Archive for the ‘Esteri’ Category

Germania, il 2019 sarà un anno buio per Berlino

sabato, Aprile 13th, 2019

Roberto Vivaldelli

Secondo quanto riferito da fonti governative all’agenzia di stampa Reuters, la Germania dovrebbe dimezzare le sue previsioni di crescita per il 2019 a causa di un peggioramento della crisi legata alla recessione nel settore manifatturiero. La più grande economia europea, si ferma. Il governo tedesco, che si pronuncerà ufficialmente la prossima settimana, prevede una crescita dello 0,5%, inferiore alla recente stima dello 0,8% dei principali istituti economici tedeschi. 

Secondo il ministero dell’economia, i produttori tedeschi dipendenti dalle esportazioni probabilmente continueranno a sentire le difficoltà derivate dagli ordini in calo dall’estero che la più grande economia europea sta affrontando. Le tensioni commerciali fra Usa e Cina, l’incertezza legata alla Brexit e un rallentamento dell’economia mondiale, hanno colpito la domanda estera e danneggiato i produttori tedeschi. Questo, secondo la Reuters, ha fatto precipitare il settore manifatturiero provocando un rallentamento dell’economia più ampio. 

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“Faranno sparire Assange in un buco nero stile Guantanamo”. Intervista a Yanis Varoufakis

venerdì, Aprile 12th, 2019

“Julian ci ha fatto un grande regalo: ci ha informato sui crimini del nostro mondo occidentale che si definisce bastione della democrazia e dei diritti umani. E noi invece di dargli una medaglia, lo mettiamo in prigione. Questo è davvero un caso da Grande Fratello”.

Yanis Varourfakis è costernato per l’arresto di Julian Assange, il capo di Wikileaks che ora rischia l’estradizione negli Stati Uniti per aver pubblicato documenti riservati del Pentagono sui crimini commessi dai soldati statunitensi nelle guerre in Iraq e Afganistan contro civili peraltro disarmati. Parliamo al telefono con l’ex ministro delle Finanze greco, ora leader del movimento politico Diem25 candidato alle europee in diversi paesi del continente. Varoufakis è legato ad Assange da una lunga amicizia che non gli ha impedito nel tempo di criticare alcune sue iniziative. “Ma – ci dice – uno può pensare quello che vuole di Assange. Il punto è che l’unica ragione per cui è sotto inchiesta è che ci ha fornito le prove dei crimini contro l’umanità compiuti dai governi occidentali. Dovrebbero difenderlo i giornalisti che hanno beneficiato dei documenti pubblicati da Wikileaks. Abbiamo tutti il dovere morale di difendere la sua causa, noi del mondo occidentale che si definisce ‘bastione’ della democrazia e dei diritti”. Se Assange viene estradato negli Usa, finisce nel “‘buco nero’ del sistema, stile Guantanamo…”.

Chi ha tradito Assange? Gli Stati Uniti, l’Ecuador che lo ha ospitato nella sua ambasciata a Londra per sette anni e che ultimamente non gli ha rinnovato la cittadinanza o la Gran Bretagna che ieri lo ha fatto prelevare dalla sede diplomatica e lo ha arrestato? Oppure tutti noi del mondo occidentale, chi lo ha difeso ieri e oggi non lo difende più?

Gli Stati Uniti, l’Ecuador, Londra, tutti hanno avuto un ruolo. Ma iniziamo dal principio. Wikileaks ci ha dato notizia dei crimini dell’esercito statunitense e della National Security Agency e da allora tutto l’apparato Usa si è mosso per catturare Julian. Con ogni mezzo. Noi sappiamo cosa è successo in Svezia…

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Libia, Conte: “Emergenza umanitaria, rischio di ricadute sui migranti”

venerdì, Aprile 12th, 2019

Mentre in Libia gli scontri tra i sostenitori di Haftar e di Sarraj non si fermano, il premier Giuseppe Conte sottolinea che esiste un “concreto rischio di crisi umanitaria che va scongiurato rapidamente”. E avverte: “La situazione d’emergenza, con conseguenze su flussi migratori e terrorismo, impongono rapidità d’azione”. Intanto l’Onu riferisce che I combattimenti nelle ultime 24 ore sono stati “i più pesanti dallo scoppio delle ostilità”.

“Non c’è giustificazione a derive militari” – “Non vi sono interessi economici o geopolitici che possano giustificare derive militari ed in ultima analisi il rischio di una guerra civile. La violenza genera violenza, genera ferite che difficilmente si rimarginano e non serve in ultima analisi né gli interessi della popolazione, né quelli della comunità internazionale”, afferma Conte nell’audizione alla Camera sulla crisi nel Paese africano. “Non ci possono essere ambiguità e mistificazioni, a maggior ragione in un momento così critico”.

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Wikileaks, Julian Assange arrestato a Londra nellʼambasciata dellʼEcuador | Gli Usa chiedono lʼestradizione

giovedì, Aprile 11th, 2019

Il giornalista australiano Julian Assange, fondatore di Wikileaks, è stato arrestato a Londra nell’ambasciata dell’Ecuador, dove si trovava da 7 anni, dopo che il Paese sudamericano gli ha revocato l’asilo. Protesta Wikileaks, che ha accusato la Cia: “Revoca illegale”. Il presidente dell’Ecuador: “Non sarà estradato dove c’è pena morte”. “C’è la richiesta di estradizione da parte degli Usa“, ha annunciato l’avvocato di Assange.

J’accuse di Assange: “Il Regno Unito non ha civiltà” – Julian Assange durante l’arresto lancia il suo j’accuse contro il governo di Londra: “Il Regno Unito non ha civiltà” e poi ha fatto un appello ai britannici dicendo “il Regno Unito deve resistere”. Un testimone, sostenitore di Assange, ha raccontato ai media di aver contato “almeno sei uomini” in borghese impegnati a “trascinare via Julian”, oltre ad alcuni agenti di polizia in uniforme schierati a fare barriera intorno. “Julian ha detto qualche parola, ma è stato spinto in fretta a bordo di un furgone”, ha proseguito l’uomo, descrivendo il fondatore di Wikileaks come “disorientato, non avendo visto la luce del giorno per oltre sei anni”. “Portarlo via così è stato crudele”, ha aggiunto, dicendo che lui come altri attivisti si aspettavano ormai la cattura, ma ritenevano sarebbe avvenuta “nottetempo”. “Così è stato davvero scioccante”, ha concluso, prima di spostarsi con altri manifestanti per protestare di fronte alla stazione di polizia in cui ora il giornalista australiano ed ex primula rossa del web è tenuto in custodia.

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L’Unione europea ferma l’orologio della Brexit: divorzio rinviato al 31 ottobre

giovedì, Aprile 11th, 2019

marco bresolin inviato a bruxelles

Via libera a un’ulteriore proroga della data della Brexit per scongiurare il drammatico no-deal. Via libera anche alla clausola di flessibilità, che prevede l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea immediatamente dopo l’eventuale approvazione dell’accordo di divorzio. Ma sulla scelta della nuova data i Ventisette sono rimasti inchiodati fino alle prime ore di questa mattina, divisi tra chi voleva un periodo breve (Macron in testa) e chi invece spingeva per un’estensione più lunga (Merkel): alla fine è stato trovato un compromesso sulla data del 31 ottobre, con l’impegno di rivedere la situazione a giugno, subito dopo le Europee. Un modo per legare l’uscita dei britannici alla scadenza dell’attuale Commissione europea guidata da Juncker ed evitare così l’ingresso di Londra nel nuovo esecutivo Ue con un suo commissario. L’intesa è stata poi sottoposta a Theresa May, rimasta fuori dalla sala durante il dibattito tra i colleghi.

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Sudan, militari circondano il palazzo presidenziale: “A breve un annuncio importante”

giovedì, Aprile 11th, 2019

KHARTOUM – Gli occhi di tutto il Sudan sono puntati sul palazzo presidenziale di Omar al Bashir: dopo mesi di proteste e il sesto giorno consecutivo di sit-in, i militari stamattina hanno circondato l’edificio e hanno fatto sapere che a breve faranno un “importante annuncio” in radio. Secondo fonti locali non solo alti esponenti del
governo sudanese sono stati arrestati, ma anche l’aeroporto sarebbe stato chiuso.

Si tratta, a quanto sembra e secondo quanto riportano molti media, di un colpo di Stato. Al Arabiya dice che lo stesso Al Bashir, presidente del Sudan dal 1989, si è dimesso mentre l’esercito ha annunciato la formazione di un governo di transizione. Reuters riporta testimonianze che parlano di veicoli militari che hanno preso il controllo delle strade chiave e dei ponti di Karthoum.

La gente in strada ha iniziato a cantare: “Bashir è caduto, ce l’abbiamo fatta”.

Alaa Salah, la ragazza simbolo delle proteste in Sudan: è acclamata dalla folla come una regina

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May chiede l’aiuto di Merkel e Macron. Brexit, la Ue pronta al rinvio a fine 2019

mercoledì, Aprile 10th, 2019

marco bresolin inviato a bruxelles

L’unica certezza è che tutti temono il no deal: «Vogliamo dare ai britannici un’ultima chance», dice Michel Barnier. Per questo – da parte dell’Europa – il via libera a un’ulteriore proroga «flessibile» ai negoziati per la Brexit c’è, ma a una serie di condizioni ben precise. Quali? Per esempio, la richiesta di non mettere becco nei negoziati sul prossimo bilancio Ue. Saranno i leader Ue a definire i paletti questa sera nel corso di un Consiglio europeo straordinario, che si preannuncia piuttosto lungo. Due i punti su cui i Ventisette non hanno ancora un accordo. Primo: la data di uscita. Secondo: la durezza delle condizioni da imporre a Theresa May per concederle di estendere ulteriormente le trattative. Solo così si potrà evitare l’uscita con il no deal il 12 aprile, cioè dopodomani.

Ieri, la Camera dei Comuni di Londra ha approvato la mozione di May che chiede una proroga dei negoziati al 30 giugno, con la possibilità di anticipare l’uscita in caso di voto favorevole all’accordo ed evitare così di partecipare al voto del 23-26 maggio. La premier è poi andata da Angela Merkel ed Emmanuel Macron per assicurare loro che «i colloqui con i laburisti sono stati produttivi». La prima gli ha teso la mano, il presidente francese ha messo paletti più rigidi.

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Netanyahu vince (ancora): tra scandali e carisma, le mille sfide del premier più longevo di Israele

mercoledì, Aprile 10th, 2019

di Aldo Cazzullo e Davide Frattini, da Gerusalemme

Gli prospettavano la galera; avrà altri quattro anni di governo. “Grazie per aver creduto in me, e per averci creduto più che mai. E’ una vittoria storica, contro tutti i media che mi tifavano contro…”. I buu dei militanti del Likud ai giornalisti suggellano l’ennesimo trionfo di Benjamin “Bibi” Netanyahu, che nella notte festeggia con la moglie lo scampato pericolo.

I suoi avversari speravano che una fornitura vitalizia di champagne alla first lady – “la signora Sara lo preferisce rosé, Dom Pérignon mi raccomando” – avrebbe cambiato la storia del Medio Oriente. Ma più degli scandali hanno potuto le spoglie di un soldato ucciso 37 anni fa in Siria, il sergente Zacharia Baumel, restituite a Netanyahu da Putin in persona. Un gesto dal forte impatto simbolico su un popolo che ha il senso del sacrificio e della memoria. E anche un messaggio politico: Israele non è isolato; gli americani hanno portato l’ambasciata a Gerusalemme, i russi attestati a Damasco non sono ostili; perché cambiare?

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Libia, è fuga internazionale: via i soldati americani e gli imprenditori italiani. Sarraj accusa Macron

lunedì, Aprile 8th, 2019

Libia, è fuga internazionale. Americani via: a causa della guerra civile in atto, un contingente di forze statunitensi a sostegno del comando Usa in Africa (Africom) è stato temporaneamente trasferito dal Paese in risposta alle condizioni di sicurezza sul terreno. A riferirlo in un comunicato è Africom. “La realtà della sicurezza sul terreno in Libia sta diventando sempre più complessa e imprevedibile”, afferma il generale Thomas Waldhauser, comandante di Africom. “Anche con un adeguamento della forza, continueremo a rimanere a sostegno della strategia statunitense”. Sui media sono apparse foto di unità navali che trasferiscono il personale da Janzur, a ovest di Tripoli. Il comando Usa, assicura la nota del generale Thomas Waldhauser, “resta impegnato affinché la Libia diventi stabile e sicura”, ma “sta conducendo una prudente pianificazione militare nel tempo stesso in cui verifica le condizioni di sicurezza. Il Comando continuerà a monitorare quanto accade sul terreno, e accertare la fattibilità per una rinnovata e adeguata presenza militare”. Chiacchiere. Perché dietro alla cortina fumogena del criptico lessico militar-diplomatico, la realtà è che gli americani prendono le distanze da un Paese che è sempre più nel caos. Caos armato.

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Siria, liberato Sergio Zanotti

venerdì, Aprile 5th, 2019

Angelo Scarano

Sergio Zanotti, rapito in Siria nel 2016 è libero e sta per tornare in Italia.

Ad annunciarlo è stato il premier Giuseppe Conte: “A conclusione di una complessa e delicata attività di intelligence, investigativa e diplomatica, condotta in maniera sinergica, in data odierna siamo riusciti a ottenere la liberazione di Sergio Zanotti, rapito in Siria nell’aprile 2016”. Il premier ha aggiunto: “Il nostro connazionale appare in buone condizioni generali e tra qualche ora – annuncia – rientrerà in Italia, a Roma. Un ulteriore successo delle nostre istituzioni e, in particolare, dell’Aise: a loro il mio più vivo e sentito ringraziamento”.

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