Zitto zitto Tria aumenta le tasse E Salvini lo attacca sui numeri

A due settimane dall’approvazione del Def, le cifre del documento cardine del bilancio dello Stato ancora ballano.

Protagoniste di ieri, le risorse destinate alla flat tax, con relativa fiammata polemica tra il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il vicepremier Matteo Salvini, terminata con un comunicato chiarificatore. Precisazione che non ha fugato tutti i dubbi e, soprattutto, non ha smentito un’altra novità messa in rilievo dallo stesso Tria. Il prossimo anno pagheremo 8 miliardi di tasse in più.

L’occasione per fare un po’ di chiarezza è stata la replica del ministro dell’Economia all’Ufficio parlamentare di Bilancio, che non ha validato la nota di aggiornamento al Def. Dalle cifre fornite dal ministero emerge che la Legge di Bilancio 2019 ammonterà a 37 miliardi di euro. Di questi 22 sono in deficit, 6,9 miliardi di tagli di spesa e 8,1 miliardi di aumento di entrate.

La parte più importante delle coperture delle manovra verrà quindi da un aumento del gettito fiscale. Il ministro non è entrato nel merito, ma in assenza degli aumenti dell’Iva significa che la legge di Bilancio interverrà pesantemente sulle tax expenditures. Difficile che la stretta sulle banche riesca ad esaurire l’aumento.

Sull’altro piatto della bilancia ci sono praticamente solo misure di spesa, le più pesanti restano l’intervento sulle pensioni e il reddito di cittadinanza, che valgono 16 miliardi all’anno. Per il pubblico impiego per 1,8 miliardi nel 2019, 3,2 nel 2020 e 4,1 nel 2021 e le spese indifferibili a politiche invariate che ammontano a 2,3 miliardi nel 2019, 3,4 nel 2020 e 2,4 nel 2021. Gli investimenti che valgono 3,5 miliardi nel 2019, 5 nel 2020 e 6,5 nel 2021,

Molto più leggero l’impegno per l’unica riduzione di tasse prevista per il prossimo anno, cioè la flat tax per le partite Iva. Per l’avvio della prima fase della flat tax, l’ammontare è di 0,6 miliardi nel 2019, che salgono a 1,8 nel 2020 e 2,3 nel 2021. Dati che hanno innescato la reazione del leader della Lega Matteo Salvini, sponsor della riduzione delle tasse per le partite Iva, che ha ricordato come per l’aliquota unica al 15% siano stati stanziati un miliardo e 700 milioni. Successivamente con un comunicato congiunto Tria e Salvini hanno precisato che sono «le stesse cifre con una prospettiva diversa. Le risorse stanziate sono quelle dette da Tria cioè 600 milioni nel 2019, 1,8 miliardi nel 2020 e 2,3 miliardi nel 2021: in totale a regime ci sono 1,7 miliardi all’anno come sostiene Salvini. Nel triennio abbasseremo le tasse con una media annuale stimabile in 1,7 miliardi», conclude la nota.

In serata riunione del vice premier Di Maio con i ministri 5 Stelle per afre il punto sulle misure. Ci sarà un taglio ad alcuni programmi del ministero della Difesa che consentirà di recuperare 500 milioni di risorse. Nel corso della riunione qualcuno ha chiesto «se la Lega vuole lasciare la spesa militare?». E c’è chi ha risposto: «Vorrà dire che si assumerà la responsabilità di non fare quota 100 sulle pensioni…». Mentre le opposizioni attaccano, la compattezza della maggioranza non appare così granitica.

Il Def aggiornato è ancora all’esame del Parlamento: ieri ha ricevuto l’ok delle Commissioni di Camera e Senato e stamattina approda a palazzo Madama. Tria ieri ha respinto al mittente le osservazioni dell’Ufficio parlamentare di Bilancio che non ha validato le cifre del documento. L’Upb si è basato su cifre «obsolete e parziali», ha sostenuto il ministro. Peccato che le stime dell’ufficio siano tenute in grande considerazione dalla Commissione europea.

IL GIORNALE

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