Archive for the ‘Cultura’ Category

Foibe, il ricordo che divide

domenica, Febbraio 10th, 2019

Mario Baudino

Non appena la Quarta armata jugoslava entrò in Trieste, gli agenti della polizia politica di Tito si dettero da fare: la loro prima preoccupazione fu di arrestare e eliminare i membri del Comitato di Liberazione Nazionale, i leader italiani della Resistenza. Sul confine orientale l’unico antifascismo doveva essere quello dell’esercito vincitore, dei croati, degli sloveni e dei serbi. L’equazione italiano-fascista era funzionale alla geopolitica, e attecchì bene: la marea dei profughi giuliano-dalmati, che per anni si riversarono al di qua del confine abbandonando terre e proprietà, venne spesso accolta in modo oltraggioso dagli esponenti della nostra sinistra (non a Torino, però, dove il sindaco comunista Celeste Negarville organizzò accoglienza e aiuti). Alla Spezia, durante la campagna per le elezioni politiche del ’48, un dirigente della Camera del Lavoro si abbandonò durante un comizio a un gioco di parole piuttosto agghiacciante: «In Sicilia hanno il bandito Giuliano, noi qui abbiamo i banditi giuliani».

La tragedia delle foibe si ripeté due volte: i partigiani jugoslavi erano infatti dilagati in Venezia Giulia nel settembre del ’43 (con l’eccezione di Pola, Fiume, Trieste), per essere poi ricacciati dai tedeschi nell’ottobre nello stesso anno. Ma subito erano cominciate le esecuzioni sommarie (rese pubbliche dalla propaganda bellica della Rsi, e destinate a ripetersi in misura assai maggiore nel ’45) in base all’identificazione dei italiani come nemici, con le vittime annegate in mare o gettate nelle profonde cavità carsiche. E quella tragedia a lungo rimossa in un’Italia che non voleva ammettere né la sua sconfitta né le violenze commesse nei Balcani, ignorata a sinistra fino al 2002 quando un libro molto fortunato di Gianni Oliva affrontò il tabù, ancora divide, nonostante l’istituzione – anch’essa nata da una tormentatissima discussione – del «Giorno del Ricordo». Aveva appunto lo scopo di conciliare le memorie: in parte raggiunto, in parte no.

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Apre per la prima volta al pubblico il maestoso giardino segreto della Città Proibita di Pechino

giovedì, Febbraio 7th, 2019

noemi penna

Gli angoli più segreti della Città Proibita di Pechino presto saranno aperti al pubblico. Entro il 2020, seicentesimo anniversario del palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing, apriranno per la prima volta al pubblico quattro aree completamente restaurate del maestoso giardino privato di Qianlong che da oltre vent’anni è al centro di un importante lavoro di recupero.

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“A Latere”, il fenomeno del negazionismo dell’Olocausto in Italia e in Europa

domenica, Gennaio 27th, 2019

La questione del negazionismo dell’Olocausto ha assunto in questi anni un rilievo sempre più urgente, in Italia e in Europa. Nel documentario “A Latere” Matteo Manfredini affronta i meccanismi e le tecniche di questo grave fenomeno attraverso le testimonianze di chi ha vissuto l’Olocausto: Liliana Segre, sopravvissuta Auschwitz-Birkenau, senatrice a vita; Valentina Pisanty docente di semiotica Università di Bergamo; Claudio Vercelli storico, autore del volume “Il Negazionismo: storia di una menzogna”; Stefano Gatti, ricercatore Osservatorio Antisemitismo, CDEC. Con la speranza che la divulgazione aumenti la consapevolezza di tutti. Il video che vi farà capire quante sono le vittime dell’Olocausto  

LA STAMPA

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Hitler perseguitava la musica ma “osannava” i suoi maestri

domenica, Gennaio 27th, 2019

Luca Pavanel

La musica osannata, la musica perseguitata. Due facce di una medaglia terribile, il nazismo e le sue follie.

Da una parte l’«amore» verso l’arte dei suoni – questa comunque usata a fini propagandistici – dall’altra, il disprezzo verso le produzioni considerate «degenerate» e verso i compositori ebrei, ma non solo. A Milano per il «Giorno della Memoria» LaVerdi con due concerti all’Auditorium di largo Mahler – stasera alle ore 20 e domenica alle 16 – propone questi «volti» contrapposti, l’amore e l’odio appunto, anche verso l’arte. I maestri e i pezzi usati dal regime e gli aneliti di libertà. Ecco dunque un programma con musiche di Wagner e Beethoven da una parte (rispettivamente l’Ouverture da «Tannhäuser» e «Concerto per piano e orchestra n.4 in Sol op.58»), e ancora dei perseguitati Eisler e Schuldoff («Niemandsland» e «Sinfonia n.2») dall’altra.

Ma partiamo dai personaggi venerati, esaltati e glorificati a fini del condizionamento ideologico. In testa il compositore di Lipsia, che in qualche modo, con alcune posizioni – anche se la questione è ancora dibattuta – si prestò a certe interpretazioni. Già, proprio così: in pubblico Wagner, molto amato da Hitler, diede il suo appoggio a posizioni anti-ebraiche, tuttavia stando alle ricostruzioni non voleva l’eliminazione degli ebrei o la segregazione permanente e non aderiva in maniera completa al razzismo. Il suo saggio Das Judentum in der Musik («Il giudaismo della musica») apparso sulla rivista Neue Zeitschrift für Musik nel 1850 comunque rappresentò una base teorica da cui partire. Altra pagina, altra musica.

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Giornata della Memoria, Ornella Coen a Tgcom24: “Bisogna investire sull’educazione dei giovani”

domenica, Gennaio 27th, 2019

“Il nome è quello che rimane, nella storia come nella memoria. Poterlo leggere, poterlo vedere inciso, serve innanzitutto a lasciare un segno e a preservarne l’esistenza. É l’unica cosa che si possa mantenere viva, dopo la morte”. Raggiungiamo Ornella Coen alla stazione, mentre sta per prendere il treno che da Ancona la riporta a Milano. Ha da poche ore partecipato alla posa di due pietre d’inciampo dedicate ai suoi zii, Romilde e Umberto, due dei quindici fratelli del padre Dante, uccisi anche loro in un campo di sterminio nazista, ad Auschwitz.

Tutt’altro che mute. Parlano, le pietre d’inciampo. Queste appena posate ad Ancona, in via Astagno 18, come tutte le altre nelle nostre città. Il loro ideatore, l’artista tedesco Gunter Demnig, è continuamente dedito a realizzarle e posarle davanti a quelle che erano le case degli ebrei che sono stati rastrellati, deportati, annientati e poi strappati alla vita nei campi di concentramento nazisti. Un nome inciso su ogni sampietrino: per vincere l’oblio, fare memoria, arginare il mare dell’indifferenza e il male dell’ignoranza. Attualmente ne sono state posizionate oltre 70mila, in tutta Europa.

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La “prima” di Open, esordio per il giornale online di Enrico Mentana

martedì, Dicembre 18th, 2018

È cominciata alle 6.30 di oggi, 18 dicembre, l’avventura editoriale di Open, il giornale nato direttamente sul web per iniziativa di Enrico Mentana. Nella homepage i primissimi contributi editoriali dalla redazione, sulla manovra, sul voto dei giovani per l’Europa, sull’identità sessuale e sul caso Dj Fabo.

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Più sicurezza non solo a parole

venerdì, Novembre 30th, 2018

Più volte nelle ultime settimane il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato l’invio di nuovi poliziotti nelle questure e nei commissariati di tutta Italia. Ha dovuto chiarire che questo avverrà entro il prossimo febbraio perché «il governo si è impegnato ad assumere ottomila uomini delle forze dell’ordine» ma per farlo deve trovare i soldi. Questo non gli ha però impedito di usare uno dei suoi slogan preferiti: «Dalle parole ai fatti». Appena due giorni fa lo stesso Salvini si è schierato al fianco del commerciante di Arezzo che ha sparato e ucciso un ladro entrato nel suo negozio, rassicurandolo perché «con la nuova legge sulla legittima difesa non sarà processato».

In realtà anche con le nuove norme un accertamento dei giudici sarà comunque necessario. Ma il punto da affrontare è proprio questo: quando le persone sono legittimate a usare un’arma per difendersi, vuole dire che il sistema sicurezza non funziona. Perché è giusto che i cittadini debbano essere protetti, ma a questo deve pensare lo Stato. Altrimenti si arriva alla giustizia «fai da te», alla vendetta privata. Bisogna impedire ai ladri di entrare nelle case, ma devono essere i poliziotti e i carabinieri a farlo. E dovrebbe essere proprio il ministro dell’Interno a rivendicarlo, anziché esortare i commercianti ad armarsi. Spetta a lui trovare il modo di dare seguito alla promessa fatta più volte, e ribadita nelle ultime ore, di dotare gli oltre ottomila Comuni italiani di un sistema di videosorveglianza in tutte le aree ritenute maggiormente a rischio.
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Pompei, spunta affresco hot di Leda e il cigno. La meraviglia e il mito

lunedì, Novembre 19th, 2018

Pompei, 19 novembre 2018 – Pompei “a luci rosse”. Questa mattina è stato ritrovato nel Parco archeologico un meraviglioso affresco, dove viene rappresentato l’amore fisico e passionale tra Leda, la belissima regina di Sparta, e Zeus, il re degli dei che pur di averla e sedurla ha deciso di trasformarsi in un meraviglioso cigno bianco. La scoperta è avvenuta nella camera da letto di una grande casa in via del Vesuvio, l’ultima meraviglia affiorata dagli scavi. La notizia viene anticipata all’Ansa dal direttore del Parco Archeologico, Massimo Osanna.

Ma le scene osé non finiscono qui. Nella stessa casa infatti è stato scoperto anche un Priapo nell’atto di pesarsi il fallo. Un’immagine che si è costretti a vedere se si vuole fisicamente entrare nella camera da letto dell’affresco di Leda. E ad attenderci ci sarà lei, la meravigliosa regina di Sparta, che sembra voler incrociare, ammiccante e licenziosa, lo sguardo di chiunque entri in quella stanza. (altro…)

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Lele Mora: “Sarò il direttore dell’Unità”. L’editore: “Smentisca, sporgeremo querela”

mercoledì, Novembre 14th, 2018

Nel corso della puntata di «Stasera Italia», in onda ieri sera su Retequattro, Lele Mora ha annunciato che diventerà ufficialmente il Direttore del quotidiano “L’Unità”: «Ci sono degli investitori stranieri, non europei, non italiani, che credono nella mia persona. “L’Unità” è già stata comprata da due gruppi di “Signori” che hanno abbastanza soldi e hanno un buon investimento da fare: uno dei due è un mio amico e mi ha chiesto se volevo dirigere il giornale. È già fatta, partiremo subito con un giornale online». Mora ha raccontato che «alla presentazione di un libro di Morricone ho incontrato Giorgio Assumma, che è un grande avvocato, che mi ha detto: `Perché non prendi anche me a fare il Direttore con te de L’Unità?´ Avere Assumma vuol dire che, se mi prendo qualche querela, sono già tutelato! Dobbiamo ancora sederci attorno a un tavolo e formare la squadra, ma ho intenzione di prendere dei buonissimi nomi».
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Beethoven, la Quinta Sinfonia mai vista: la versione animata è un capolavoro

lunedì, Novembre 5th, 2018

Un viaggio nella partitura della Quinta Sinfonia di Beethoven, seguendo le note sullo spartito attraverso i protagonisti in slittino. E’ l’animazione, realizzata interamente a mano, pubblicata su YouTube dal canale DoodleChaos. ”Ci ho messo tre mesi”, ha spiegato Mark Robbins, l’autore del video, che ha utilizzato l’applicazione online Line Rider. (altro…)

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