Archive for the ‘Immigrazione’ Category

“Le Ong creano pericolo”. Il piano del Viminale per bloccarle

venerdì, Febbraio 1st, 2019

Chiara Sarra

Le Ong creano pericolo e per questo vanno bloccate. E il Viminale – racconta oggi il Corriere – ha già messo a punto un piano per “bandirle” dalle acque italiane.

Tutto parte da un principio: quello secondo cui le navi straniere con a bordo i migranti sono “offensive perché recano pregiudizio alla pace, al buon ordine e alla sicurezza dello Stato”. Motivo per cui potrà essere disposto il “blocco navale” con veri e propri respingimenti in mare. Per mettere a punto il piano sarà necessaria un’ordinanza preventiva che sancisca lo “stato di pericolo” che sia la base per un decreto ad hoc.

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Migranti, ipotesi decreto per fermare le Ong: “Sigillare le acque italiane alle navi sgradite”

venerdì, Febbraio 1st, 2019

Potrebbe essere un decreto legge lo strumento scelto dal governo per bloccare le Ong impegnate nella ricerca e nel soccorso dei migranti nel Mediterraneo. E’ questa l’ipotesi che si sta facendo strada tra i tecnici del ministro dell’Interno e delle Infrastrutture, al lavoro per rendere compatibili con le normative italiane ed internazionali le indicazioni politiche di Matteo Salvini, appoggiato da Danilo Toninelli. “Stiamo lavorando per sigillare le acque territoriali italiane alle navi sgradite”, spiegano al Viminale.

L’obiettivo del decreto, come ribadito più volte da Salvini, sarebbe quello di “risolvere definitivamente il problema con le organizzazioni non governative”. Concetto espresso anche dal titolare del ministero delle Infrastrutture, Toninelli: “Non pensiamo a un blocco navale, stiamo creando una norma che inibisca l’ingresso delle Ong per ordine pubblico”.

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Sea Watch sbarca. Partita da Siracusa verso Catania con un sospetto

giovedì, Gennaio 31st, 2019

Attorno alle 5.30 ha mollato gli ormeggi ed è partita verso Catania, porto di sbarco. La Sea Watch 3, rimasta bloccata una settimana in attesa di un accordo Ue sulla destinazione dei 47 migranti a bordo e in ultimo rallentata da un guasto meccanico, è scortata da motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza.

Il capo missione SeaWatch3, scrive l’Ansa, avrebbe chiesto di partire più tardi per fare riposare l’equipaggio, ma la capitaneria di porto ha ribadito l’ordine di levare le ancore e di dirigersi verso Catania. La nave viaggia a una velocità di circa 5 chilometri l’ora per cui il tragitto Siracusa-Catania richiede oltre tre ore.

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Sea Watch 3 in navigazione verso Catania

giovedì, Gennaio 31st, 2019

dalla nostra inviata ALESSANDRA ZINITI

Erano le 5.30 del mattino quando la Sea Watch 3 è finalmente riuscita a partire dalla rada di contrada Targia a Siracusa dove era all’ancora da cinque giorni in attesa di sapere dove sbarcare i 47migranti soccorsi nel Mediterraneo il 19 gennaio. La nave, che aveva ricevuto l’indicazione del porto ieri pomeriggio, era stata bloccata da un guasto al verricello dell’ancora che è stato riparato nella notte e ora è attesa a Catania intorno alle 8.30. Il comandante aveva chiesto di posticipare la partenza di qualche ora per far riposare l’equipaggio ma la Capitaneria di porto di Siracusa ha dato ordine di salpare immediatamente, con la scorta di due motovedette della Guardia di finanza.

Sbarcati a Catania, i 15 minorenni a bordo, per i quali verrà subito nominato un tutore legale, verranno portati in una comunità del Catanese, i maggiorenni subito trasferiti nell’hotspot di Messina dove resteranno in attesa di essere redistribuiti negli altri paesi europei che hanno accettato di accoglierne una quota.

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Libia, invasione senza precedenti per l’Italia: “800mila pronti a salpare”, parola del premier Al Sarraj

mercoledì, Gennaio 30th, 2019

Tutto pronto per un’invasione senza precedenti, proprio nei giorni in cui lo scontro sugli immigrati è ai massimi livelli (sia tra Europa ed Italia, sia dentro al solo nostro Paese). Dalla Libia, infatti, arrivano le spaventose parole del premier Fayez Al Sarraj. Come riporta Il Giornale, a una specifica domanda nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta lunedì a Vienna, Al Sarraj ha spiegato che in Libia ci sono 800mila immigrati regolari, pronti a partire. “Solo 20mila si trovano all’interno dei centri gestiti dal governo”, ha sottolineato il premier.

Leggi anche: Il generale: “Azione militare contro gli sbarchi”

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L’allarme dell’Unhcr: “Otto migranti su dieci riportati indietro nei lager libici”

mercoledì, Gennaio 30th, 2019

di ALESSANDRA ZINITI

L’85 per cento di chi parte dalla Libia viene intercettato dalla Guardia costiera e riportato indietro. Rinchiuso nelle carceri in condizioni disumane, spesso senza acqua né cibo per giorni, a rischio di epidemia. È così da quando l’Italia ha chiuso i suoi porti. Più di quindicimila persone che, dopo mesi di detenzione, finiscono con l’essere rimesse in mano ai loro aguzzini e naturalmente ritentano la traversata pagando di nuovo i trafficanti e alimentando all’infinito un business che adesso, per reclutare nuovi clienti nei paesi d’origine, si nutre anche di “offerte speciali” per chi, naturalmente, non ha immediata disponibilità del denaro richiesto.

“Parti ora e paghi dopo”, “Viaggia ora gratis e lavori quando arrivi in Libia”, “Porta tre amici paganti e viaggi gratis”, “Riunisci cinque persone, viaggio gratis per tutti e lavoro all’arrivo”. Non è vero che con i porti chiusi e con la stretta sulle Ong si parte di meno dalle coste africane e, soprattutto, non è vero che si muore di meno. Né a mare né a terra, che sia nel deserto e all’interno dei centri di detenzione libici (dove nessuno sa quante persone perdono la vita ogni giorno), o che sia sulle strade di montagna che hanno visto una grande ripresa dei flussi migratori. Sei morti al giorni nel mar Mediterraneo, un numero che, seppure diminuito in termini assoluti (2.275 contro i 3.139 del 2017) è più che raddoppiato in termini percentuale con una vittima ogni 14 persone che partono e la conferma della rotta dalla Libia all’Europa come la più pericolosa in assoluto. E con 136 migranti (quasi il doppio dell’anno scorso) morti sulle rotte terrestri, sul fiume Evros tra Turchia e Grecia, alla frontiera tra Croazia e Slovenia, sui sentieri delle Alpi tra Italia e Francia. 

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La Corte di Strasburgo boccia la Sea Watch: “No allo sbarco dei migranti”

martedì, Gennaio 29th, 2019

Bartolo Dall’Orto

Le richieste e le denunce della Ong finiscono in un buco nell’acqua. O quasi.

Stamattina era trapelata la notizia della decisione della Sea Watch di ricorrere alla Corte dei diritti dell’uomo contro l’Italia per essersi rifiutata di ricevere i 47 migranti a bordo della nave. L’accusa è quella di aver “violato i diritti fondamentali delle persone soccorse”. Ma la corte di Strasburco, pur chiedendo a Roma di “fornire a tutti i richiedenti adeguate cure mediche, cibo, acqua e forniture di base”, non ha accolto le richieste della Ong. Niente sbarco, l’Italia non è obbligata a far approdare sulle proprie coste gli immigrati.

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Sea Watch 3, Salvini e Toninelli: “Ok sbarco, ma poi subito in Olanda”

martedì, Gennaio 29th, 2019

Roma, 29 gennaio 2019 – All’undicesimo giorno in mare per i 47 migranti a bordo della Sea Watch 3, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ‘apre’ per così dire alla possibilità di uno sbarco. A una condizione: che poi i migranti vadano in Olanda o in Germania. Stessa identica posizione del pentastellato Danilo Toninelli, che paragona il porto di Siracusa a un corridoio umanitario. E mentre i dem presentano un esposto in pretura, la Sea Watch fa appello addirittura alla Corte europea dei diritti umani, e manda una diffida a prefettura e capitaneria sul mancato approdo. Sull’imbarcazione le cose vanno di male in peggio: “C’è chi è scoppiato a piangere e chi comincia a rifiutare il cibo, persone costrette a dormire in 47 in un’unica stanza per ripararsi dal freddo…”.

“Solo se prenderanno la via dell’Olanda”

SALVINI – Dopo il blitz di domenica con i parlamentari Fratoianni-Magi-Prestigiacomo e l’iniziativa gemella del Pd, con Maurizio Martina e Matteo Orfini, il leader leghista propone: “Sbarco degli immigrati? Solo se prenderanno la via dell’Olanda, che ha assegnato la bandiera alla Sea Watch, o della Germania, paese della Ong. In Italia abbiamo già accolto, e speso, anche troppo”.

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Le regole mondiali inchiodano i Paesi Bassi: dovevano obbligare la nave ad andare in Tunisia

lunedì, Gennaio 28th, 2019

Fausto Biloslavo

L’Olanda deve occuparsi dei migranti a bordo della nave Sea Watch 3, secondo le convenzioni internazionali, ma fa spallucce.

E il governo olandese usa la tattica furbetta dei due pesi e due misure.

Al Giornale sono arrivati i documenti che inchiodano l’Olanda alle sue responsabilità come Stato di bandiera della nave, che sta intenzionalmente creando un caso politico al largo di Siracusa con il suo carico di esseri umani recuperato al largo della Libia. Il Comitato di sicurezza dell’Organizzazione marittima internazionale creata dall’Onu e riconosciuta da 172 Stati membri compresi Olanda e Italia, stabilisce una lunga serie di raccomandazioni per il soccorso in mare. «Si chiamano Facilitazioni per il traffico marittimo internazionale», che vanno rispettate dagli Stati» spiega una fonte del Giornale in prima linea sul fronte dei migranti in mare. «Pur trattandosi di raccomandazioni, se qualcuno non vi si attiene, a mio parere compie una violazione della Convenzione sui parametri di ricerca e soccorso in mare (Sar)» sottolinea la fonte.

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Il rebus Sea Watch, fascicolo in Procura. Governo in pressing: sequestrate la nave

lunedì, Gennaio 28th, 2019

fabio albanese siracusa

Un fatto è certo, da quella nave prima o poi quei 47 migranti dovranno scendere. Il problema è come fare per evitare che Viminale e governo debbano tornare sui propri passi, sconfessando la linea della durezza. Ieri, mentre tre parlamentari d’opposizione riuscivano con un blitz a salire sulla Sea Watch 3 alla fonda davanti Siracusa, Salvini tuonava: «Abbiamo elementi concreti per affermare che, mettendo a rischio la vita delle persone a bordo, il comandante e l’equipaggio abbiano disubbidito a precise indicazioni che giorni fa li invitavano a sbarcare nel porto più vicino (non in Italia), prove che verranno messe a disposizione dell’autorità giudiziaria. Se così fosse, saremmo di fronte a un crimine e alla volontà di usare questi immigrati per una battaglia politica». La conferma è arrivata da Di Maio: «Il governo italiano è impegnato a produrre con le autorità tutte le informazioni con la magistratura affinché si possa sequestrare l’imbarcazione. Siamo anche impegnati a far arrivare in Olanda queste persone», ha detto a «Non è L’arena», su La7.

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