“Il suo nome non è nei nostri registri”. Il giallo degli studi di Conte alla New York University

davide lessi
torino

«Una persona con quel nome (Giuseppe Conte, ndr) non appare nei nostri registri, né come studente né come membro della facoltà». A dirlo al quotidiano New York Times è una portavoce della New York University. L’università è tra quelle indicate nel curriculum dal professor Giuseppe Conte, il premier proposto da Lega e M5S al Colle.

RETROSCENA – Frenata del Quirinale sull’incarico: Mattarella legge la Carta ai leader (di Ugo Magri)

 

Nel curriculum pubblicato dall’Associazione dei civilisti italiani si legge che Conte ha perfezionato i suoi studi giuridici anche alla New York University «nel 2008 e nel 2009». Ma una portavoce dell’istituto, Michelle Tsai, ha detto che non c’è traccia del suo nome nei registri accademici, specificando che Conte «potrebbe aver frequentato dei corsi da uno-due giorni che non vengono registrati d’ufficio».

 

PERSONAGGIO – Giuseppe Conte, il “Frattini dei sovranisti” che punta a semplificare la macchina dello Stato (di Fabio Martini)

Giuseppe Conte in Rome, before the Italian elections this spring.
Italy’s Populists Move Closer to Power, With Little-Known Pick for Prime Minister

But with no political base or government experience, Mr. Conte’s main qualification may well be his willingness to carry out a government agenda agreed upon by the populist party leaders.

That agenda, which calls for lifting of sanctions against Russia, the revisiting of the bloc’s budget rules and crackdowns on immigration, has already sent jitters through European markets and raised concerns that the erosion of the European Union may come from within its western European core.

In un altro curriculum, quello inviato alla Camera dei deputati per le elezioni a componente del Consiglio della presidenza amministrativa, Conte dichiara di «aver trascorso, ogni estate, dal 2008 al 2012, almeno un mese nell’Università americana». Ma dalle verifiche fatte dal corrispondente dall’Italia del New York Times, Jason Horowitz, il suo nome non risulta nei registri accademici.

Il prof. ha perfezionato gli studi giuridici a Vienna, all’International Kulturinstitute. Che non esiste. Esiste, invece l’Internationales Kulturinstitute , che è una scuola di lingue.

 

 

La replica del M5S

Dopo una mattinata di polemiche, l’ufficio comunicazione del MoVimento 5 Stelle ha diffuso una nota in cui chiarisce la posizione del nome proposto ieri a Mattarella. «Nel suo curriculum Giuseppe Conte ha scritto con chiarezza che alla New York University ha perfezionato e aggiornato i suoi studi. Non ha mai citato corsi o master frequentati presso quella Università». E continua: «Conte, come ogni studioso, ha soggiornato all’estero per studiare, arricchire le sue conoscenze, perfezionare il suo inglese giuridico. Per un professore del suo livello sarebbe stato strano il contrario. Lo ha fatto e lo ha giustamente scritto nel curriculum, ma paradossalmente questo ora non va bene e diventa addirittura una colpa. È l’ennesima conferma che hanno davvero tanta paura di questo governo del cambiamento».

 

Un secondo caso: Vienna

Ma quello del perfezionamento a New York non sarebbe l’unico errore nel curriculum di Conte. In uno dei due curriculum diffusi, Conte indica anche un periodo di studi di diritto all’International Kultur Institut di Vienna, che pero è una scuola di tedesco.

 

 

L’ombra di Stamina

Oggi il quotidiano Manifesto ricostruisce anche un’altra tappa poco nota della carriera di Giuseppe Conte. Il professore ha fatto l’avvocato per una vicenda legata a Stamina, il metodo del professor Vanoni, poi bocciato dalla comunità scientifica. Conte, nel 2013, assisteva legalmente la famiglia di una bambina malata alla quale fu somministrato il trattamento Stamina, e ottenne il via libera di un tribunale al proseguimento della cura non validata scientificamente, convincendo i genitori della bimba malata a spostare la residenza da Firenze a Livorno. Quello di Conte – sottolinea il quotidiano – non è stato «solo un impegno professionale, tanto è vero che Conte figura anche – con l’attrice Gina Lollobrigida e il suo manager Andrea Piazzolla – tra i promotori di una fondazione che si batte proprio per la «libertà di cura».

LA STAMPA

 

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