Per chi suona il campanello

Mattia Feltri

Nei giorni scorsi ho scherzato un poco, ma mica tanto, sulla possibilità ogni un milione di casi di una trombosi dopo la vaccinazione Astrazeneca, e sulla possibilità ogni due milioni e mezzo di morire, se paragonata alla possibilità di ictus ogni mille casi indicata dal bugiardino di un antinfiammatorio senza ricetta che tengo sulla scrivania, o sulla possibilità ogni 750 mila di salutare il mondo cadendo dal letto.

Ma, per scherzare un po’ meno, e per illuminare la fondatezza delle preoccupazioni, conviene riportare i numeri diffusi ieri da errorigiudiziari.com: dal 1992 al 2020, ventinove anni, le persone risarcite perché finite in galera da innocenti – non indagate o processate, bensì rinchiuse in cella – sono state trentamila, oltre mille all’anno.

Mettiamola così: una possibilità ogni sessantamila di essere arrestati a casaccio. Attenzione, secondo alcune stime, due persone su tre non ottengono il risarcimento a causa dei soliti cavilli, e dunque gli innocenti arrestati sarebbero il triplo, novantamila, tremila all’anno. Stiamo bassi, diciamo il doppio: duemila all’anno. Diciamola meglio: è oltre ottanta volte più probabile che una mattina vi suonino al campanello e vi portino in prigione, anche se non avete fatto niente, che di morire dopo la vaccinazione Astrazeneca. Ho letto qualche articolo, non so quanto fondato, secondo il quale l’Unione europea rinuncerà presto ad Astrazeneca perché ormai il rapporto di fiducia è compromesso. Se è vero, avremmo ragioni moltiplicate per ottanta di dichiarare compromesso il rapporto di fiducia con lo Stato e la Giustizia. Ma la matematica, come la paura, è un’opinione.

LA STAMPA

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