Archive for the ‘Economia – Lavoro’ Category

Borse positive. Spread giù a 274 sul disgelo Italia-Ue sui conti pubblici

mercoledì, Dicembre 12th, 2018

–di Eleonora Micheli

Chiusura in forte rialzo per le Borse europee, alla vigilia del consiglio direttivo della Banca centrale europea. I listini del Vecchio Continente sono stati sostenuti da Wall Street, con gli investitori fiduciosi che a breve siano annunciate buone notizie dal fronte delle trattative tra Stati Uniti e Cina. In Europa, comunque, Gran Bretagna e Italia sono rimaste le sorvegliate speciali, la prima dopo l’annuncio del voto di sfiducia al Governo May in programma questa sera, la seconda nell’attesa di novità sulla manovra economica nel giorno del confronto tra il premier italiano, Giuseppe Conte, e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. Da metà giornata si sono rincorse voci su una revisione del rapporto tra deficit e pil attorno al 2% (dall’iniziale indicazione del 2,4%), anche se in verità non sono state confermate dal Governo. A mercati chiusi il portavoce della Commissione Ue ha fatto sapere che ci sono stati «buoni progressi».

Le Borse europee oggi non hanno invece reagito all’attentato di Strasburgo e anzi Parigi è addirittura risultata la piazza migliore del Vecchio Continente. A Milano il FTSE MIBè salito dell’1,9%, mentre lo spread è scivolato a 274 punti, accelerando al ribasso sull’ipitesi di una revisione verso il 2% del rapporto tra deficit e pil.

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Deficit, Moscovici: “Francia può sforare il 3%. In Italia è diverso”

mercoledì, Dicembre 12th, 2018

Parigi, 12 dicembre 2018 – Il superamento della soglia del 3% del rapporto deficit/Pil nel 2019 per la Francia “può essere concepibile in via limitata, temporanea e straordinaria”. Così ha detto il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, intervistato dal quotidiano ‘Le Parisien’ dopo l’annuncio delle misure del presidente Emmanuel Macron per smorzare la rabbia dei gilet gialli. I francesi dunque potrebbero sforare il limite in via eccezionale. Ma “ogni parola conta”, sottolinea il commissario: “L’eventuale sforamento del 3% non deve protrarsi per due anni consecutivi né eccedere 3,5% su un anno”. Per Moscovici, infatti, le misure del presidente francese (stimate intorno ai 10 miliardi di euro) sono “indispensabili per rispondere all’urgenza del potere d’acquisto”.

Manovra, deficit al 2,2%. L’Italia sceglie la linea dura

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Seduta di tregua per le Borse europee, schiarita su dazi Usa-Cina

martedì, Dicembre 11th, 2018

–di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi

Seduta positiva per le Borse europee, che hanno chiuso in buon rialzo, anche se sotto i massimi di giornata (Parigi +1,58%, Francoforte +1,55%, Madrid +1,18% e Londra +1,6% circa). Bene anche Piazza Affari (+0,98%). Messo per il momento in secondo piano il caos Brexit e il caso Huawei, l’ago della bilancia è stata la schiarita sul fronte della guerra commerciale Usa-Cina. Il presidente americano Donald Trump ha parlato di colloqui «molto produttivi» con Pechino. Aiuta a distendere le tensioni sui mercati internazionali il fatto che la Cina sembra pronta a tagliare i dazi imposti sulle automobili importate dagli Stati Uniti. Secondo fonti di Bloomberg, le autorità cinesi stanno valutando la proposta di ridurre i dazi dal 40 al 15%, ma una decisione definitiva non è stata ancora presa. Tutto questo sostiene anche Wall Street, dopo avere toccati i minimi da otto mesi per poi invertire la rotta e chiudere in positivo, grazie soprattutto al settore tecnologico.

Resta alta l’attenzione sulla Brexit, dopo il rinvio del voto al Parlamento britannico da parte della May che incontrerà oggi stesso Juncker e quasi sicuramente anche il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk.

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Soldi in Svizzera, gli italiani hanno già portato più di 11 miliardi

martedì, Dicembre 11th, 2018

FRANCO ZANTONELLI

LUGANO – Dopo tanti rumors finalmente ci sono delle cifre. Ci riferiamo alla fuga di capitali italiani verso la Svizzera. A dare i numeri è stata la BRI, la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea. Tra il terzo trimestre 2017 ed il primo semestre 2018, quindi durante la tumultuosa campagna elettorale e a Governo Conte appena insediato, se ne sono usciti dal Belpaese, con destinazione prevalentemente le banche del Canton Ticino, 13,7 miliardi di dollari, circa 11 miliardi e mezzo di euro.

Un fenomeno tuttora in atto, come ha confermato, al quotidiano Corriere del Ticino, il direttore dell’Associazione Bancaria Ticinese, Franco Citterio. “Con il perdurare delle difficoltà e delle discussioni sul piano finanziario fra Roma e l’Unione europea- ha dichiarato il rappresentante dei banchieri – l’interesse per i depositi in Svizzera è ancora attuale e ci sono continue richieste di informazioni per l’apertura di un conto nel nostro Paese”.

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Roma e Bruxelles ancora lontane La Commissione Ue: tagliare lo 0,6%

martedì, Dicembre 11th, 2018

di Federico Fubini

Non dovevano, non nelle intenzioni e nelle apparenze politiche della vigilia. Inevitabilmente però le vicende dell’Italia e della Francia, oggi guidate da leader che si considerano avversari in Europa, finiscono con l’intersecarsi con esiti poco prevedibili. Uno di questi però sembra oggi più concreto di altre: vedere che a Parigi il presidente Emmanuel Macron risponde alla protesta dei gilet gialli facendo salire il deficit incoraggia, a Roma, Luigi Di Maio e Matteo Salvini a resistere alle richieste di risanamento della Commissione Ue. Né l’uno né l’altro fra i vicepremier vuole apparire da meno del loro rivale di Parigi. Di certo da ieri entrambi contano sul fatto che Bruxelles non potrebbe colpire l’Italia con una procedura sui conti, se rinunciasse a farlo per la Francia.

Da ieri però, dopo gli annunci di Macron a favore del potere d’acquisto dei redditi bassi e medi, anche un altro scenario diventa possibile: se la Francia riuscisse a evitare la procedura di Bruxelles, ma l’Italia no, Di Maio e Salvini sarebbero pronti a lanciare a una campagna per le elezioni europee imperniata sul tema di una discriminazione – vera o presunta – ai danni di Roma. Sotto i piedi dei vicepremier si aprirebbe un nuovo giacimento di consenso e di voti.

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“Riallacciato con Salvini, tocca a Di Maio”. Intervista a Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria

lunedì, Dicembre 10th, 2018

Solo pochi giorni fa da Lega e M5S arrivavano solo parole di delegittimazione, ora Confindustria e le imprese sono tornate al centro del villaggio. Addirittura contese dagli azionisti di Governo. Da Matteo Salvini, che ha incontrato al Viminale 15 associazioni di categoria per ascoltare le ragioni del mondo produttivo, ha preso appunti sulle proposte formulate dalle imprese, promettendo di dare risposta alla loro principale preoccupazione: la crescita del Paese. Da Luigi Di Maio, in quello che martedì sarà il secondo round, quello più complesso, anticipato dal vice premier M5S con una lettera di buone intenzioni al Sole 24 Ore volta a ricucire un rapporto che con gli imprenditori è da sempre molto teso. Anche per questo il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia parla con estrema soddisfazione dei progressi negoziali nel rapporto con il Governo.

“Ci sono voluti sei mesi, ma ce l’abbiamo fatta. Meglio tardi che mai” dice in un’intervista concessa all’Huffpost il leader degli industriali

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Manovra, l’azzardo fallito con l’Europa e il rischio di una stretta fiscale

lunedì, Dicembre 10th, 2018

di RAFFAELE RICCIARDI

LONDRA – Un tentativo di sfida all’Europa, finito male e con costi per il Paese ancora tutti da valutare. Così viene letto – tra i banchieri e gli uomini della finanza londinese – il braccio di ferro sulla Manovra italiana con Bruxelles e il momento di incertezza economica (oltre che politica) nel quale è tornata l’Italia.

Nel distretto finanziario della capitale britannica la preoccupazione internazionale intorno al destino di Roma resta alta. Citi, la più globale delle grandi banche internazionale, ha ospitato nei giorni scorsi economisti, strategist e giornalisti da tutta Europa per fare il punto della situazione sui mercati finanziari. E il “rischio Italia” è stato uno degli argomenti più gettonati, giocandosi con la Brexit, di casa a Londra, il podio delle preoccupazioni globali alle spalle della guerra commerciale tra Cina e Usa.

La Manovra e lo spazio di deficit bruciato

Giada Giani, economista della banca focalizzata sull’Europa, ha attirato le domande sul tema. “

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Reddito di cittadinanza, almeno 2 anni per farlo funzionare. Ecco perché

lunedì, Dicembre 10th, 2018

di Milena Gabanelli e Rita Querzé

Il reddito di cittadinanza erogherà 780 euro al mese a chi non ha lavoro e le offerte transiteranno dai «Centri per l’impiego» (Cpi), presso i quali tutti gli aventi diritto devono registrarsi. La manovra vale 7,1 miliardi l’anno. L’efficienza di questi centri è, dunque, cruciale per scongiurare il rischio che l’operazione non sia solo una forma di assistenzialismo.

Il sistema oggi è mal messo, e per capire cosa serve per farlo marciare abbiamo visitato i Centri per l’impiego che funzionano. Non c’è bisogno di andare nello Stato del Mississippi (da cui arriva il consulente del ministero del Lavoro Mimmo Parisi) perché ce ne sono alcuni anche in Italia, pochi, ma ci sono: a Milano e Treviso, per esempio. Ecco dieci cose necessarie subito.

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Tredicesime, il Fisco è pronto per il prelievo

sabato, Dicembre 8th, 2018

Milioni di italiani si apprestano ad incassare la tredicesima. Una iniezione nelle tasche che di fatto cercherà di rilanciare i consumi in queste Feste natalizie che sono ormai alle porte.

Ma attenzione: anche il Fisco troverà il suo regalo sotto l’albero. L’Erario infatti si appresta a mettere in atto il prelievo sulle terdicesime. Come riporta uno studio della Cgia scatterà un vero e proprio salasso fiscale sulle tredicesime: “A fronte di circa 47 miliardi di mensilità aggiuntiva che a dicembre saranno erogati a 33,7 milioni di pensionati, operai e impiegati, l’erario, attraverso le ritenute Irpef, ne preleverà 11 e alla fine in tasca ai beneficiari ne rimarranno 36″, spiega Paolo Zabeo, coordinatore dell’ufficio studi della Cgia. Poi lo stesso Zabeo sottolinea quanto sia importante per i commercianti e per gli esercenti l’iniezione di liquidità che arriva dalle tredicesime: “Grazie alla gratifica natalizia, segnala la CGIA, si spera che a far festa siano anche i piccoli commercianti e le botteghe artigiane. (altro…)

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Petrolio vola su intesa Opec, ma Wall Street spegne entusiasmi in Borsa

venerdì, Dicembre 7th, 2018

 

L’accordo di Vienna tra i grandi produttori, Opec e non, di petrolio e l’atteggiamento più accomodante della Federal Reserve sui tassi Usa innescano un recupero per le Borse europee insieme anche ai messaggi di Trump sull’avanzamento del dialogo Usa-Cina dopo il caso Huawei. Le Borse europee hanno così chiuso la settimana con rialzi tuttavia contenuti dal netto peggioramento degli indici di Wall Street e in particolare dei titoli tecnologici. Secondo qualche operatore l’andamento della Borsa Usa, già fiacco dopo i dati sull’occupazione, è stato influenzato dalle dichiarazioni del consulente economico della Casa Bianca Peter Navarro sull’aumento delle tariffe verso la Cina in caso di mancato accordo entro 90 giorni. Così Piazza Affari, che è arrivata a guadagnare anche l’1,5%, ha terminato le contrattazioni a +0,53% nel FTSE MIB. Nuovo calo per St (-1%) e per altri titoli industriali come Pirelli, Prysmian e Fiat Chrysler. Deboli i bancari con Bper fanalino di coda (-1,4%) nel giorno delle indiscrezioni su una possibile accelerazione del dossier Unipol Banca. Il possibile passaggio delle attività bancarie a Modena ha invece permesso a Unipol (+4%) di essere tra i migliori di giornata. Brillanti i petroliferi (+5,6% Saipem, +2% Eni) con il greggio in rimbalzo del 4% a 53,6 dollari al barile nel Wti gennaio e a 63 dollari al barile nel Brent febbraio. Sale l’euro/dollaro tornato in area 1,14 (a 1,1396 da 1,133).

Questa mattina a favorire gli acquisti erano state le indicazioni provenienti da Oltreoceano di una Fed più cauta sul rialzo dei tassi che potrebbe adottare un atteggiamento «wait and see» nella riunione del 18-19 dicembre. Parlando in serata all’Economic Outlook Forum della Indiana Bankers Association, il presidente della Fed di St. Louis, James Bullard, ha ipotizzato apertamente che il rialzo ai tassi Usa possa essere posticipato a gennaio. (altro…)

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