Archive for the ‘Esteri’ Category

Il Senato processa Trump e Twitter lo condanna per sempre al silenzio

giovedì, Febbraio 11th, 2021

francesco semprini

NEW YORK. Da Twitter arriva la condanna in via definitiva di Donald Trump che non potrà più cinguettare per il resto della sua vita. Il tribunale social di Silicon Valley ha deciso per il massimo della pena nella revisione del caso @realDonaldTrump (questo il suo account) confermando quanto stabilito dopo i fatti di Capitol Hill del 6 gennaio.

«Lo stop è permanente», recita l’impietoso verdetto. Quando «si è rimossi dalla piattaforma si è rimossi a prescindere» dalla carica, ovvero «se si è un commentatore, un direttore finanziario, un attuale o un ex funzionario pubblico». A leggere la «sentenza» è stato il direttore finanziario della società con sede a San Francisco, Ned Segal, in un’intervista al network Cncb. Questo significa che anche nel caso in cui Trump dovesse ricandidarsi non avrebbe accesso al suo account né potrebbe accedervi con altri profili o prestanomi, come precisato dallo piattaforma guidata da Jack Dorsey. Ben inteso non che la cosa impensierisca Trump o lo faccia rinunciare alle sue mire politiche, l’ex inquilino della Casa Bianca, anzi, appunta al petto come una medaglia il castigo del social rilanciando il suo mantra della persecuzione perpetrata dai «cospiratori Dem» rappresentati dal cartello delle Big Tech.

Ciò che invece sembra impensierire l’ex presidente è la linea difensiva adottata nel processo di impeachment in corso al Senato, dai suoi legali Bruce Castor, ex pm nel processo all’attore Bill Cosby del 2005, e David Schoen, eclettico principe del foro e i tra massimi esperti di diritti civili. The Donald, chiuso nel suo studio di Mar-a-Lago, in Florida, dove ha seguito l’inizio del dibattimento, sarebbe andato su tutte le furie per quello che ha definito esordio incerto. Gli avvocati, tuttavia, hanno negato che la loro arringa abbia deluso l’ex presidente, spiegando a Fox New come «non gli è stato comunicato» che il loro cliente si sia arrabbiato per la performance. Ieri intanto la procedura di impeachment è entrata nel vivo: dopo il via libera sulla costituzionalità di mercoledì l’accusa ha iniziato a presentare le sue argomentazioni – per cui ha a disposizione (come la difesa) sino a 16 ore – e ha giocato la carta di inedite immagini violente dell’assalto al Congresso come nella prima audizione. Si tratta di frammenti mai visti prima del sistema di video di sorveglianza del Campidoglio sull’irruzione dei trumpisti, scene violente non adatte agli spettatori più giovani, come spiegato dalla stessa accusa.

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Recovery: ok definitivo del Pe a regolamento su governance

mercoledì, Febbraio 10th, 2021

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le regole che governano il Recovery fund, il Recovery e Resilience Facility (Rrf).

Il regolamento sugli obiettivi, il finanziamento e le regole di accesso al dispositivo europeo è stato approvato con una ampia maggioranza: 582 voti favorevoli, 40 voti contrari e 69 astensioni.

Un “passo storico” una “opportunità unica da cogliere per cambiare le nostre economie per il bene di tutti i cittadini europei”: così ha commentato il commissario Ue per l’economia Paolo Gentiloni.

L’HUFFPOST

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La missione Oms a Wuhan si chiude con un “non lo so”

martedì, Febbraio 9th, 2021

Alla fine, dopo 4 settimane di indagini a Wuhan sulle origini del coronavirus, la missione degli esperti dell’Organizzazione mondiale della Sanità si conclude con una certezza e molti “non so”. La certezza è che l’origine del virus, come ampiamente ribadito dalla comunità scientifica internazionale, sia animale. Più numerose le incertezze, a cominciare da quale sia l’animale ospite, con pipistrelli e pangolini sempre in cima agli indiziati, ma con dei ‘ma’: i campioni di coronavirus trovati in quelle specie non sono identici al Sars-Cov-2, e in ogni caso non è chiaro come sia avvenuto lo spillover, vale a dire il salto di specie.

“L’ipotesi della fuga dal laboratorio del coronavirus è estremamente improbabile”, ha detto il capo missione dell’Oms a Wuhan, Peter Ben Embarek, raccomandando per il futuro di non continuare ricerche in tal senso. Al contrario, “la ricerca per la possibile rotta di penetrazione del virus nelle specie animali è un lavoro in corso d’opera” che andrà approfondito con ulteriori studi.

“Un salto diretto dai pipistrelli agli umani non è probabile”, ha spiegato, visto che a Wuhan e dintorni non vi è una grande popolazione di questi animali. Rimane in piedi l’ipotesi pangolini e felini come primi portatori del coronavirus, ma l’Oms ha consigliato di andare avanti con gli studi a riguardo. Embarek ha ammesso che la missione sul campo “non ha stravolto le convinzioni che avevamo prima di cominciare” circa le origini del virus. Il funzionario Oms ha poi sottolineato che non si è riusciti a scoprire neppure come il virus sia entrato nel mercato Huanan a Wuhan, epicentro del primo focolaio noto della malattia, a fine 2019, auspicando ulteriori studi sul ruolo dei cibi surgelati e della catena del freddo come “superficie per la trasmissione del virus agli esseri umani”.

L’indagine, condotta congiuntamente da Oms ed esperti cinesi, di fatto scagiona Pechino dal sospetto di aver comunicato in ritardo la comparsa della nuova epidemia poi tramutatasi in pandemia. “Non ci sono tracce sostanziali della diffusione del coronavirus in Cina prima della fine del 2019. E non ci sono prove che circolasse a Wuhan prima del dicembre del 2019”, ha detto in conferenza stampa dalla città primo focolaio del Covid il professor Lian Wannian, a capo della delegazione di 17 esperti cinesi che ha affiancato quella dell’Oms. È possibile che il virus circolasse in altre regioni prima che a Wuhan, ma se anche fosse – concludono gli esperti – è da escludersi la presenza di grandi focolai. La missione – ha confermato Embarek, capo del team Oms – “non ha trovato prove” di grandi focolai legati al nuovo coronavirus “prima di dicembre 2019 a Wuhan o altrove”.

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Trump, duello sull’impeachment

martedì, Febbraio 9th, 2021

Paolo Mastrolilli

DALL’INVIATO A NEW YORK. Complotto del presidente per sovvertire il risultato delle elezioni perdute il 3 novembre, o teatrino politico dei suoi avversari assetati di vendetta. Sono i due estremi intorno a cui si giocherà il destino di Donald Trump, nel processo per l’impeachment che apre oggi al Senato. La condanna è impossibile, perché servirebbero i voti di 17 repubblicani che al momento non esistono. Le ramificazioni politiche però sono parecchie, e non è detto che questa sia l’ultima parola sui guai giudiziari dell’ex presidente.

Trump è stato messo per la seconda volta in stato di impeachment dalla Camera, perché spargendo bugie su frodi elettorali inesistenti, e incitando i manifestanti del 6 gennaio a lottare, ha fomentato l’assalto al Congresso. Ieri i suoi avvocati, Bruce Castor e David Schoen, hanno presentato una memoria difensiva di 78 pagine, in cui sostengono due punti: primo, il processo è incostituzionale, perché il loro cliente non è più in carica; secondo, il 6 gennaio non ha incitato la folla ad attaccare il parlamento, ma ha solo esercitato il suo diritto alla libertà di parola: «Soddisfare la fame dei democratici per questo teatrino politico è un pericolo per la nostra repubblica e i diritti a noi più cari». La chiamata a lottare era figurativa, così come la richiesta al segretario di Stato della Georgia di trovargli i voti per vincere. I democratici hanno risposto che «la Camera non ha sottoposto Trump all’impeachement perché ha espresso un’opinione politica impopolare, ma perché ha incitato un’insurrezione violenta contro lo Stato».

I democratici hanno chiesto all’ex presidente di intervenire, ma lui si è rifiutato. La loro strategia non prevede molte testimonianze, perché l’accusa di baserà soprattutto sui video del discorso di Trump, i tweet, le confessioni degli aggressori all’Fbi in cui sostengono di essere stati spinti all’attacco da lui. Il punto non è se ha commesso un reato, perché ciò non è richiesto dall’impeachment, ma se il comportamento tenuto dal 3 novembre in poi ha cercato di rovesciare illegalmente il risultato delle elezioni, fino al punto di incitare l’insurrezione quando ogni altra via legale si era chiusa. Il dibattito comincerà oggi con quattro ore di discussione sulla costituzionalità del procedimento, che verrà poi votata a maggioranza semplice e quindi sarà confermata. Anche diversi giuristi repubblicani, come Chuck Cooper sul Wall Street Journal, hanno ammesso che la legge consente l’impeachment di imputati non più in carica, perché la rimozione è solo la pena minima comminabile. Poi c’è il bando dalle cariche pubbliche, vero obiettivo dei democratici, che andrebbe votato a maggioranza semplice dopo la condanna.

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Covid, boom di casi, la Grecia rafforza il coprifuoco. Il Brasile (230 mila morti) è la frontiera delle varianti più aggressive

sabato, Febbraio 6th, 2021

GIACOMO GALEAZZI

ROMA. C’è un assedio al quale il mondo intero è chiamato a rispondere nel più breve tempo possibile. E’ quello delle varianti che rendono il Sars-Cov-2 più aggressivo e ne accelera la trasmissione abbassando l’età media dei contagiati fino ad includere la fascia pediatrica. Il boom di nuovi casi riguarda tutti i continenti e i paesi corrono ai ripari blindandosi con ulteriori restrizioni e accelerando la campagna di vaccinazione di massa.  Spiega alla Stampa.it il professor Patrick Franzoni, medico internista e d’urgenza, responsabile del progetto Test rapidi e vaccinazioni in Alto Adige: «Più il virus viene lasciato libero di circolare. più varia. La vaccinazione fa pressione sulle mutazioni. Dobbiamo immunizzare rapidamente la popolazione per frenare l’escalation di contagi. Con l’arrivo del vaccino AstraZeneca va estesa già da lunedì la vaccinazione anche agli under 50 tra le forze dell’ordine, il personale scolastico e altre categorie».

Corsa contro il tempo

Prosegue il professor Franzoni: «Vaccinarsi provoca un beneficio enorme in termini di produzione di anticorpi e di immunità cellulare. Sulla rivista scientifica internazione “Lancet” è stato pubblicato uno studio approfondito sul vaccino russo a vettore virale Sputnik V di cui è stata accertata un’altissima efficacia. Prima somministriamo tutti i vaccini che abbiamo a disposizione prima si uscirà dalla tragedia collettiva della pandemia. I vaccini vanno fatti appena arrivano, ogni ora persa contribuisce all’allargamento dell’infezione planetaria». 

Coprifuoco rafforzato

Dopo l’aumento dei casi giornalieri di Covid, la Grecia indurisce il coprifuoco ad Atene e Salonicco, le due principali città del Paese: invece che dalle nove di sera sarà vietato uscire in strada dalle sei del pomeriggio e fino alle cinque del mattino. Inoltre, i negozi ad Atene, Salonicco e nelle zone a rischio opereranno solo dal lunedì al venerdì ed esclusivamente per la raccolta degli ordini effettuati online; e nei fine settimana saranno operativi solo i negozi di alimentari, le farmacie e le panetterie. Si elimina così la possibilità di fissare un appuntamento in negozi di abbigliamento, calzature e librerie per ritirare compere, come accadeva nelle ultime settimane. Dopo il forte aumento dei casi nelle città più popolate del Paese, il governo del conservatore Kyriakos Mitsotakis, sta cercando di correre ai ripari. Le scuole di livello inferiore rimangono aperte, mentre continua l’insegnamento a distanza Per i ragazzi delle superiori. Le nuove misure inizieranno oggi sabato e dureranno fino al 15 febbraio.

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Covid, Oms: “Preoccupati per le varianti, l’Europa si unisca sui vaccini” | Nel mondo quasi 105 milioni di casi

venerdì, Febbraio 5th, 2021

L’Europa deve “unirsi” per accelerare la sua campagna di vaccinazione contro il Covid-19, con il sostegno di tutti i laboratori. E’ l’appello lanciato dal direttore regionale dell’Oms per l’Europa, Hans Kluge, ammettendo di essere “preoccupato” per il rischio delle varianti sull’efficacia dei vaccini. Intanto sono quasi 105 milioni i contagi registrati nel mondo da inizio pandemia, con 2.282.477 decessi.

05 feb 08:29

I Nas oscurano undici siti di vendita di farmaci

I Nas hanno oscurato undici siti web, collocati su server esteri e con riferimenti di gestori non individuabili, sui quali venivano pubblicizzate e vendute svariate tipologie di medicinali a vario titolo legati all’emergenza Covid. Il “blitz telematico” è stato compiuto nell’ambito di un’operazione contro il cybercrime farmaceutico. Tra i farmaci finiti nel mirino, alcuni erano vendibili solo in farmacia. 05 feb 08:17

Messico, individuata una nuova possibile variante

Una nuova variante del coronavirus potrebbe essere stata identificata in Messico. Lo hanno annunciato i ricercatori del Laboratorio per la diagnosi delle malattie emergenti dell’Università di Guadalajara dopo aver riscontrato una possibile mutazione del virus nei campioni di quattro persone residenti nella zona di Jalisco. 05 feb 08:14

Usa, registrati 618 casi di varianti

Gli Stati Uniti hanno registrato finora almeno 618 casi di varianti di coronavirus in 33 Stati, circa il 99% dei quali (611) sono legati alla variante inglese del virus: lo ha reso noto l’Agenzia americana per la prevenzione delle malattie, secondo quanto riporta la Cnn. La Florida è lo Stato maggiormente colpito, con 187 casi, seguita dalla California (145). Inoltre, sono stati segnalati cinque casi di variante sudafricana (due in Carolina del Sud e tre in Maryland), oltre a due casi di variante brasiliana (entrambi in Minnesota).  05 feb 08:02

Usa, Johnson & Johnson presenta richiesta autorizzazione per il suo vaccino

Johnson & Johnson ha presentato alla Food and Drug Administration (Fda) una richiesta di autorizzazione di emergenza per il suo vaccino anti Covid. Lo ha reso noto la stessa casa farmaceutica. 05 feb 08:01

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Vaccino russo, Lancet conferma: Sputnik V efficace al 91,6%

martedì, Febbraio 2nd, 2021

Il vaccino Sputnik V è efficace al 91,6 % contro le forme sintomatiche del Covid, secondo i risultati pubblicati sulla rivista medica The Lancet e convalidati da esperti indipendenti. «Lo sviluppo del vaccino Sputnik V è stato criticato per la sua fretta, il fatto che abbia bruciato gradini e una mancanza di trasparenza. Ma i risultati riportati qui sono chiari e il principio scientifico di questa vaccinazione è dimostrato», hanno affermato due esperti britannici, i professori Ian Jones e Polly Roy, in un commento allegato allo studio Lancet. Questo «significa che un vaccino aggiuntivo può ora unirsi alla lotta per ridurre l’incidenza del Covid-19», hanno aggiunto i ricercatori, che non sono stati essi stessi coinvolti nello studio. APPROFONDIMENTI

Vaccini, l”Ue agli Stati: siamo in grado di coprire il fabbisogno di tutta l’Unione, non previsti accordi bilaterali

Lo Sputnik V sarebbe quindi tra i vaccini più performanti, insieme a Pfizer/BioNTech e Moderna (circa il 95% di efficacia), che utilizzano una tecnologia diversa (Rna messaggero). Nelle ultime settimane si è parlato sempre più spesso di una possibile valutazione rapida in Europa da parte per l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e Sputnik V è già utilizzato in Russia e in Paesi come Argentina o Algeria. I risultati pubblicati su The Lancet provengono dall’ultima fase degli studi clinici sul vaccino, fase 3, che coinvolge quasi 20.000 partecipanti. Come sempre in questi casi, questi risultati provenivano dal team che ha sviluppato il vaccino e poi condotto gli studi, e sono stati poi presentati ad altri scienziati indipendenti prima della pubblicazione. Mostrano che lo Sputnik V riduce del 91,6% il rischio di contrarre una forma sintomatica di Covid-19. 

Vaccini, Zaia: «Ci stiamo muovendo per trovarli sul mercato. E ragioniamo sul Veneto Covid-free»

I  partecipanti al trial  tra settembre e novembre scorsi hanno tutti ricevuto due dosi di vaccino o placebo a tre settimane di distanza l’una dall’altra. Ogni somministrazione è stata accompagnata da un test PCR (tampone).

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Laboratorio Israele: vaccinato uno su tre. I primi effetti sugli over 65: contagi e ricoveri in picchiata

martedì, Febbraio 2nd, 2021

di Davide Frattini

Laboratorio Israele: vaccinato uno su tre. I primi effetti sugli over 65: contagi e ricoveri in picchiata

Un centro per le vaccinazioni in un parcheggio vicino a Tel Aviv shadow

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME – Le code davanti alle cliniche per le vaccinazioni sono ormai sparite. Nessuno prova più a passare davanti agli altri per ottenere la puntura, restano le transenne messe giù dalla polizia nei primi giorni della campagna. Oltre 3 milioni di israeliani (su 9,2) hanno già ricevuto la prima dose, 1,8 anche la seconda: il ministero della Sanità punta a immunizzare i due terzi della popolazione (esclusi i minori di 16 anni) entro la fine di marzo.

La percentuale molto alta di vaccinati permette agli scienziati di calcolare i primi risultati a 40 giorni dall’inizio delle operazioni. Eran Segal, ricercatore degll’Istituto Weizmann, ha twittato entusiasta: «La magia è cominciata». Elenca i dati positivi tra gli over 60, i primi a essere inoculati, nelle ultime due settimane: calo del 35 per cento di nuovi contagiati dal Covid-19, meno 30 per cento di ricoveri, meno 20 per cento di malati gravi. Fa notare che questi numeri sono migliori che in generazioni più giovani e non erano stati raggiunti neppure con il lockdown precedente.

Il Paese resta chiuso almeno fino a venerdì, isolato dal resto del mondo (i voli in ingresso e uscita bloccati). Perché – nonostante il record nelle vaccinazioni – preoccupano le varianti inglese e brasiliana. Gili Regev-Yochay, direttrice dell’unità di epidemiologia all’ospedale Sheba, avverte che con queste mutazioni del Coronavirus in circolazione una percentuale più alta della popolazione (l’80-90 per cento) deve essere vaccinata per raggiungere l’immunità di gregge. Fino ad ora i calcoli sono stati eseguiti escludendo dalla campagna i minori di 16 anni (un terzo del totale) e secondo la professoressa Regev-Yochay «sarà inevitabile vaccinare anche loro». In ogni caso – prevede – «gli israeliani dovranno indossare le mascherine almeno fino all’estate».

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Birmania, arrestata Aung San Suu Kyi | Il suo partito: “E’ un colpo di Stato”

lunedì, Febbraio 1st, 2021

Aung San Suu Kyi, capo del governo birmano, è stata arrestata dalle forze armate. Lo ha annunciato Myo Nyunt la portavoce del suo partito, la Lega nazionale per la democrazia (Lnd). “E’ detenuta a Naypyidaw, presumiamo che l’esercito stia organizzando un colpo di Stato”. I militari denunciano da diverse settimane irregolarità avvenute durante le elezioni legislative di novembre, vinte in modo schiacciante dall’Lnd.

Dopo l’arresto di Aung San Suu Kyi, l’esercito birmano ha annunciato fa l’imposizione di uno stato di emergenza per la durata di un anno. Nel frattempo, l’ex generale Myint Swe, uno dei due vicepresidenti, ricoprirà la carica di presidente ad interim. L’annuncio è stato dato dalla tv statale. Tutti i poteri in Myanmar sono stati trasferiti al generale Min Aung Hlaing, capo delle forze armate.

Gli arresti sono avvenuti poche ore prima della riunione inaugurale del Parlamento recentemente insediato. Con il pretesto della pandemia di coronavirus, le elezioni “non sono state né libere né eque”, ha assicurato in conferenza stampa la scorsa settimana il portavoce dell’esercito, il maggiore generale Zaw Min Tun.

I militari affermano di aver identificato casi di frode, tra cui migliaia di centenari o minori che risulterebbero tra i votanti. Diverse ambasciate, tra cui quella degli Stati Uniti e la delegazione dell’Unione Europea, hanno sollecitato la Birmania ad “aderire a standard democratici”, che assieme all’Onu, temevano il colpo di Stato. Leggi Anche

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Vaccino Covid e penali: i rischi della guerra Ue-AstraZeneca

giovedì, Gennaio 28th, 2021

di Lorenzo Salvia e Fiorenza Sarzanini

Vaccino Covid e penali: i rischi della guerra Ue-AstraZeneca

La regola (generosa) è la stessa. Anche per AstraZeneca, arrivata al braccio di ferro con Bruxelles per i tagli alle forniture del vaccino anti Covid, con uno scambio di accuse che sembra non fermarsi più. Il contratto con l’azienda britannica, come tutti quelli firmati dalla Commissione europea con le altre case farmaceutiche, non fissa le forniture da garantire ogni settimana. Ma stabilisce solo le quote da rispettare ogni tre mesi. All’interno dei trimestri l’azienda può frenare o accelerare il ritmo, a seconda delle esigenze produttive. L’importante è che alla fine di marzo per il primo trimestre, alla fine di giugno per il secondo, e così via, la fornitura venga garantita. Ma anche se questo vincolo non dovesse essere rispettato, le carte in mano alla Commissione europea non sono poi così buone. Senza escludere effetti collaterali sull’ok alla vendita da parte di Ema, ormai questione di ore.

Il contratto

Le penali non sono automatiche, anzi risultano improbabili. A definire i «rimedi» in caso di violazione delle forniture trimestrali deve essere un nuovo accordo tra la casa farmaceutica e la Commissione. La penale può essere uguale al 20% del valore delle dosi non consegnate. Una sanzione abbastanza contenuta, che può essere messa in conto da un’azienda con le spalle larghe e con gli affari che vanno bene. Ma i «rimedi» possono essere anche altri, come la restituzione delle somme versate o addirittura la risoluzione del contratto. Un’ipotesi, questa, che sarebbe un suicidio perché significherebbe rinunciare alla consegne in un momento in cui di vaccini c’è grande domanda e poca offerta.

Le forniture

Da AstraZeneca, in un primo momento, l’Italia doveva avere nel primo trimestre 16 milioni di dosi. Una fornitura, che pur senza suscitare scandalo, era già stata dimezzata qualche settimana fa, scendendo a 8 milioni. Poi è stata ridotta di nuovo con quel taglio del 60% che ha innescato lo scontro con la Commissione europea. Per l’Italia significa avere nel primo trimestre appena 3,4 milioni di dosi a disposizione. Non solo. A proposito della possibilità di risoluzione del contratto, nel secondo trimestre di dosi ne dovremmo avere 24 milioni. Si tratta della fornitura più consistente di tutte, in un momento in cui saremo ancora esposti alle oscillazioni nelle consegne delle case farmaceutiche. E in cui non si sarà ancora concretizzata la strada della parziale autarchia, con la produzione del vaccino italiano Reithera che non arriverà prima dell’estate. Che fare, quindi?

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