Archive for the ‘Editoriali – Opinioni’ Category

Una lezione di realismo sui rischi dell’economia

venerdì, Giugno 7th, 2019

di Francesco Giavazzi

Una lezione di realismo sui rischi dell'economia

La riunione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea ci ha dato una lezione di realismo e determinazione. Realismo nell’analisi dei rischi che incombono sull’economia mondiale e che potrebbero colpire l’eurozona nei prossimi mesi: guerra dei dazi, incertezza politica in alcuni Paesi, in primis Gran Bretagna e Italia, tutti fattori che inducono gli imprenditori a ritardare o cancellare gli investimenti. Ma realismo anche nel riconoscere che per il momento questi rischi non si sono ancora materializzati, e infatti la previsione di crescita nell’eurozona per quest’anno e’ stata lievemente rivista all’insù: tutti questi rischi potrebbero anche non verificarsi. Ma soprattutto determinazione.

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Più risse che leggi: un anno buttato via

mercoledì, Giugno 5th, 2019

Alessandro Sallusti

Il premier Conte l’altro ieri, durante la conferenza stampa in cui ha minacciato le dimissioni, ha detto di essere stufo di soci che «agitano la pancia della piazza», che fanno «continuamente provocazioni» e che «diffondono freddure a mezzo social».

In poche parole, Conte ha rinnegato il grillismo grazie al quale da oscuro avvocato-professore è diventato senza particolari meriti Primo Ministro della Repubblica.

Il premier creato e circondato dai bulli ora pontifica contro il bullismo e la rissa permanente, cioè gli strumenti con cui Beppe Grillo e i suoi, un «Vaffa day» dopo l’altro, hanno fatto breccia nell’opinione pubblica. Ha detto, Conte: «Basta alla politica dei social e sui social», tralasciando di ricordare che se a quel mondo, che è il suo mondo, stacchi Internet, resta il nulla assoluto e Di Maio sarebbe ancora a vendere bibite allo stadio.

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Il governo e i calcoli sbagliati

mercoledì, Giugno 5th, 2019

di Sabino Cassese

Conte ha rilanciato. Ha raccontato quello che il governo ha fatto in un anno (poche leggi, pochissime realizzazioni) e ha chiesto ai due azionisti di governo una «chiara assunzione di responsabilità», per assicurare «leale collaborazione». Non ha indicato le linee di azione dell’esecutivo, come dovrebbe fare chi «dirige la politica generale del governo» (articolo 95 della Costituzione).

Politici alla giornata, i due «separati in casa» non sanno apprendere dai propri errori. E non capiscono che non è con una nuova legge sicurezza che si aumenta la sicurezza. Che nuove norme anticorruzione non faranno terminare la corruzione. Che chiudendo i porti non si limita l’immigrazione (chi controlla 8 mila chilometri di coste e i porti minori? E gli «overstayer»?). Sarebbe difficile riuscire a convincerli che i livelli di criminalità sono in diminuzione e comunque inferiori a quelli di tanti altri Paesi. Che la corruzione percepita è molto più alta di quella effettiva. Che l’Italia non è invasa da immigrati, di cui invece abbiamo bisogno, se guardiamo al di là del contingente e riusciamo a stabilire quote annuali. Se le forze di governo facessero attenzione ai fatti, invece di cercare solo i voti, tenterebbero di capire perché al concorso per 2.980 posti di «navigator» per gestire il reddito di cittadinanza abbiano fatto domanda 53.907 candidati, nonostante l’introduzione del reddito di cittadinanza, e definirebbero in altro modo i propri obiettivi.

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L’erede di Nefertiti in lista con il Movimento 5 Stelle

lunedì, Giugno 3rd, 2019

Michele Serra

Di Maio Circondato dai suoi fedelissimi (Di Assunta, De Alfredo, D’Irma e Di Pomigliano, tutti di Pomigliano d’Arco tranne Di Pomigliano, che è di Pozzuoli), il leader del movimento si domanda se, per esempio, formare un governo con Matteo Salvini, compresi un paio di sottosegretari nazisti e un ministro favorevole al rogo per gli eretici, sia stata una buona idea, specie considerando che molti voti ai cinquestelle arrivavano da elettori di sinistra delusi dal Pd. La risposta è stata “chissà”… , osservando pensosi il Golfo di Napoli dalla vetrata della pizzeria Serenella, gestita dalla madre del senatore Di Poldo, uno dei luoghi di formazione dell’establishment grillino.

Lo stato maggiore del Movimento Cinque Stelle lo annuncia a chiare lettere: è arrivato il tempo della riflessione. Un modo per tagliare fuori Toninelli già in partenza. E con lui i toninelliani, una corrente che, nonostante il divieto di formare correnti, era nata spontaneamente, per attrazione naturale, tra alcuni deputati del movimento. Tra i quali Di Pierpaolo, scalzista della prima ora e latore del progetto di legge per l’abolizione delle pantofole usa e getta negli alberghi, e la senatrice animalista Di Giustino, fondatrice del primo centro per la riabilitazione degli scarafaggi infortunati.

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I moderati senza casa e il centro che non c’è

lunedì, Giugno 3rd, 2019
di Angelo Panebianco

Il senso di smarrimento delle diverse componenti dell’attuale opposizione dopo le elezioni europee è comprensibile. Solo la dirigenza di Fratelli d’Italia, aspirante corrente interna della Lega, può dirsi realmente soddisfatta del proprio risultato elettorale. Forza Italia, dopo la pesante sconfitta, è ormai vicina a frantumarsi, a dividersi fra quelli che vogliono andare con la Lega e quelli che non ci stanno. Nemmeno il Pd ha grandi motivi di soddisfazione. Vero, ha tenuto in città dove lo si credeva a rischio. E, per giunta, come risulta dalle elezioni amministrative parziali, è ancora forte e vitale localmente. A causa della rovinosa sconfitta dei Cinque Stelle (non per merito proprio) ha ora più consensi dei grillini. Ma ha perso voti. Soprattutto, almeno al momento, la strategia di riconquistare gli elettori ex Dem passati ai Cinque Stelle è fallita. I grillini hanno subito una sconfitta rovinosa ma i loro voti sono finiti nella Lega o nell’astensione. Non possiamo sapere cosa accadrà davvero quando si voterà per il Parlamento italiano. Però, con le elezioni europee, disponiamo di qualche indizio.

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I giovani, migranti invisibili e cittadini di seconda classe

domenica, Giugno 2nd, 2019

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di Ferruccio de Bortoli

I giovani italiani? Migranti invisibili e cittadini di seconda classe. Sono pochi e, dunque, politicamente non contano nulla. Nemmeno con il «governo del cambiamento». In un Paese anziano sembrano, ormai da molto tempo, più tollerati che incoraggiati. Il governatore della Banca d’Italia ha letto venerdì le sue Considerazioni finali davanti a una platea con scarsa presenza giovanile e femminile. Ma dalle parole di Ignazio Visco e dalla corposa relazione della banca centrale emergono dati su cui riflettere. I commenti del giorno dopo sono stati però in gran parte dominati da altre emergenze. Dal macigno che pesa sul presente (il debito). Dal futuro che si vorrebbe ipotecare spendendo di più (deficit) senza aumentare gli investimenti. Dalla spesa per interessi (il passato) superiore a quella dedicata a scuola e università (il futuro). «L’Italia invecchia rapidamente e la popolazione tende a ridursi — ha detto Visco — sono caratteristiche comuni a molti Paesi, più marcate da noi». Nei prossimi 25 anni la popolazione compresa tra 20 e 64 anni diminuirà di sei milioni, «nonostante l’ipotesi di un afflusso netto dall’estero di 4 milioni di persone in questa classe di età». La quota degli over 65 nell’Unione europea sarà pari al 28 per cento. Da noi toccherà il 33 per cento.

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Un M5S umiliato ma costretto a continuare

venerdì, Maggio 31st, 2019

di Massimo Franco

La Rete grillina ha smentito il responso degli elettori, e il vicepremier dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio può sopravvivere alla sconfitta delle Europee. Steso un velo pietoso sui sospetti corposi che le votazioni online siano pilotate, rimane un Movimento diviso; e costretto a continuare per non sparire o quasi in caso di elezioni anticipate. Ma le forche caudine che Matteo Salvini sta piantando lasciano indovinare una strategia dell’umiliazione appena agli inizi. Tanto che non si capisce se il M5S reggerà senza spaccarsi. Lo smarcamento del presidente della Camera, Roberto Fico, è già un indizio. E sentire chiedere a Salvini «rispetto per i nostri ministri» tradisce una frustrazione strisciante. I grillini sembrano non rendersi conto che il capo del Carroccio già si sta muovendo da premier. Indica quali ministri dovranno essere nominati: a cominciare da quello per i rapporti con l’Ue, per passare alla Difesa e alle Infrastrutture. Chiede di stralciare il decreto Salva-Roma caro al M5S, e di sbloccare quello per far riaprire i cantieri. Accetta lui, in modo irrituale, le dimissioni del sottosegretario leghista Edoardo Rixi, condannato. Insomma, si muove come se già guidasse il governo. Dà per scontata la Tav. Parla di abbassamento delle tasse e di autonomia per le regioni del Nord: tutte misure indigeste al M5S.

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Consenso truccato incapacità manifesta

lunedì, Maggio 6th, 2019

Alessandro Sallusti

Una volta i politici misuravano la propria forza con le tessere, il cui mercato nero era una delle cose più scandalose della Prima Repubblica.

Oggi ci si conta con «like» e «follower» sui social network, ma la musica non è cambiata. È una grande truffa, come lo era quella delle tessere. E la verità è che il «governo del cambiamento» ha cambiato la forma, ma non la sostanza del fare politica.

Semmai oggi tutto è più facile di ieri: per accumulare false tessere ci voleva anche talento e mestiere, mentre per comprare finti fan su Internet bastano i soldi. Ci sono società insospettabili che, sotto la voce «consulenza per l’immagine», sono in grado di farti diventare una star del web con poche migliaia di euro, e anche io ne so qualcosa (di recente hanno provato a vendermi cinquantamila follower).

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I Cinque Stelle travestiti da sinistra

lunedì, Maggio 6th, 2019

di Paolo Mieli

I Cinque Stelle travestiti da sinistra

Apparentemente quelle tra Di Maio e Salvini sono nient’altro che insopportabili schermaglie, baruffe, litigi in vista delle elezioni europee. Oltretutto in un gioco delle parti. In realtà quel che accade giorno dopo giorno sul palco della politica italiana è invece l’effetto di una interessantissima campagna elettorale con la quale il Movimento Cinque Stelle – forse in ritardo sui tempi – sta provando a rimontare una débâcle annunciata (i sondaggi da qualche settimana avevano iniziato ad attribuirgli un risultato inferiore al 20%). Ricordiamo, prima di analizzarne la strategia, che le elezioni europee sono tra le più sfavorevoli al movimento fondato da Beppe Grillo il quale, sostanzialmente, non ha nulla da dire sull’Europa e dà mostra di confusione di idee sull’insieme della politica internazionale. Tant’è che già nel 2014 conseguì risultati assai modesti al confronto di quelli sfavillanti ottenuti nelle elezioni politiche dell’anno precedente. In più, l’M5S è giunto all’appuntamento di questa prova elettorale avendo alle spalle dieci mesi di sondaggi (e di risultati in elezioni amministrative) che lo presentavano in agonia, agonia resa ancor più evidente dalla vistosa crescita – sempre da sondaggi e amministrative – del partito leghista.

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Il tormentone dei cantieri che nessuno sa sbloccare

domenica, Maggio 5th, 2019

di Dario Di Vico

Il tormentone dei cantieri che nessuno sa sbloccare

Chi ha inventato il neologismo Sblocca cantieri dovrebbe fare una sana autocritica. Il motivo è semplice: l’insieme delle procedure contenute nel decreto, che porta quello sfortunato nome, non riuscirà nell’intento. E di conseguenza con tutta probabilità non sarà in grado di determinare nessun effetto positivo sul Pil 2019. Purtroppo le più fosche previsioni dell’Ance, l’associazione dei costruttori, si sono avverate. Il provvedimento rischia addirittura di creare problemi di confusione tra vecchio e nuovo regime, non semplificherà le autorizzazioni ante-gara, creerà dei commissari straordinari per la cui nomina dovremo attendere mesi e mesi, avrà bisogno di ben tredici misure attuative per far partire il nuovo regolamento degli appalti.

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