio in 50 anni dei moderni vaccini, non ha molto senso ripetere una quarta dose a 2-3 mesi dalla terza con un preparato non aggiornato. Anzi, le immunizzazioni ripetute in tempi ravvicinati a volte producono lo spegnimento della risposta immunitaria. Vediamo i dati di Israele, quando arriveranno, e poi decidiamo. Diverso sarebbe fare una quarta dose di vaccino disegnato contro la variante Omicron. Sarebbe agire come per l’antinfluenzale: lo cambiamo ogni inverno e non si parla di terze o quarte dosi ma di nuovo vaccino».

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Omicron ci contagerà tutti? Il Covid diventerà endemico? Le previsioni

giovedì, Gennaio 13th, 2022

di Cristina Marrone

L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che oltre il 50% degli europei potrebbe essere contagiato da Omicron nelle prossime sei-otto settimane. «Nella prima settimana del 2022 l’Europa ha registrato oltre sette milioni di casi» ha riferito il direttore europeo dell’Oms, Hans Kluge. Secondo Anthony Fauci, immunologo e consigliere per la pandemia per Biden «Omicron alla fine troverà tutti» grazie al suo grado di trasmissibilità senza precedenti. Anche i vaccinati «saranno probabilmente infettati, compresi quelli con terza dose, ma non finiranno in ospedale e non moriranno». Secondo l’immunologo americano Sars-CoV- siamo davanti a un periodo di transizione con la pandemia.

1 – Ci ammaleremo tutti di Covid?
Con un andamento delle curve in una fase che è ancora pandemica,come quella attuale, tante persone verranno contagiate. «Tuttavia anche nelle pandemie più terribili – spiega Paolo Bonanni, epidemiologo – non è mai successo che sia stata colpita tutta la popolazione nel giro di una manciata di mesi. È plausibile che il coronavirus nel tempo diventerà endemico ed è chiaro che, analogamente ai virus con cui conviviamo, come influenza e raffreddori, prima o poi ci toccherà nella vita. Ma non è detto che succeda adesso, può capitare anche tra cinque anni o tra sette». «Adesso non ci ammaleremo tutti – concorda l’immunologa Antonella Viola – ma negli anni tutti entreremo in contatto con il virus, ma non tutti si ammaleranno».

2 – Se il nostro destino è quello di contagiarci prima o poi a che cosa serve portare la mascherina?
«Vista l’alta contagiosità di Omicron la mascherina contribuisce ad evitare di infettarci tutti contemporaneamente. In una società i servizi essenziali devono funzionare: non possiamo permetterci di non avere più medici e infermieri in ospedale, netturbini che raccolgono la spazzatura o macchinisti alla guida dei treni» avverte Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano.

3 – Si può trattare Omicron come un’influenza?
Il premier spagnolo Pedro Sanchez propone di trattare il Covid come una normale influenza dal momento che l’aumento dei casi non è seguito da quello dei decessi, sostenendo che non è più necessario tracciare e confinare chiunque risulti positivo al test ed è arrivato il momento di passare da un quadro di «pandemia» a uno di «malattia endemica» come è appunto l’influenza stagionale. L’Oms ha tuttavia messo in guardia dal trattare l’ultima ondata di Covid come un’influenza stagionale poiché molto ancora resta sconosciuto della nuova variante, in particolare per quanto riguarda la gravità della malattia che potrebbe riguardare le aree con bassi tassi di vaccinazione come alcune zone dell’Europa orientale. «Non siamo ancora pronti a considerare il Covid come un’influenza. Lo si potrebbe fare se fossimo tutti vaccinati ma anche in questo caso ci sarebbe sempre il rischio di mutazioni che bucano la protezione e mettono sotto stress il sistema sanitario» aggiunge Antonella Viola, che è anche docente di Patologia generale all’Università di Padova.

4 – In questa fase ha senso continuare a fare tamponi?
«Facciamo tantissimi sforzi con tamponi e quarantene – riflette Paolo Bonanni, che è anche professore ordinario di Igiene all’Università di Firenze – ma questo non porta a un valore aggiunto particolarmente elevato in termini di prevenzione. Meglio concentrarsi sulle vaccinazioni e fare tamponi solo ai sintomatici anche perché oggi i servizi di prevenzione non sono in grado di tracciare e prendere in carico tutti. Fare così tanti tamponi è come fermare le onde con le mani: dobbiamo essere realisti e fare i conti con le forze che abbiamo».

5 – Quando la curva epidemica rallenterà?
«Non è pensabile che continui a rimanere su questi numeri così elevati perché verrebbero a mancare comunque le persone suscettibili. Con i dati che abbiamo al massimo entro la fine di gennaio la curva dei contagi comincerà a scendere», prevede Bonanni.

6 – Diventeremo dunque tutti immuni?
«Solo temporaneamente» sostiene Antonella Viola. «Abbiamo già visto che le reinfezioni sono possibili soprattutto se il virus cambia, come è accaduto con Omicron». «L’immunità scema nel tempo ma mi aspetto che tra vaccini e contagi avremo un substrato di immunità di base – aggiunge Bonanni – e per un po’ di tempo saremo almeno parzialmente protetti, con una riduzione di complicanze e mortalità».

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Il Cts: rivedere il bollettino Covid. Scontro nel governo sul Green pass per i negozi

giovedì, Gennaio 13th, 2022

di Adriana Logroscino

Un vertice per cambiare il calcolo dei positivi e dei ricoverati, su cui si basano le restrizioni. Ed è scontro Brunetta-Giorgetti sulle «attività essenziali» alle quali da febbraio si accederà solo col Green pass

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Cambiare il bollettino che misura il contagio in Italia. Perché il numero esponenziale di tamponi, decuplicati in un anno, forse restituisce una fotografia distorta del contagio. E perché Omicron infetta di più ma fa meno danni. I presidenti di Regione sono in pressing. Il Cts ne discuterà domani. Riconsidererà la mappa su cui si basano le misure per contenere il contagio.

Ma c’è un altro aspetto su cui ieri si è accesa la discussione, questa volta interna al governo: l’elenco dei negozi in cui non si potrà entrare senza green pass dal primo febbraio . La lista, nella bozza messa a punto dal ministero della Funzione pubblica, retto da Renato Brunetta, era stringatissima, ridotta ai soli esercizi essenziali (alimentari e farmacie). Il ministero per lo Sviluppo economico, guidato da Giancarlo Giorgetti, invece, preme perché l’ingresso resti libero in tutti i negozi che rimanevano aperti anche in zona rossa, secondo il decreto di marzo scorso: tabaccherie, librerie, fiorai e negozi di giocattoli, circa 30 tipologie. Sembra una riedizione dello scontro tra rigoristi e aperturisti. Il Dpcm, anticipato dal Corriere, però sarebbe chiuso. Senza possibilità di revisioni: un lungo elenco di eccezioni sterilizzerebbe gli effetti del provvedimento e ne contraddirebbe lo spirito.

Con i positivi sempre molto numerosi e gli ospedali che si riempiono, il passaggio in arancione non è più un’eventualità, è un orizzonte per diverse regioni. Ma la pandemia ha un volto diverso rispetto a quando i criteri sono stati fissati. Per questo i presidenti di Regione chiedono di snellire le norme per gli asintomatici: «Stop al tamponificio, si facciano i test solo a chi sta male», dice Giovanni Toti, presidente della Liguria. Dal Lazio la proposta è che l’isolamento scenda a 5 giorni.

La Lombardia fa da apripista: da domani «per dare una rappresentazione più realistica della pressione sugli ospedali», distinguerà tra ricoverati per Covid e quelli con Covid. Ma ci sono anche sollecitazioni a modificare direttamente le restrizioni, oltre che i parametri su cui si fondano. Per la Liguria, che i numeri da zona arancione li ha raggiunti, l’assessore ai Trasporti, Gianni Berrino, ha chiesto che la capienza dei bus resti all’80 per cento (e non scenda al 50): con le scuole aperte, non sarebbe sostenibile. Anche su questo aspetto, il Cts si pronuncerà nella riunione di domani. Per garantire l’efficienza del trasporto pubblico anche dovendo mantenere il distanziamento, poi, le Regioni chiedono di sbloccare al più presto i fondi stanziati nel 2021 per potenziare il servizio.

Il tema è strettamente legato a quello della scuola: i maggiori utenti di autobus e metro sono gli studenti, gli orari di punta coincidono con quelli della campanella di entrata e uscita. Oggi con il rientro in classe dei ragazzi siciliani, le lezioni in presenza sono di nuovo regola ovunque. Ma tra i mugugni di sindaci e sindacati, preoccupati dai focolai. E lo sciopero annunciato dagli studenti per domani.

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Covid, Fauci: “Omicron contagerà quasi tutti” | In Germania oltre 80mila nuovi casi, mai così tanti da inizio pandemia

mercoledì, Gennaio 12th, 2022

La variante “Omicron alla fine contagerà quasi tutti” grazie al suo grado di trasmissibilità senza precedenti. A dirlo è l’esperto Usa di malattie infettive Anthony Fauci, consigliere della Casa Bianca nella gestione dell’emergenza Covid. Intanto in Germania sono stati registrati oltre 80mila nuovi casi in un giorno: è il numero più alto nel Paese dall’inizio della pandemia.

  • 12 gen 07:35 Nuovo picco in Germania: superati gli 80mila casi in un giorno In Germania sono stati registrati, per la prima volta dall’inizio della pandemia, oltre 80mila casi di Covid in un giorno. Lo riferisce il Robert Koch Institut (Rki). I decessi nelle ultime 24 ore sono stati 384. Esattamente una settimana fa i contagi riferiti erano stati 58.912, anche se in quel caso – sottolinea la Frankfurter Allgemeine Zeitung – bisognava tenere in considerazione ritardi relativi a test e registrazioni legati alle vacanze.
  • 12 gen 07:31 Fauci: “Alla fine la variante Omicron troverà quasi tutti” La variante “Omicron, con il suo grado di trasmissibilità senza precedenti, alla fine troverà quasi tutti”. Lo ha detto l’esperto Usa di malattie infettive Anthony Fauci, consigliere della Casa Bianca nella gestione dell’emergenza Covid. “I vaccinati e coloro con la terza dose saranno esposti” alla variante, spiega Fauci, e molti di loro “saranno probabilmente infettati ma, molto probabilmente, non finiranno in ospedale e non moriranno”.

TGCOM

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Omincron spinge 5 milioni di italiani in smart working, consumi in picchiata

martedì, Gennaio 11th, 2022

PAOLO BARONI

Torna a impennarsi il lavoro da casa. Non solo aumenta il numero delle persone in smart working, ma questo si fa anche molto più intenso rispetto ai mesi scorsi. In parallelo, in questo inizio anno, i consumi degli italiani cadono a picco e si riducono drasticamente non solo gli spostamenti ma anche gli acquisti e soprattutto la frequentazione di bar e ristoranti. Omicron ha praticamente ritrascinato il Paese in un lockdown «di fatto» e il ritorno dalle vacanze invernali, quest’anno, è un «non rientro» segnala un sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti che la Stampa è in grado di anticipare. «Non siamo in un lockdown ufficiale perché non ci sono provvedimenti di chiusura generalizzati delle attività economiche. Ma purtroppo è innegabile che per tantissime imprese di fatto si sia già tornati in zona rossa» commenta la presidente Patrizia De Luise.

Solo metà in presenza

L’aumento dei contagi, stando al campione di 800 italiani rappresentativo della popolazione nazionale sondato per l’occasione da Ipsos, in queste settimane spinge il lavoro a distanza ai massimi livelli tanto che il 48% dei datori di lavoro del settore privato ha già deciso di proseguire con lo smart working, prevede di tornarci o di attivarlo a breve. Si tratta di una quota pari a circa 5,5 milioni di lavoratori, e di questi circa un milione (ovvero il 15%) inizia per la prima volta a lavorare a distanza. E lo fa in maniera a sempre più intensa: l’11% – oltre 600mila persone – lavora infatti esclusivamente da remoto, cui si aggiunge un altro 24% per cui lo smart working è davvero «strong» (visto che lavora in presenza solo una o due volte a settimana), mentre è «soft» per un altro 16% che presta la sua opera in presenza 3-4 volte in una settimana.

La paura del contagio

Si tratta di uno «stay-at-home» di massa, evidenzia insomma il sondaggio Ipsos realizzato lo scorso 5 gennaio, fenomeno che avrà un forte impatto sui pubblici esercizi nei centri città e nei quartieri di uffici e che Confesercenti arriva a stimare in 850 milioni di euro al mese di minori consumi.

Ovviamente, non sono solo i pubblici esercizi a soffrire. Il ritorno del clima di incertezza e della paura del contagio sta infatti tornando a incidere in maniera significativa su tutti i comportamenti degli italiani. Comportamenti personali, innanzitutto: nelle ultime due settimane il 57% ha infatti osservato più attentamente le distanze personali, in luoghi e trasporti pubblici; il 55% ha lavato più spesso mani/oggetti, il 40% ha limitato i contatti con i familiari, il 7% ha invece ridotto la frequenza dei figli a scuola/asilo.

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Vignaroli spara col kalashnikov, la Raggi fa il tampone incappucciata: gaffe a 5 Stelle

lunedì, Gennaio 10th, 2022

di FRANCESCO GHIDETTI

Virginia Raggi in fila a Roma per il tampone
Virginia Raggi in fila a Roma per il tampone

Roma – Chiamale, se vuoi, figuracce. O gaffe. O, nel migliore dei casi, “bizzarre parole”. L’universo grillino, nonostante l’ultima spolverata moderata dell’ex premier Giuseppe Conte, ne ha collezionate milioni di milioni. Con la lingua e coi comportamenti. Ora c’è quello che spara col fucile a Malagrotta. O l’ex prima cittadina della Capitale che non s’è capito se ha fatto o no il vaccino e viene beccata (impietosamente) mentre, tutta imbacuccata e ansiosamente compulsante il cellulare, è in fila in una piazza del quartiere romano della Balduina per farsi un tampone. Per non parlare del parlamentare (oggi ex grillino) che, di fronte alle forze dell’ordine che bloccano una manifestazione non autorizzata dei No vax, scandisce (dopo aver minacciato azioni in Parlamento) “non è una manifestazione, ma una marcia. E la marcia è una disciplina olimpica”. Casi estremi, direte. Eppure, l’elenco è talmente lungo e antico che viene il dubbio: ma non sarà un problema di Dna? Ricordate il sanguinario dittatore Pinochet collocato in Venezuela invece che in Cile dall’allora vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (peraltro già deboluccio sui congiuntivi o certo di aver sconfitto la povertà dal balcone di Palazzo Chigi?).

Del resto in pochi avranno dimenticato le celeberrime “scie chimiche“. Rammentate? C’erano aerei che volavano per emettere sostanze che cambiavano il clima. E poi c’era la (complicatissima) questione dei pomodori antigelo. Non facile da spiegare. Proviamoci. In sostanza, avrebbero fatto un pomodoro che non marcisce più incrociandolo col pesce (per la precisione merluzzo del mare del Nord) attraverso il Dna.
Per non parlare del deputato Paolo Bernini che teorizzò come, complotto dei complotti, negli Stati Uniti avrebbero inserito dei microchip nei corpi umani per tenere sotto controllo la popolazione. E l’ex deputata Tatiana Basilio che sosteneva l’esistenza delle sirene?

Certo, nessuno è al riparo da errori o gaffe. Magari anche chi le denuncia mettendo alla gogna il malcapitato, specie se personaggio pubblico. Però, tornando alla stretta attualità, c’è da dire che gli ultimi giorni non sono stati avari di notizie per l’appunto, bizzarre. Suscita un mare di polemiche (e richieste di dimissioni) il video postato su Facebook dal deputato grillino Stefano Vignaroli, 45 anni, presidente della Commissione parlamentare Ecomafie in cui spara colpi di kalashnikov uno dietro l’altro al poligono. In sottofondo scorrono le note di Mother Russia degli Iron Maiden, band di spicco della musica “dura“, l’heavy metal. C’è chi chiede a Vignaroli di dimettersi. Lui si difende e casca dalle nuvole: “Ero con gli istruttori del poligono di Malagrotta, tutto in perfetta sicurezza, non capisco questo clamore. Si tratta di mera retorica e non ho fatto nulla di cui vergognarmi”. L’esponente grillino ha un regolare porto d’armi, per la precisione.

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Ecco le regole nel giorno del Super Green Pass

lunedì, Gennaio 10th, 2022

FLAVIA AMABILE

ROMA. Sarà un rientro dalle vacanze di Natale amaro per oltre 5 milioni di italiani. Da oggi la loro vita sarà complicata dalla stretta decisa dal governo Draghi. Dovranno spostarsi a piedi o utilizzando mezzi privati, rinunciare a ristoranti, alberghi e tutte le attività sociali anche all’aperto. E da oggi per un mese il calendario di chi ha deciso di non vaccinarsi sarà costellato di scadenze con nuove restrizioni e divieti da rispettare. Sarà, quindi, un rientro al lavoro (per chi è andato in ferie) in molti casi a metà, sapendo che non tutto riaprirà. Per le assenze create da chi non ha il Green Pass ma non solo.

Sanzioni: cosa rischia chi non rispetta l’obbligo vaccinale e le regole sul green pass

L’aumento dei contagi che nelle ultiMe due settimane ha raggiunto cifre elevatissime farà rimanere a casa circa 100 mila lavoratori del personale scolastico, 250 mila studenti. Trenitalia ha comunicato la cancellazione di 180 treni regionali a partire da oggi, per un totale di 550 corse, a causa della diffusione dei contagi Omicron. Problemi anche per Autolinee Toscane, che gestisce il trasporto pubblico locale in tutta la regione: 632 autisti rimarranno a casa sui quasi 4 mila complessivi. E salgono a 15 le regioni in zona gialla con il passaggio di colore di Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Valle d’Aosta, mentre la Lombardia rischia a breve di finire in arancione e non è la sola regione in questa condizione. Il premier Mario Draghi illustrerà oggi in conferenza stampa, con i ministri Roberto Speranza e Patrizio Bianchi, gli ultimi provvedimenti e proverà a chiarire e convincere i tanti che in questi giorni sono apparsi perplessi. 

Covid, vaccino obbligatorio per gli over 50: regole, sanzioni, validità e smartworking

Da oggi serve quasi ovunque: bus, metro, hotel e ristoranti
Da oggi la vita per i non vaccinati sarà molto più complicata. Il Green Pass rafforzato sarà obbligatorio ovunque, tranne che nei negozi e per i servizi essenziali. Sarà necessario quindi essere vaccinati o guariti per salire su treni, bus, metro e tutti gli altri mezzi di trasporto, mangiare nei locali all’aperto (oltre che in quelli al chiuso), per entrare in alberghi, andare a fiere, sagre, impianti sciistici, partecipare a feste legate a cerimonie civili o religiose, centri benessere all’aperto (al chiuso era già obbligatorio), centri culturali, centri sociali e ricreativi all’aperto.

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Controlli green pass con reddito di cittadinanza: cosa cambia

domenica, Gennaio 9th, 2022

Federico Garau

I beneficiari del reddito grillino dovranno sottoporsi al controllo del green pass per accedere ai centri per l’impiego. Stesso discorso per chi vorrà entrare in un ufficio pubblico

Con l’introduzione del cosiddetto super green pass ed i recenti obblighi vaccinali sono previsti controlli sempre più serrati. Nel mirino, fra le varie categorie, potrebbero probabilmente esserci i percettori del reddito di cittadinanza, ed ora vedremo perché.

I lavoratori saranno sottoposti a verifiche da parte dei datori di lavoro, col rischio di ricevere delle sanzioni in caso di violazione delle regole imposte dall’esecutivo, tuttavia la questione appare quantomeno confusa quando si parla dei disoccupati, specie ora che è stato introdotto l’obbligo vaccinale per gli over-50. Per i cittadini senza lavoro, infatti, non sarebbero previsti controlli, almeno in apparenza.Revoca dell’assegno: cosa cambia sul reddito di cittadinanza

Le nuove disposizioni relative al reddito di cittadinanza sembrano aiutare il governo nelle operazioni di verifica. Come? Basti pensare che l’articolo 1, comma 74, della legge 234/2021 rende più vincolanti le condizioni per continuare a beneficiare del sussidio grillino. Si parla, infatti, di “ricerca attiva del lavoro” che deve essere “verificata presso il centro per l’impiego in presenza con frequenza almeno mensile”. Per poter rispettare questa regola e non perdere il sussidio, chi percepisce il reddito dovrà presentarsi regolarmente in un centro per l’impiego, e per farlo dovrà essere in possesso almeno di un green pass base, dato che altrimenti non potrebbe entrare nell’edificio. Il suo certificato verde, dunque, verrà sottoposto a controllo, e proprio in quell’occasione, in caso di over-50 non inoculato come imposto dall’esecutivo, potranno scattare le sanzioni.

Ma non finisce qui. Il controllo del governo potrà estendersi anche a quella categoria di cittadini senza lavoro che non percepiscono il reddito di cittadinanza. Dal prossimo primo febbraio, infatti, per accedere agli uffici pubblici servirà il green pass.No a imposizioni “cinesi” e “orwelliane”. Grillo si scopre in sintonia con la Meloni

Sia i centri per l’impiego, dove i dipendenti dovranno garantire il lavoro in presenza, che tutte le amministrazioni con uffici aperti al pubblico, dovranno organizzarsi per effettuare le verifiche sui green pass degli utenti. Da segnalare il fatto che molti degli uffici sopra menzionati non dispongono neppure di servizi di portierato. Chi si occuperà dei controlli? Scenari a dir poco incredibili.

Già con il dpcm 12.10.2021, come ricordato da ItaliaOggi, le pubbliche amministrazioni avevano dovuto barcamenarsi per poter verificare la certificazione verde dei loro dipendenti, fino all’arrivo degli applicativi dell’Inps. Tali metodi non potranno tuttavia essere utilizzati sugli utenti degli uffici, che dovranno essere controllati uno per uno.

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Green pass, tamponi e vaccini. E per gli over 50 obbligo su tutte le dosi: le regole

domenica, Gennaio 9th, 2022

di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini

L’obbligo vaccinale per i cittadini che hanno dai 50 anni in su riguarda anche il richiamo e la dose booster. È quanto viene specificato nel decreto entrato in vigore ieri e valido fino al 15 giugno 2022. Altri obblighi sono ormai scattati, mentre da domani si allunga la lista dei luoghi dove si potrà accedere soltanto con il green pass rafforzato. Una sorta di lockdown per i no vax, visto che tutti i posti della socialità sono consentiti solo a chi è guarito o vaccinato. E dal 20 gennaio servirà il base per entrare nei negozi. Rimane l’obbligo di mascherina all’aperto, di FfP2 al cinema, al teatro e sui mezzi di trasporto. Ecco tutte le regole.

Il Green Pass

Il green pass base si ottiene con tampone antigenico (valido 48 ore) oppure molecolare (valido 72 ore). Il rafforzato viene rilasciato soltanto a guariti e vaccinati. Dal 6 gennaio per averlo non bisogna chiedere al medico di base il certificato di guarigione, scatta l’automatismo quando si ottiene il tampone negativo. Dal 1° febbraio il green pass rafforzato è valido sei mesi a partire dall’ultima somministrazione vaccinale.PUBBLICITÀ

Obbligo per gli over 50

L’obbligo vaccinale «si applica ai cittadini italiani e di altri Stati membri dell’Unione europea residenti nel territorio dello Stato, nonché ai cittadini stranieri che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età». Il decreto specifica che sono obbligati: «i soggetti che alla data del 1° febbraio 2022 non abbiano iniziato il ciclo vaccinale primario; i soggetti che a decorrere dal 1° febbraio 2022 non abbiano effettuato la dose di completamento del ciclo vaccinale; i soggetti che a decorrere dal 1° febbraio 2022 non abbiano effettuato la dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale primario». A chi non rispetta l’obbligo «si applica la sanzione amministrativa pecuniaria di euro cento». Ai lavoratori over 50 che non rispettano l’obbligo «dal 15 febbraio 2022 è vietato l’accesso ai luoghi di lavoro». Sono considerati «assenti ingiustificati, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, fino alla presentazione della predetta certificazione, e comunque non oltre il 15 giugno 2022. Chi viene trovato senza green pass rischia la sanzione «da 600 a 1.500 euro».

Obbligo vaccinale

È scattato l’obbligo vaccinale per il personale universitario e si aggiunge a quello già imposto al personale scolastico, al personale sanitario, alle forze dell’ordine, ai lavoratori esterni delle Rsa.

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Tito Boeri: “Il governo non può fare altro decifit, piuttosto tagli i fondi al superbonus”

sabato, Gennaio 8th, 2022

Luca Monticelli

«L’obbligo vaccinale con multa da 100 euro rischia di essere un boomerang. Mentre il Super Green Pass andava esteso a tutti i lavoratori». Tito Boeri, economista e docente della Bocconi, nutre forti dubbi sull’efficacia della stretta per gli over 50, stabilita dall’ultimo Consiglio dei ministri. «La multa di 100 euro è un risparmio rispetto al costo di ripetuti tamponi e può dare identità collettiva a chi non si vaccina nel rifiuto delle sanzioni, con contenziosi amministrativi interminabili». Quanto al nuovo Decreto Ristori in arrivo, Boeri mette in guardia la politica: «Non è il momento di fare altro deficit, se servono dei soldi si taglino le risorse stanziate per il Superbonus».

Perché è scettico sulle misure anti Covid dell’esecutivo?

«Non ho delle riserve di natura morale sull’introduzione di un obbligo di vaccinazione, nella maniera più assoluta. Già nel 1905 una sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti decise che era possibile introdurre degli obblighi vaccinali, contemplando anche delle ammende e delle sanzioni, l’unica cosa illegittima deliberata era immunizzare forzosamente le persone. E stiamo parlando degli Stati Uniti, un paese con una tutela della libertà personale molto forte e radicata».

Cosa non la convince allora?

«I sondaggi ci dicono che le persone che non si sono ancora vaccinate, di fronte a un’imposizione per legge potrebbero avere una reazione opposta, di rigetto, di contrapposizione. Il grado di accettazione degli obblighi vaccinali è elevato soltanto tra coloro che hanno già fatto le iniezioni. In Italia c’è uno zoccolo duro di circa il 5% che non ha alcuna intenzione di vaccinarsi e difficilmente è recuperabile. Però, c’è un altro 10% di cittadini incerti, che non definirei No vax ma Ni vax che potrebbero essere convinti con una campagna di informazione capillare».

Come dovrebbe essere questa campagna di informazione?

«Occorre mobilitare i medici di base perché hanno un vantaggio notevole: sono stati scelti, i pazienti si fidano di loro e quindi possono dialogare ed entrare in contatto con le persone ad una ad una. Il pericolo vero che io vedo è che non vaccinarsi diventi una questione identitaria. La gente ha paura, cerca una motivazione razionale con delle teorie astruse e magari trova conferme in persone autorevoli come Cacciari che non hanno alcuna competenza e capacità di leggere i numeri e le statistiche, ma danno dignità intellettuale alle tesi No vax».

Cosa dovrebbero dire i medici ai pazienti contrari?

«La variante Omicron è estremamente contagiosa e anche isolandosi è quasi impossibile sfuggire al virus con tutti i rischi che ne conseguono per chi non è vaccinato. Le cose sono cambiate, rispetto alla prima fase della pandemia. Devono prenderne atto. Ciò che hanno detto o fatto sin qui non conta. Conta ciò che fanno adesso».

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