Archive for the ‘Immigrazione’ Category

Migranti, Di Maio: “Li accoglieremo, ma la linea dura resta” | Salvini: “In Italia non arriva proprio nessuno”

domenica, Gennaio 6th, 2019

Il tema dei migranti bloccati in mare a bordo della nave Sea Watch 3 continua a tenere banco nel governo. Da un lato il ministro Luigi Di Maio afferma che l’esecutivo “vuole che vengano tutelati donne e bambini: sbarchino a Malta e li accoglieremo”, aggiungendo di essere d’accordo “sulla linea dura: non possiamo assumerci da soli i problemi dell’Ue“. Da parte sua l’altro vicepremier, Matteo Salvini, dichiara invece: “In Italia non arriverà nessuno”.

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Tratta di esseri umani, inchiesta Fbi-polizia sulla mafia nigeriana

sabato, Gennaio 5th, 2019

La tratta di esseri umani non coinvolge solo disperati alla ricerca di una vita migliore in Occidente, ma anche veri e propri schiavi. Soprattutto dall’Africa, da dove la mafia nigeriana invia in Italia persone destinate da una parte al mercato del sesso, e dall’altra a quello del traffico di organi. E crocevia di questi traffici sembra essere, secondo un’inchiesta internazionale, il litorale della Campania.

All’indagine, riporta il quotidiano Il Messaggero, lavorano da luglio l’Fbi, la polizia italiana di Caserta, Roma, Palermo e Torino e, presto, anche la polizia canadese. L’inchiesta è partita seguendo le tracce di passaggi anomali di denaro delle bande criminali della mafia nigeriana negli Stati Uniti (i Vicking, gli Eyes e i Black Axe), e analizzando i flussi, veicolati attraverso i money transfer ma anche paypal, è arrivata a Castel Volturno. Qui, sui conti di insospettabili immigrati nigeriani, arrivano fondi ingenti.

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Grottesca sfida sui corpi da salvare. Sulle navi Sea Watch e Sea Eye, la prima partita tra Di Maio e Salvini in vista delle europee

sabato, Gennaio 5th, 2019

Sui migranti, ancora sui migranti, si consuma la prima partita di campagna elettorale interna al governo gialloverde in vista delle europee di maggio: tra il M5s e la Lega, tra i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, con quest’ultimo in qualche modo spalleggiato dal premier Giuseppe Conte.

Sono due settimane che le due navi umanitarie di Sea Watch e Sea Eye vagano nel Mediterraneo alla ricerca di un porto dove far sbarcare i 49 migranti tratti in salvo. Due settimane di freddo, gelo, insicurezza. Poco dopo le 18, Luigi Di Maio prende l’iniziativa, tenta in qualche modo di smarcarsi dall’agenda dei ‘porti chiusi’ dettata come sempre da Salvini. Lo fa in maniera rocambolesca, sia chiaro. Scrive un post su Facebook, dove annuncia la disponibilità ad accogliere solo “donne e bambini”. Si tratta di 7 persone in tutto, solo 7 su 49: un’inezia.

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“Noi, clochard italiani al gelo scavalcati dagli extracomunitari”

giovedì, Dicembre 20th, 2018

Marianna Di PiazzaFabio Franchini

Duemilasettecento posti letto per i senzatetto in ventitré strutture sparse in tutta Milano, un numero unico per le segnalazioni attivo ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette.

È il “Piano freddo” 2018 dell’amministrazione Sala, che però, nonostante le migliorie sbandierate dalla giunta, si dimentica di tanti clochard italiani.

Ne conosciamo alcuni in via Vittor Pisani, quel vialone porticato che collega Piazza della Repubblica alla Stazione Centrale. In una sera di dicembre, con il termometro che indica uno striminzito grado centigrado, incontriamo diversi connazionali che non riescono a ottenere un posto letto dal Comune. Avvolti da coperte e imberrettati, sono pronti ad affrontare l’ennesima notte al gelo. Hanno tutti tra i 45 e 60 anni, hanno figli e hanno perso il lavoro.

“La situazione è drammatica, perché le temperature incominciano a calare e c’è tanto freddo. Abbiamo fatto alcune domande per un ricovero al coperto, ma purtroppo essendo italiani siamo presi in considerazione un po’ diversamente…”, ci spiegano. Non ce l’hanno direttamente con gli extracomunitari, ma accusano le istituzioni locali di privilegiare gli stranieri in difficoltà, anziché i molti italiani in povertà: “Quando sono andato a chiedere aiuto, ho detto che sono di Venezia e mi hanno risposto: ‘Perché non ritorni a casa?’. Su questo versante loro ci passano davanti, hanno una sorta di corsia preferenziale”.

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Lite su Frontex, quote e asilo. Migranti, l’Ue torna all’anno zero

venerdì, Dicembre 7th, 2018
marco bresolin
inviato a bruxelles

Non c’è intesa sul potenziamento di Frontex. Non c’è intesa sulla riforma dell’asilo. Non c’è intesa sul rinnovo del mandato dell’operazione Sophia. Non c’è intesa nemmeno sulle soluzioni-ponte per redistribuire su base volontaria i migranti sbarcati sulle coste europee. E l’ipotesi delle quote immigratorie sembra ormai tramontata definitivamente. Sulla gestione dell’immigrazione l’Ue è all’anno zero. Si va dunque avanti con le regole attuali, quelle che l’Italia contesta perché lasciano sulle coste dello Stivale tutto il peso dei flussi che arrivano dal Mediterraneo Centrale.

«Abbiamo come l’impressione che Matteo Salvini non abbia alcun interesse a risolvere la questione. Evidentemente considera che questa situazione di stallo sia molto più conveniente elettoralmente». È l’ambasciatore di un importante Paese europeo a sfogarsi con questa riflessione al termine del Consiglio Affari interni, terminato con l’ennesimo nulla di fatto. Alla delicata e tesa riunione di ieri non c’era il ministro dell’Interno a rappresentare l’Italia, ma il suo sottosegretario Nicola Molteni. Spetterà ora al premier Giuseppe Conte affrontare il nodo al tavolo del Consiglio europeo in agenda giovedì prossimo.

Liti sulle missioni

Ieri mattina i ministri hanno cercato di trovare un compromesso sul potenziamento di Frontex, ma non è stato possibile fare grandi progressi. Il Consiglio ha raggiunto soltanto un’intesa parziale per dare alla nuova Guardia Costiera e di Frontiera Ue un maggior ruolo sul fronte dei rimpatri e nella collaborazione con i Paesi extra-Ue. (altro…)

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Stop permessi umanitari. Da gennaio via dall’Italia 2mila immigrati al mese

lunedì, Dicembre 3rd, 2018

A partire da gennaio prossimo, con l’abrogazione dell’istituto del permesso di soggiorno per motivi umanitari stabilita nel «dl sicurezza», saranno poco più di 20 mila gli immigrati ospitati nei centri di accoglienza straordinari che vedranno improrogabilmente scadere il proprio lasciapassare temporaneo.

A costoro verrà recapitato un nuovo documento: un formale foglio di via che li vincola a lasciare nei quindici giorni successivi il territorio italiano.

Di media si conta che saranno circa 2 mila in più ogni mese gli stranieri che non avendo ricevuto né rinnovo del permesso tantomeno accoglimento della richiesta di protezione internazionale si ritroveranno nello stato di clandestinità palese. E questa sarà solo la prima trance perché a ruota arriveranno le scadenze dei titoli di permanenza umanitaria anche per gli altri 12 mila e oltre dell’anno in corso: una fetta consistente ogni mese. A oggi risulta che il 33% circa degli stranieri che usufruiscono dell’accoglienza negli Sprar (servizi di accoglienza richiedenti asilo) e dislocati nei piccoli comuni sono in possesso del permesso di soggiorno umanitario: questo titolo ha una durata di 2 anni ed era per la legge, prima del «dl sicurezza», rinnovabile. (altro…)

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Rogo nella tendopoli di San Ferdinando: muore migrante di 18 anni

domenica, Dicembre 2nd, 2018

Torna la rabbia a San Ferdinando, torna la disperazione. Ancora una volta, nella tendopoli c’è un morto da piangere. E ancora una volta ad uccidere è stato il fuoco di un braciere, usato per scaldarsi da chi è costretto a dormire a terra, riparato solo da una tenda sottile nella Piana di Gioia Tauro. Per Suruwa Jaithe è stato fatale.

“Era venuto in Italia un anno fa. La sua ambizione era studiare. E adesso non c’è più”. Soumbu Jaithe, è il fratello di Suruwa.  A fargli forza gli amici del fratello che gli sono vicini. Lui vive a Catania ed è arrivato in Calabria dopo avere saputo della tragedia.

Diciotto anni compiuti da poco, “Sparo”, così lo chiamavano gli amici, al freddo della notte della Piana non era abituato. Non viveva lì. Arrivato dal Gambia da solo ancora minorenne, da tempo era inserito nel progetto Sprar di Gioiosa Ionica, sulla costa jonica reggina, ad una cinquantina di chilometri da San Ferdinando. Partecipava alle attività, era l’anima di un laboratorio artistico, che qualche tempo fa gli è valso anche un premio del sindaco del paese, Salvatore Fuda. Ma molti dei suoi amici e parenti non erano riusciti ad entrare nel circuito dell’accoglienza. L’Italia aveva riservato loro solo la possibilità di arrangiarsi sotto una tenda nella zona di San Ferdinando e di vendersi ogni mattina come braccianti a giornata per un euro a cassetta di arance.

Suruwa andava spesso a trovarli e a comprare del cibo africano nei piccoli spacci che nel tempo sono nati nella tendopoli. Ma l’ultima visita gli è stata fatale. Nella notte, un incendio, probabilmente originato da un fuoco o da un braciere acceso per scaldarsi, ha divorato rapidamente otto tende, trasformandole in una pira. Qualcuno ha dato l’allarme, tutti hanno lasciato in fretta e furia i loro giacigli, senza prendere nulla con sé. (altro…)

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Il 60% degli immigrati in Italia ha la pensione senza aver mai lavorato

venerdì, Novembre 30th, 2018

I dati arrivano dall’Osservatorio sui cittadini extracomunitari. Si tratta di un ufficio compreso all’interno dell’Inps che analizza l’impatto degli immigrati sul nostro sistema pensionistico.

Tema su cui tanto si è dibattutto e che vede Matteo Salvini e Tito Boeri (guarda caso) su due fronti diversi. Il primo, pronto a ribadire che gli stranieri non vadano accolti tutti. Il secondo, convinto che saranno i migranti a pagarci l’assegno di riposo dal lavoro.

Chi ha ragione e chi torto? I dati ad oggi sembrano dirci che per ora sono gli italiani a pagare tante pensioni agli stranieri. Al sistema assicurativo pubblico sono registrati ben 2.259.000 immigrati su un totale di circa 6 milioni di extracomunitari residenti nel Belpaese. A incassare già un assegno sono in 90mila e sei su dieci – secondo quanto riporta La Verità – non avrebbero il sussidio coperto da contributi versati in passato. Tradotto: a pagargli la pensione sono gli italiani con le loro tasse. (altro…)

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Rom e immigrati occupano. E la clinica non va agli anziani

lunedì, Novembre 26th, 2018

Immaginate di essere proprietari di un immobile in cui non potete entrare. Al vostro posto un gruppo di abusivi con divani, letti, giochi per bimbi.

Stendono i panni, si son divisi le stanze coi lucchetti, hanno la parabola. Un’occupazione in piena regola, insomma. A voi mantenere gli indesiderati inquilini costa oltre 10mila euro al giorno. Diecimila. Non proprio due spicci. Come reagireste?

Male, ovvio. L’Italia è piena di immobili a metà tra l’abbandono e l’illegalità, ricovero di sbandati, rom e immigrati. Firenze ne conta oltre trenta. Uno di questi è un caso-scuola che sta procurando danni milionari alla società entrata malauguratamente in possesso dello stabile tre lunghi anni fa.

La struttura da 90 posti letto si trova in via del Pergolino ed è un ex casa di cura di lunga degenza ferma ormai dal 2012. La proprietaria è “Il Pergolino srl” che l’ha concessa in affitto alla “Pergolino Hospital srl”. Quest’ultima, nel 2008, è entrata a far parte di GVM Care & Research che (continuando a pagare l’affitto) ne aveva programmato la ristrutturazione per dedicarla all’assistenza geriatrica. Peccato che in attesa del progetto, il 20 settembre 2015, circa 70 persone abbiano occupato l’immobile, impedendo di iniziare i lavori di riqualificazione. (altro…)

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Deride, pesta e sputa agli agenti. ​Ma il clandestino è già libero

lunedì, Novembre 26th, 2018

Aveva deriso i vigili urbani e sputato addosso alle loro divise, ma questo non basta per salire su un volo charter diretto al suo Paese di origine.

Uno dei due nigeriani fermati a Busto Arsizio per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di generalità non verrà espulso. Il motivo? “Essendo pendente un suo ricorso dopo il rifiuto ad avere lo status di rifugiato politico, ora può girare a piede libero come gli pare, sino a sentenza”.

Il cortocircuito del sistema Italia viene denunciato alla Prealpina dall’assessore alla Sicurezza di Busto Arsizio, Massimo Rogora. Il giovane nigeriano era stato trasferito a Bari in un centro di espulsione ma ora “è stato lasciato andare”. Comprensibile l’ira dell’assessore e, chissà, pure quella dei vigili beffati e derisi dai due immigrati. (altro…)

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